Per Ciro Immobile l’esperienza in maglia giallonera a Dortmund non è stata facile, anzi. L’attaccane laziale all’epoca ha incontrato varie difficoltà: il tecnico Tuchel non lo aiutò ad integrarsi nel gruppo, la lingua, difficile da imparare, è stato lo scoglio più alto mai superato. Proprio Ciro Immobile in un intervista rilasciata ai microfoni di Kicker rivela che quell’esperienza in Germania non è stato tutto da buttare. Immobile poi, ha parlato di vari argomenti tra cui Nazionale, Klose Higuain e Napoli.

ITALIAGERMANIA: NON UNA SEMPLICE PARTITA – “Della Germania mi piace tantissimo Mesut Ozil,noi però abbiamo Buffon il portiere più forte del mondo.” – Dopo l’eliminazione Azzurra ai Quarti di Finale di Euro 2016 in Francia i Campioni del Mondo in carica e la selezione Azzurra si incontreranno di nuovo all’ombra della Scala del Calcio – “Nella mia carriera no ho sofferto mai così tanto. Eravamo allo stesso livello ma siamo tornati a casa a mani vuote. Per elaborare l’accaduto ho avuto bisogno di giorni, adesso però vedremo a che punto siamo e se potremo giocarcela ancora alla pari”.

“KLOSE? SOLO 45 GOL PER SUPERARLO” – “Klose? Un Mito! Sono contento sia entrato a far parte dello staff della Nazionale e del suo record di gol ai Mondiali. Se non lui chi? Per superarlo nella classifica cannonieri della storia del club mi servono ‘solo’ 45 gol, un gioco da ragazzi (sorride). Fa parte della storia della Lazio. Il Napoli mi resterà nel cuore e non uscirà mai da lì. Ma sono un professionista e gioco per la Lazio, ogni giorno auguro il meglio al Napoli tranne quando gioca contro la mia squadra. Il mio idolo è sempre stato Alessandro Del Piero, quando cominciai era all’apice della carriera. Trezeguet però, in area di rigore era il più forte di tutti. Lo guardavo in allenamento e restavo a bocca aperta. Higuain? I calciatori hanno pochi anni a disposizione. Se si parla di sentimenti capisco il Napoli, poi, se si parla da un punto di vista professionistico capisco Higuain. 

ESPERIENZA IN GERMANIA – “La stagione non fu tutta negativa. Non era il Dortmund che conoscevo, per i tedeschi era difficile quella situazione, figuriamoci per un italiano appena arrivato. Avrei potuto gestire meglio la cosa e avrei potuto dare di più, mi spiace per come sia finita. Su di me ci sono state troppe polemiche, tutto quello che si diceva erano cavolate. Nella casa di Unna non ho fatto rumore – venne denunciato dal vicino di casa perché col tagliaerba tagliava l’erba di domenica mattina e in Germania è vietato fare rumore la domenica mattina ndr – Il tedesco è molto difficile da imparare, io e mia moglie non abbiamo rifiutato l’insegnante di tedesco. Tuchel non permise l’aiuto di un traduttore mentre Klopp sì. Se avessi voluto restare ci voleva tempo perché dovevo imparare il tedesco. I compagni con cui ho legato di più? Reus, Aubameyang e Sokratis. Con loro sono stato alla grande.”

FLASHBACK – “Siamo nel 2016 e il razzismo dovrebbe essere archiviato, invece non è così. Odio i cori contro i Napoletani e la gente del sud, vivo quest’odio ancora oggi in tutta Italia. Quando andai a Torino mi ritrovai catapultato in un’altro mondo. C’erano culture diverse ma si aveva un unico scopo. Funzionava tutto. Dopo un anno mi ritrovai in prima squadra con Del Piero e Buffon, fu un esperienza fantastica.

LEWANDOWSKI, LA SERIE A, LA LIGA – “Lewandowski? Se fossi rimasto avrei potuto dare molto di più ma probabilmente non avrei raggiunto il suo livello. Andarmene così mi è dispiaciuto. Del calcio tedesco mi piace che, nonostante il dominio bavarese ogni anno può esserci una sorpresa come lo sono adesso Colonia o l’Herta Berlino. La Serie A è un campionato tattico, nella Liga spagnola invece si ama il bel calcio.”

A cura di Onorio Ferraro

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU AGENTI ANONIMI