Personalità

Carattere, grinta, voglia di lasciare il segno. Questi sono i tratti distintivi del pensiero di Antonio Conte, sempre alla ricerca della vittoria. L’allenatore salentino è legato ai colori nerazzurri fino al 2022 e i tifosi dell’Inter fin dal suo annuncio, erano (e sono) convinti che il suo ingaggio porterà nuovi trofei nella bacheca interista. La prima Inter contiana ha visto i meneghini lottare su ogni fronte. In coppa Italia la “beneamata” ha visto concludersi il suo cammino  in semifinale, nella doppia sfida contro il Napoli. In campionato Conte è arrivato secondo a un punto dalla Juventus, mentre in Europa League è riuscito ad arrivare in finale mancando il bersaglio grosso e concludendo una stagione lunga e complicata.  Osservando la prima stagione sulla panchina nerazzurra, i tifosi hanno potuto notare come il mister trasmetta in campo il suo carattere competitivo. Ogni uomo schierato dal mister ha voglia di lottare e di conseguire il risultato, non a caso l’allenatore salentino cerca sul mercato giocatori che possiedano tali caratteristiche.

Confronti con la società

Antonio Conte è un fedelissimo di Beppe Marotta. I due hanno lavorato insieme alla Juventus, riportando la società torinese ai vertici del calcio italiano. Nella sua carriera tuttavia, l’allenatore italiano è stato spesso in disaccordo con le decisioni della dirigenza, compreso Marotta. Pensiamo agli addii con la società bianconera e il Chelsea, il cui divorzio è arrivato in seguito a un contenzioso giudiziario. In tutti i club dove ha lavorato, il mister si è scontrato circa obiettivi di mercato e di posizioni. Nel corso della sua prima stagione sulla panchina dell’Inter, il tecnico salentino ha esposto in conferenza stampa i suoi dubbi circa la lunghezza della rosa. Forti i toni utilizzati nel post partita della trasferta di Dortmund e nelle interviste delle ultime partite della stagione 2019/2020. Oggetto degli scontri contro la dirigenza erano la mancanza di esperienza in campo e di carisma nello spogliatoio, senza ovviamente dimenticare la “profondità” della rosa. Con l’infortunio di Sanchez infatti, l’Inter ha giocato più di metà campionato con solo Lautaro e Lukaku in attacco, mentre a centrocampo i ripetuti infortuni di Sensi hanno costretto il tecnico a schierare Barella, Brozovic e Gagliardini in mediana, in attesa dell’inserimento di Eriksen (ancora da integrare).

Sliding doors

La conclusione della stagione interista ha visto i nerazzurri mancare l’obiettivo Europa League in finale. I giorni successivi alla disfatta europea hanno visto Conte in riflessione circa il suo futuro sulla panchina meneghina. Il presidente dell’Inter Steven Zhang, il direttore sportivo Piero Ausilio e l’amministratore delegato Beppe Marotta hanno incontrato il tecnico per dirimere tali dubbi. In quest’incontro, l’allenatore ha richiesto che venissero raggiunti i suoi desideri di mercato (Vidal, Kolarov e Kantè, quest’ultimo mai arrivato a causa dell’altissimo prezzo fissato dal Chelsea) e che venissero risolti alcuni problemi di comunicazione riguardanti gli obiettivi da conseguire. La sessione di mercato appena conclusa, ha visto la società nerazzurra esaudire quasi ogni richiesta dell’allenatore, con conseguenze positive sul morale del mister. Nelle prime interviste stagionali, Conte si è mostrato sorridente e voglioso di giocarsi ogni partita divertendosi, consapevole che i problemi sorti nel corso del suo primo anno in nerazzurro sono stati risolti. La rosa è numericamente adatta a competere in 3 competizioni e arrivare in fondo in ognuna di esse. Il lavoro è alla base del pensiero contiano e la sua voglia di vincere si rivedrà alla ripresa del campionato, quando andrà in scena il derby di Milano.