Appena sei giorni fa Beppe Iachini è stato ufficializzato come nuovo tecnico dell’Empoli, andando a sostituire Aurelio Andreazzoli, esonerato dopo aver totalizzato appena 6 punti in 12 partite.

L’esordio di Iachini sulla panchina dell’Empoli è stato vincente, dato che grazie al 2-1 sull’Udinese ha riportato i tre punti in Toscana dopo un digiuno che mancava dalla prima giornata di Serie A.

Non è la prima volta che il tecnico 54enne marchigiano viene scelto come allenatore a stagione in corso.

Ripercorrendo tutta la carriera del tecnico di Ascoli Piceno è impossibile non far caso al fatto che raramente abbia cominciato una stagione in panchina dalla prima giornata.

È dunque uno dei traghettatori più gettonati della Serie A, un tecnico a cui spesso sono stati chiesti miracoli al limite dell’impossibile.

La storia della seconda scelta che poi diventa la prima grazie ad una serie di incastri e di fortunati eventi affonda le sue radici quasi dieci anni fa.

Dopo un’ottima Serie B disputata con il Piacenza nel 2004 e un campionato cadetto vinto col Chievo nel 2008, Iachini ha cominciato il suo giro d’Italia.

Nel 2009 è andato al Brescia subentrando a Cavasin, si è fatto esonerare nel 2010 ma appena un anno dopo è ritornato tra le fila delle rondinelle sostituendo Beretta.

Nella retrocessa Sampdoria del 2011, invece, aveva preso il posto di Atzori e nel Siena del 2012 era stato il successore di Cosmi.

A settembre 2013 si era tinto di rosa, dicendo sì a Zamparini e andando ad allenare il Palermo che aveva appena fatto fuori Gattuso. Due anni fa, all’Udinese, venne chiamato per sostituire De Canio e l’anno scorso è diventato neroverde, allenatore del Sassuolo dopo l’esonero di Bucchi.

La sua storia sembra seguire un sentiero tracciato dal destino, ma che non è in grado quasi mai di incanalarsi in una strada che porta al sole. È più frequente il tramonto anticipato, infatti, per Iachini, che raramente è stato riconfermato in panchina dopo essere subentrato a stagione in corso.

Ci si augura ovviamente che questa possa essere la volta buona, che Empoli si riveli essere un’isola felice in cui stabilirsi e non l’ennesima stazione di servizio.

Giuseppe Lopinto