C’è l’interesse di tante società, non solo italiane“. Prende tempo Sandro Stemperini, agente di Han Kwang-Son, giovane attaccante del Cagliari, ora in prestito al Perugia. E le sue parole suonano come un invito alla Juventus, che sta stringendo il cerchio, ad accelerare i tempi, ma anche come una volontà di mantenere aperte altre piste ancora per qualche tempo.
Sulla possibilità di uno sbarco in bianconero, Stemperini nicchia: “Se se ne parla così tanto, un fondo di verità dovrà pur esserci“, commenta, “Juve e Cagliari sono in ottimi rapporti. Per il momento nessuno ci ha però contattati direttamente. Magari succederà tra poco, è normale che all’inizio se ne parli tra dirigenti. Non ha una struttura atletica ma fisicamente è fortissimo, a me ricorda un campionissimo come Beppe Signori“.
Kwang-Son, 19 anni, è cresciuto nel Barcellona e si è fatto notare, tra Serie A e B, da parecchi club italiani e non. Il quotidiano spagnolo As, però, rivela che il principale ostacolo all’approdo di Han alla Juventus, principale interessata, non è economico ma morale. Il ragazzo è infatti di nazionalità nordcoreana e il regime del dittatore Kim Jong-Un obbliga i residenti all’estero a versare una parte del proprio stipendio allo Stato, per riempire le casse pubbliche nonostante le sanzioni imposte al regime dalla comunità internazionale. La Vecchia Signora andrebbe così a finanziare la Corea del Nord, seppure in minima parte e in maniera indiretta.
Oltretutto Pyongyang è in pessimi rapporti diplomatici con l’Italia e con l’Occidente in generale: il nostro ministero degli Esteri ha già espulso l’ambasciatore residente a Roma per le minacce di attacco missilistico. Anche il Cagliari si era posto lo stesso dilemma, ma aveva comunque deciso di ingaggiare il giocatore. Lo stipendio che percepirebbe a Torino sarebbe però sensibilmente più alto.
Distanza anche sul pagamento. I rossoblù vorrebbero solamente denaro contante, mentre la Juventus starebbe tentando di abbassare il prezzo inserendo nell’affare alcune contropartite tecniche, come i giovani Cerri e Audero.

Stefano Francescato