A Napoli lascio il cuore, gli amici, una famiglia. Non sarà mai un addio, ma solo un arrivederci” firmato Marekiaro.

La location è l’aeroporto di Bratislava, il protagonista Hamsik, il futuro la Cina e il Dalian Yifang, lo sfondo il Napoli.

L’ho detto e lo ripeto: Tornerò sempre volentieri qui” continua lo slovacco, commosso.

L’ormai ex capitano del Napoli manda un ultimo saluto alla città e alla squadra che l’ha cresciuto, l’ha coccolato e oggi lo ringrazia.

Dodici anni, trascorsi da leader e con la stessa maglia, non si dimenticano, così come i successi, le gioie e le sconfitte. Gli ostacoli e contrattempi che, se sei un calciatore, possono buttarti giù o ridarti nuove forze e responsabilità.

L’unico rimpianto è non aver vinto lo scudetto. Eravamo vicinissimi al trionfo, lo scorso anno. Ci tenevo a vincerlo per i tifosi. Non ci siamo riusciti, purtroppo, per la forza della Juventus” ammette il classe 1987, in partenza per l’Oriente.

E allora “La Cina è vicina“, avrebbe titolato qualcuno, “a Napoli si piange due volte: quando si arriva e quando si riparte” avrebbe controbattuto qualcun altro. “Mi sento male, portatemi a Napoli” avrebbe chiosato un ultimo.

Dal Bellocchio regista al Siani attore e al Totò simbolo: gli aforismi sono tanti, però Hamsik è sicuro. Per Napoli ha sofferto e soffrirà ancora, ma tornerà.

Sono stati giorni complicati, scrivere la lettera d’addio mi è costato due-tre notti insonni, perché mi sono passati davanti tanti momenti indimenticabili, come le coppe alzate da capitano”.

Il passato sul campo, il presente nel cuore e il futuro sul braccio di Insigne:

Lorenzo merita la fascia. È napoletano, ci tiene veramente a questa maglia e spero che un giorno raggiungerà i miei record. Magari sarà proprio lui a batterli tutti“.

Conclude così, chiude le valigie e se ne va. Ma un capitano è per sempre.

Giuseppe Lopinto