Francesco Guidolin, ex giocatore e da allenatore per molti anni sulle panchine di Vicenza, Bologna, Palermo e Udinese, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano “Tuttosport”.

La sua ultima esperienza da tecnico risale a quasi un anno fa, quando lo scorso 3 ottobre è stato esonerato dai gallesi dello Swansea, la prima squadra estera da lui guidata, dopo un brutto avvio stagionale con soli 4 punti nelle prime 7 giornate. Fatale era stato il ko casalingo contro il Liverpool per 2-1.

Diversi sono stati i temi affronatti da Guidolin con il giornale torinese, a partire dalla corsa scudetto di questa Serie A 2017/2018: “Si sono disputate appena tre giornate, presto per emettere giudizi definitivi. La Juve c’è sempre, il Napoli di Sarri migliora di anno in anno ed è lì, e poi c’è l’Inter di Spalletti che può battersi ad armi quasi pari. Queste tre per me si contenderanno lo scudetto. I bianconeri hanno un organico molto competititivo e la solita solidità, i campani fondano la loro forza su un gioco ormai recepito a memoria, mentre i nerazzurri ora hanno un tecnico che può far lievitare il collettivoe ciascun singolo. Un po’ ditero ci sono le romane che, con un po’ di fortuna, possono inserirsi nella lotta. Il Milan? Montella deve assemblare un’intera squadra, non è facile. Col mercato che la società ha fattoperò tutto è possibile. Bonucci è stato un grande acquisto e ditero i rossoneri possono giocare a tre. Leonardo mi ricorda Pirlo per come sa avviare la manovra, Andrea era inimitabile quando si muoveva da regista con al fianco due centrocampisti. A ogni modo, spero che qusto campionato si riveli spettacolare, raggiungere risultati senza giocare bene per me è impossibile“.

Inevitabile poi una domanda sul Var: “Dobbiamo aspettare ancora un po’ prima di giudicare questo esperimento. Io, a pelle, sono favorevole. E’ molto importante che vengano corretti certi errori, anche grossolani. Però bisogna accorciare i tempi di visione e di decisione: i primi piani di allenatori, giocatori e anche arbitri che attendono il verdetto sono esemplificativi. Ma ho notato che le proteste per un singolo episodio sono sparite e sugli spalti c’è maggiore serenità. Chiaro che bisognerà attendere un big match per vedere che succede ma io sono fiducioso. Giusto quindi andare avanti con il Var, perfezionarlo e aiutare il più possible l’arbitro“.

Guidolin conferma di essere stato vicino alla panchina dell’Italia prima dell’arrivo di Conte: “E’ vero, mi avevano avvertito che in ballo c’eravamo io e lui, poi hanno scelto Antonio. Ho vissuto con orgoglio quei momenti e sono grato alla Figc di essere stato preso in considerazione. Ventura è un ottimo allenatore, conosce il mestiere, lavora tanto e bene, è un insegnante. Bisogna dargli tempo“.

Sulla domanda relativa alla differenza, e soprattutto sulla distanza, tra Serie A e Premier League, l’allenatore ha pochi dubbi: “Purtroppo sì, la distanza è notevole. Innanzitutto la mentalità: la partita non è tra nemici ma tra avversari, poi il match è vissuto in maniera quasi festosa dai tifosi inglesi, un divertimento insomma. Le strutture sono all’avanguardia proprio per favorire la visione e l’intrattenimento del pubblico. Mentre a livello tecnico la vera differenza tra i campionati è il ritmo di gioco. Ma non è vero che là si gioca sempre bene, ci sono incontri di qualità e altri scadenti. Infine gli stadi, che in Inghilterra creano ricchezza. Noi non possiamo ancora competere sotto il profilo finanziario con i top britannici anche se ritengo che, alla luce, di disponibilità enorme di denaro di alcune società, biosgnerebbe imporre un tetto alle spese di mercato“.

Per quanto riguarda il futuro, Guidolin risponde così: “Il campo, la panchina e la partita mi mancano, ma io non sto aspettando qualcosa in generale. Sono orgoglioso di ciò che sono riuscito a fare. Se poi capiterà qualcosa di interessante ma soprattutto di stimolante allora mi farò trovare pronto. Vedremo…“.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)