Che il sistema della Var andasse rivisto è sotto gli occhi di tutti. E allora ecco che il presidente della Figc Gabriele Gravina apre: “Arriveremo a due chiamate per squadra“. La misura aveva già incontrato la contrarietà dell’ex arbitro Pierluigi Collina.

Il capo del calcio italiano, nel corso di un’intervista a Radio Crc, aggiunge: “L’anno scorso l’applicazione è stata straordinaria, quest’anno non mi è piaciuta questa stretta. Se lo strumento c’è è giusto applicarlo per ridurre la discrezionalità degli arbitri. Il ricorso alla Var e il coinvolgimento dell’addetto devono essere sempre costanti“.

Un’altro dei temi caldi, dopo il caso Koulibaly, è il razzismo negli stadi, che è costato all’Inter una chiusura della curva per due giornate: “C’è solo da applicare una norma molto chiara – dice Gravina – e far scattare eventuali sanzioni. Ci sarà un responsabile della Procura federale o un addetto alla pubblica sicurezza che dovrà portare le squadre a centrocampo e sospendere momentaneamente la gara, in caso di evidente discriminazione razziale o territoriale. Se i cori non cessano, le squadre torneranno negli spogliatoi e sarà il responsabile a prendere la decisione finale. Non sarà più responsabilità dell’arbitro, che penserà soltanto ad arbitrare“.

Ma la responsabilità, avverte, è anche delle società: “Sono convinto che vogliano collaborare. Quando i cori sono di cinquanta o cento tifosi, sono facilmente identificabili e la società può impedire loro l’ingresso nello stadio per molto tempo. Pensiamo di cominciare con queste novità in Milan-Napoli il 29 gennaio, anche se saranno formalizzate il giorno dopo“.

Il presidente Figc è ha poi parlato della Nazionale, con obiettivi ambiziosi: “Nei prossimi 10 anni vogliamo vincere Europeo e Mondiale. Stiamo lavorando a ipotesi di salary cap e valorizzazione dei giovani, ma se è vero che vengono convocati in azzurro giocatori a minutaggio zero come Zaniolo è perché la Federazione e il tecnico Mancini hanno visto lungo“.

Infine a tenere banco è il caso della Pro Piacenza (Serie C): i giocatori sono in sciopero e la società, sull’orlo del fallimento, stava per mandare in campo contro l’Alessandria dei ragazzini tesserati solo poche ore prima. La Figc ha sospeso la partita a pochi minuti dal calcio d’inizio. “E’ stata una mia decisione – conclude Gravina -, ho avuto un’immagine bruttissima. Dobbiamo salvare il calcio pulito, stiamo approntando strumenti per evitare che le società falliscano in questo modo“.

Stefano Francescato