All’età di 10 anni inizia a prendere confidenza con il pallone nella piccola società giovanile della sua città natale Fuentalbilla,rappresentata dall’Albacete.

“E’ un mago con il pallone tra i piedi,è il più grande talento di tutta la Spagna tra i pari età”,sono queste le voci che spinsero Albert Beinages (ex talent scout del Barcellona) a muoversi 500 chilometri fuori Barcellona per visionare con i suoi occhi il talento.

Il resto è noto a tutti,Andrès Iniesta da quel lontano 1996,data in cui mise piede nella leggendaria Masia blaugrana,),è diventato uno dei più grandi centrocampisti al mondo facendo le fortune del Barcellona e della Nazionale Spagnola.

L’illusionista o El Jinéte Palido (Il cavaliere pallido) ieri dopo aver vinto la Copa Del Rey e segnato il gol numero 57 in 670 presenze è uscito sotto gli applausi dei suoi tifosi,applausi condizionati dalla consapevolezza che Don Andrès è ad un passo dall’addio ai colori blaugrana.

“Andrès annuncerà il suo futuro la prossima settimana. Se deciderà di andarsene,dovremo rispettare la sua scelta.

Comunque penso che possa essere un buon momento per lasciare il Barcellona.

Ho pianto ascoltando l’ovazione che il pubblico gli ha riservato”.

Queste le parole dopo la finalissima del padre di Don Andrès,che non lasciano ormai dubbi su quello che potrà essere il futuro imminente di suo figlio.

Iniesta infatti è pronto ad accordarsi con la società cinese del Chongqing pronta a fare follie per lui,come ad esempio investire un’elevata somma di denaro nell’azienda vinicola del calciatore Castigliano.

Iniesta ieri avrà vissuto un rewind della sua carriera,con 36 titoli vinti segnata da un modo di trattare il pallone,magico,unico,da vero e proprio maestro dell’illusionismo.

Di Antonio Salatino (@antoniosalatino)