E’ stato un gol importantissimo per me, ho segnato dopo qualche giornata. Sono felice per la vittoria, abbiamo lavorato tanto per ottenerla. Andiamo avanti e pensiamo alla prossima gara con il Frosinone. Giusto che voglia giocare di più, vorrei giocare sempre, segnare sempre. Ma il calcio è così, a volte non è come vogliamo. Sono felice per questa vittoria, ci concentriamo solo sul lavoro. Champions? Abbiamo un’altra partita di campionato prima. Poi in Champions vogliamo vincere col Liverpool e andare avanti, sappiamo che sarà difficilissimo“.

Con queste parole, rilasciate ai microfoni di “Sky Sport“, Arkadiusz Milik commenta il più che prezioso successo del Napoli in casa dell’Atalanta col punteggio di 2-1. Subentrato a Mertens all’82’, il centravanti polacco ha segnato quattro minuti più tardi la rete che ha consegnato i 3 punti alla squadra di Ancelotti.

Per l’ex Ajax si tratta del gol numero 5 in campionato in un totale di 638 minuti giocati in questa Serie A 2018/2019. Oltre che ieri sera a Bergamo, le sue marcature sono state decisive nelle altre gare contro Lazio e Parma. Va poi considerato anche l’assist decisivo a Insigne nel match del San Paolo contro la Fiorentina.

Pur se a piccoli passi, i tifosi partenopei e gli appassionati del pallone stanno iniziando a intravedere il bomber sul quale il club di De Laurentiis aveva deciso di puntare, nell’estate 2016, dopo l’addio di Gonzalo Higuain, che si era accasato agli acerrimi rivali della Juventus.

Il percorso di Milik – reduce da un ottimo campionato europeo disputato in Francia con la Polonia e un molto positivo periodo all’Ajax – in maglia azzurra inizia nel migliore dei modi: vinto quasi subito il ballottaggio con Manolo Gabbiadini nelle gerarchie di Maurizio Sarri, l’attaccante classe 1994 si era già conquistato il pubblico partenopeo a suon di gol e grandi prestazioni. Basti pensare che nelle prime 9 presenze aveva già segnato 7 gol, la maggior parte dei quali decisivi, come le doppiette a Milan e Bologna e le altre due reti in casa della Dinamo Kiev. Higuain era già niente più che un ricordo.

Tuttavia, verso metà ottobre, in una partita della Polonia contro la Danimarca, il giocatore subisce la rottura del crociato, che lo costringe a uno stop di 5 mesi. Per Milik e il Napoli si tratta di un vera e propria doccia gelata. Dopo l’operazione a Villa Stuart, l’attaccante torna in campo domenica 19 febbraio nella gara contro il Chievo, quando al 71′ subentra a Pavoletti.

Il rientro del centravanti in squadra è chiaramente molto graduale e avviene senza fretta, visto anche lo strepitoso rendimento di Mertens da “falso nueve”. Milik entra quasi sempre nei minuti finali, e ad aprile si toglie la soddisfazione di tornare a segnare, e lo fa al Sassuolo al “Mapei Stadium”.

L’annata seguente comincia in maniera positiva, con un gol all’Hellas Verona alla prima giornta di campionato, e pochi giorni dopo si ripete in Champions in casa dello Shakhtar.

Tuttavia, la sfortuna lo perseguita, perché sempre nei primi giorni di ottobre, questa volta nella sfida in casa della Spal, Milik si rompe nuovamente il crociato. Inevitabili altri 5 mesi di stop. Torna in campo il successivo 3 marzo, giocando gli ultimi 15 minuti della partita contro la Roma. Di lì a fine campionato riesce a realizzare 4 gol.

Al termine della stagione, gli azzurri cambiano guida tecnica: ora in panchina c’è Carlo Ancelotti, da sempre un maestro nel lanciare o rilanciare attaccanti, basti vedere il suo lavoro con Crespo ai tempi del Parma e con Shevchenko quando guidava il Milan. La speranza in casa partenopea è che l’allenatore di Reggiolo possa fare lo stesso con Milik. Significative le parole di De Laurentiis, rilasciate durante il ritiro della squadra: “Ancelotti si è innamorato di Milik? Si, è vero, ma anche di Zielinski ed Ounas, così come di tutto il resto del gruppo“.

E infatti, all’esordio in campionato il giocatore polacco, complice anche il ritardo di condizione di Mertens, è subito titolare e segna il gol del momentaneo 1-1 (il Napoli poi vincerà 2-1 con la rete di Insigne). Seguono poi, come prima indicato, la doppietta al Parma e la marcatura all’Empoli.

Ora, pur se con qualche prestazione sottotono, Milik, anche grazie al lavoro di Ancelotti, potrebbe davvero tornare quell’attaccante ammirato nei primi mesi nel capoluogo campano. La speranza è che questo gol decisivo a Bergamo possa davvero costituire un nuovo inizio.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)