Dalla campagna scozzese, all’Olimpo del calcio mondiale. E’ l’allenatore più vincente della storia del calcio, il mioglior tecnico del XXI° secolo, una vera e propria leggenda vivente… #GliAgentiRaccontano… Sir Alex Ferguson

 

Le origini del mito

Glasgow, Scozia. E’ qui che nacque Alexander Champman Ferguson nel 1941. Storicamente divisa in due fazioni sempre in lotta per l’egemonia, religiosa, politica ma soprattutto calcistica. Da una parte quella cattolica e filo-irlandese dei Celtic e quella protestante e unionista dei Rangers. Questo dualismo fu presente anche nella sua famiglia(papà protestante e mamma cattolica), nonostante lui stesso seguì le predicazioni della madre. Carriera scolastica di bassissimo profilo, ma promettente percorso da calciatore, sognando di indossare la maglia degli azzurri.

Attaccante, con un discreto fisico e una buon senso del gol, esordì appena 16enne nei dilettanti del Queen’s Park, mettendo a segno 16 gol nelle successive 3 stagioni, quando il St. Johnstone volle scommettere sul suo talento. 4 stagioni a Perth e passò al Dunfermline, squadra con la quale arrivò vicino a vincere campionato e Coppa di Scozia e segnando ben 31 gol nella stagione 1965/66(vinse il titolo capocannoniere). La stagione successiva passò nella squadra che tifava fin da bambino, i Rangers, dove però non riuscì a soddisfare le attese, venendo ceduto appena due stagioni più tardi al Falkirk, nonostante l’interesse concreto del Nottingham Forrest. Chiuse la carriera nel modesto Ayr United nel 1974, dopo un triennio tra campo e primi approcci di panchina, al quale sembrava decisamente destinato.

Fu proprio questa sua propensione a convincerlo a smettere col calcio giocato ad appena 32 anni e incominciare molto giovane questa nuova avventura. Nel giugno 1974 firma per il primo club: l’East Stirlingshire, club di Falkirk che militava nelle divisioni inferiori scozzesi. Durò la bellezza di 4 mesi l’esperienza di Ferguson, siccome passò al St.Mirren, club della terza serie scozzese. Da qui riuscì a creare una squadra vincente e allo stesso tempo giovane(con un età media di 19 anni), che riuscirà a conquistare subito la promozione in First Division e successivamente in Premier Division(ora Scottish Premier League). Nell’estate 1978 ci fu il salto di qualità per Ferguson, quando arrivò la chiamata dallo stesso club che rifiutò appena un anno prima: l’Aberdeen.

Otto lunghi anni, nei quali portò il club dell’omonima città ai vertici della Scozia e dell’Europa. 3 campionati scozzesi, 3 coppe di Scozia e una Coppa di Lega entro i confini nazionali, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA nel 1983 nel vecchio continente. Epica fu la cavalcata in Coppa delle Coppe, dove sconfisse il Bayern ai quarti e il Real Madrid in finale, prima di sconfiggere i campioni d’Europa in carica dell’Amburgo nella finale di Supercoppa. Portò il club di Aberdeen in cima all’Europa e, oramai, la sua nomea si stava diffondendo in tutta l’Europa e, addirittura, nel mondo intero…

Dopo un non perfetto Mondiale 86 con la Scozia(eliminato al primo turno), infatti arrivò la proposta che ne segnerà tutto il futuro e la carriera. Il Manchester United decide infatti di puntare sul 45enne ex-Aberdeen per il proprio progetto di rilancio, dopo anni tristi e con assenza di risultati. Sarà per entrambi la scelta migliore…

L’inizio incerto, la programmazione, le prime vittorie…

Ferguson arriva al Manchester United con tante aspettative da parte della dirigenza e soprattutto dei tifosi. I Red Devils non vincono un campionato dal lontano 1967 e sognano di tornare tra le prime della classe del calcio inglese. Nonostante le ottime premesse le prime stagioni si rivelano amare di successi ma, fortunatamente, nessuno in società pensa di allontanare il tecnico scozzese. Ferguson nonostante le sconfitte inizia a costruire quel gruppo, fatto da uomini veri prima che da fuoriclasse, che farà la storia del Manchester United e del calcio mondiale. Il primo trofeo arriva dopo tre anni e mezzo nel 1990, l’F.A. Cup vinta ai danni del Crystal Palace, la stagione successiva si vince ancora ma stavolta un campo internazionale grazie al successo in Coppa delle Coppe ai danni del Barcellona, superato in finale per 2-1. La vittoria in campo europeo convinse l’intero ambiente della forza della squadra che, la stagione successiva, puntò senza nascondersi al titolo inglese.  L’arrivo del portiere Schmeichel e di un giovanissimo Ryan Giggs portarono al successo in Coppa di lega ma purtroppo soltanto ad un secondo posto in classifica. L’astinenza da titolo stava finalmente per terminare, Ferguson all’esordio della nuova “Premier League”, grazie all’acquisto nel mercato di gennaio di  Eric Cantona, conquistò il primo scudetto da allenatore del Manchester United. Dopo il campionato del 1967 arriva  l’ottavo titolo per i diavoli rossi e per Ferguson sarà soltanto il primo di una lunghissima serie…

I fantastici anni 90

Da quel primo successo il Manchester United si trasforma in una macchina schiacciasassi, un meccanismo perfetto e infallibile che ribalterà le gerarchie del calcio inglese. Ferguson dalla stagione 1992/93  al campionato 2003/04 conquista 8 titoli su 11, lasciando alle altre big soltanto qualche briciola e superando in testa all’albo d’oro gli odiati rivali del Liverpool.

Estate 1993, dopo Cantona arriva un altro grande colpo, l’irlandese Roy Keane, e  per Ferguson il primo Double, campionato ed F.A. CUP.  Le vittorie in serie non bastano per impedire la prima rivoluzione per l’allenatore scozzese che  decide di inserire alcuni ragazzi poco conosciuti ma dal sicuro avvenire. Nonostante le critiche e un anno terminato con il secondo posto in classifica, arrivano in pianta stabile in rosa Scholes, Gary Neville, Butt e David Beckham. I nuovi innesti amalgamati perfettamente del tecnico allo zoccolo duro della squadra, conquistano altri due Duble nelle stagioni 95/96 e 96/97 pur rimediando una sconfitta dolorosa in semifinale di Champions League per mano del Borussia Dortmund, futuro campione d’Europa.

Nella stagione 97/98 il Manchester United si classifica secondo in Premier League alle spalle dell’Arsenal di Arsene Wenger e Ferguson decide ancora una volta di muoversi in prima persona per rinforzare la rosa. Arrivano l’attaccante York e il difensore olandese Jaap Stam, insieme a Solskjaer e Teddy Sheringham, due uomini che risulteranno decisivi qualche mese più tardi. La squadra che si presenta ai nastri di partenza del campionato 1998-99 è creata ad immagine e somiglianza del grande Manager scozzese. Gli uomini di Ferguson lottano su ogni pallone esprimendo anche un bellissimo gioco, nel corso della stagione arrivano molte vittorie clamorose, in rimonta o soffrendo fino all’ultimo respiro. Si tratta di un’annata storica per Sir Alex e il suo Manchester che conquista il primo storico ”Treble” del calcio inglese grazie alla vittoria del Campionato, della F.A Cup e della Champions League. Il cammino verso la coppa più importante incorona gli uomini di Ferguson che eliminano ai quarti di finale l’Inter,  in semifinale la Juventus e in finale il Bayern Monaco, in una delle più belle partite della storia del calcio. Sotto di una rete a zero al novantesimo minuto, i diavoli rossi ribaltano in pochi secondi il risultato vincendo la Coppa proprio grazie alle reti di Solskjaer e Sheringham. Un successo tira l’altro e, nelle due stagioni successive, arrivano altri due successi in campionato per un meccanismo ormai oliato alla perfezione che non sembra volersi fermare.

Gli anni 2000 e l’arrivo degli investitori stranieri 

La vera forza di Alex Ferguson è stata la certezza di poter vincere superando qualsiasi limite, convincendo i propri ragazzi che niente fosse impossibile e riuscendo a caricarli nonostante anni e anni di successi. Non è facile rimanere costanti per così tanto tempo, è tremendamente difficile riconfermarsi più e più volte dopo aver stravinto contro qualsiasi avversario, in campo e fuori. E’ questa la vera differenze tra Alex Ferguson e il resto degli allenatori, la capacità di rinnovarsi e rinnovare un gruppo ripartendo ogni volta da zero, con gli stessi principi morali, tecnici e tattici, con la forza e la spensieratezza del giovane allenatore in grado di portare al successo il piccolo Aberdeen…Ferguson non è stato un allenatore qualunque, ma un manager a tuttotondo, un uomo tutto d’un pezzo capace di ribaltare e rivoltare una squadra da capo a coda per avere sempre il 110% da tutti i suoi ragazzi, un osservatore in grado di essere lungimirante sul mercato come pochi in questo sport e di capire, anzi prevedere il futuro e programmare le sorti di un’ intera stagione.

I primi anni 2000 coincidono con l’arrivo nel calcio inglese di alcuni magnati internazionali pronti a dare battaglia e scalare le gerarchie della Premier League. Nei primi cinque anni del nuovo millennio Ferguson deve affrontare non solo l’Arsenal ma anche i nuovi rivali del Chelsea diventati, grazie a  Roman Abramovich, una superpotenza economica in grado di competere ad altissimi livelli. Con l’arrivo di José Mourinho sulla panchina dei Blues, lo United è costretto per un paio d’anni a digiunare e riprogrammare ma con Ferguson  in panchina tutti sanno che è solo un periodo di transizione. Dal 2003 al 2006 arrivano in squadra rinforzi di primo livello in ogni reparto: in porta l’olandese Van Der Sar, in difesa Rio Ferdinand, Nemanja Vidic e Gabriel Heinze, a centrocampo Park Ji Sung e Michael Carrick e in attacco Luis Saha, Wayne Rooney e un giovane portoghese molto promettente che risponde al nome di Cristiano Ronaldo.

Nel successivo triennio Ferguson ristabilisce le gerarchie in patria e fuori; dal 2006 al 2009 arrivano tre titoli su 3 per il Red Devils. La squadra nel 2007-2008 conquista anche la seconda Champions League dell’ era Ferguson che dichiarerà in seguito di non aver mai allenato una squadra tanto forte come quella della finale vinta ai rigori contro il Chelsea. L’anno successivo arriva un altro titolo in rimonta ma stavolta la cavalcata europea si ferma in finale ai danni del Barcellona di Pep Guardiola.

Le ultime vittorie e l’eredità di Sir Alex

Gli anni dei grandi successi del Manchester United sembrano terminare nella stagione 2009-2010. La cessione di Cristiano Ronaldo al Real Madrid e le difficoltà economiche della famiglia Glazer non riescono però ad abbattere la calma e la freaddazza di Ferguson. Il tecnico anche senza spese eclatanti sul mercato, riesce a conquistare un secondo posto alle spalle del Chelsea in quella stagione ed a vincere il titolo l’anno successivo. E’ un successo storico poiché il Manchester United supera definitivamente il Liverpool rimasto a quota 18 scudetti. L’unica delusione in un’altra grande stagione, è la sconfitta ancora per mano del Barcellona nella finale di Champions League a Wembley. Siamo quasi arrivati ai giorni nostri, nel 2011/2012 il Manchester United perde il campionato all’ultima giornata in favore dei cugini del City grazie al gol di Aguero negli ultimi secondi del recupero del match casalingo contro il QPR. Ferguson ha capito che ormai il suo percorso leggendario e i suoi 26 anni alla guida del Manchester United stanno per terminare, ma non ha alcuna intenzione di lasciare la sua amata città con uno smacco così grande. Dal Mercato estivo arrivano Kagawa e Robin Van Persie e qualche mese dopo il Manchester United conquista il suo ventesimo titolo di campione d’Inghilterra. L’8 maggio dello stesso anno Sir Alex Ferguson dice addio alla panchina dei Diavoli Rossi e alla vita da allenatore lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli appassionati di questo grande sport…

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#GliAgentiRaccontano… Sir Alex Ferguson, l’allenatore del Secolo!

A cura di Vito Lecce e Gianluca Zanfi