Era sicuramente un calcio diverso, un calcio in cui la Sampdoria dettava legge non solo in Italia ma anche in Europa, riuscendo a dare del filo da torcere anche agli inarrivabili campioni con la maglia del Barcellona. Era un calcio fatto di valori veri, sudore, impegno e davvero poche, pochissime parole, un calcio in cui la squadra del momento portava in campo 9 italiani su 11. La favola della grande Sampdoria di Boskov dopo un percorso fatto di vittorie entusiasmanti, sconfitte, gol ed emozioni, si concluse con un’ indimenticabile finale di Coppa dei Campioni, l’ultima della storia! Una coppa che dall’anno dopo sarebbe diventata Champions League!

#GliAgentiRaccontano: Sampdoria-Barcellona 0-1, la fine di un sogno!

La Coppa dei Campioni 1991-92 fa sentire già l’aria del cambiamento. La più grande manifestazione continentale sta pian piano cambiando forma e, dopo 30 anni, viene introdotta una nuova formula. Quarti e semifinali  vengono infatti sostituiti da due gironi all’italiana formati da 4 squadre. Solamente le prime classificate di questi gironi accederanno alla finale mentre restano invariati i primi due turni eliminatori: sedicesimi e ottavi di finale! In questo scenario la Samp si presenta ai nastri di partenza del torneo più importante di tutti per la prima volta nella sua storia, dopo aver vinto uno storico scudetto proprio nell’estate del 1991.

In una competizione in cui solo le prime della classe potevano sfidarsi, le grandi del calcio europeo già pregustavano una facile vittoria senza considerare l’Italia come una vera minaccia. Non poteva esserci pensiero più sbagliato pensando alla Sampdoria campiona d’Italia in carica. Una squadra ricca di talento che ha ancora molto da dare al calcio italiano e internazionale. Il sogno del presidente Mantovani è diventato ormai realtà, lo storico scudetto del 1991 ha lanciato la Samp nell’olimpo delle grandi del Bel Paese, facendola diventare una vera favola sportiva.  Un’orchestra diretta magistralmente dal tecnico serbo Vujadin Boskov composta dal alcuni dei migliori solisti in circolazione sul rettangolo verde, da Pagliuca, Mannini, Pari e Vierchowod  in difesa, Lombardo, Lanna ma anche Invernizzi, Buso per arrivare alla coppia gol formata da Vialli e Roberto Mancini.

La grande Cavalcata

L’avventura europea della Samp parte col botto!  Il 7-1 complessivo contro il Rosenborg segna la definitiva consacrazione degli uomini di Boskov anche in campo internazionale: 5-0 all’andata e 2-1 al ritorno. Gli ottavi di finale consegnano alla formazione italiana un avversario tosto da non sottovalutare gli ungheresi dell’ Honvéd, ma nonostante la sconfitta del match d’andata i Doriani riescono a ribaltare il risultato in casa segnando una rete in più e fissando il punteggio sul 3 a 1.  Nel “nuovo” girone all ‘italiana gli avversari sono temibili e insidiosi: la Stella Rossa, squadra abituata ad andare avanti in competizioni come importanti, l’ Anderlecht ricco di talenti in un Belgio che, di li a poco, sarebbe diventato una rivelazione anche nel panorama calcistico delle nazionali. Completano il tabellone i greci del Panathinaikos.  Nessuna squadra però riesce a fermare la sorprendente Sampdoria che con tre vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta si qualifica alla finalissima da attrice protagonista con 8 punti, 10 gol fatti e solo 5 subiti.

Ancora Barcellona, la storia si ripete!

Se è vero che la vita è fatta di corsi e ricorsi storici sicuramente non è un caso che a contendere la coppa dalle grandi orecchie alla Samp sia stato ancora una volta il Barcellona di Johan Cruyff. Proprio i blaugrana avevano sconfitto la formazione blucerchiata due anni prima nella finale di Coppa delle Coppe. Gli spagnoli allenati dal mago del calcio totale partono con i favori del pronostico potendo contare su campioni del calibro di Laudrup, Stoičkov, Guardiola ma anche Bakero, Salinas, Koeman e Zubizarreta.  Come da programma il Barcellona riesce facilmente a qualificarsi nel gruppo B mettendo in fila Dinamo Kiev, Benfica e Sparta Praga. La finale sarà ancora una volta Sampdoria –Barcellona, in un teatro leggendario come lo stadio di Wembley!

90 minuti non bastano!

“Entrata in campo e godetevela” queste furono alcune delle parole che Johan Cruyff pronunciò nei confronti della sua squadra prima del calcio d’inizio della finale contro la Sampdoria. Un celebre giornalista spagnolo, di fede tutt’altro che blaugrana, paragonò o la Doria allo Sporting Gijon, nel tentativo di screditare l’ eventuale vittoria del Barça. Il 22 Maggio 1992 dimostrò ancora una volta che il calcio non è soltato un’insieme di calcoli e freddi numeri.

Si potrebbe analizzare la partita in lungo e in largo, parlando del possesso palla del  Barcellona in cerca di spazi o della difesa della Samp pronta ad offendere in contropiede. La sintesi perfetta della finale furono i fischi di un pubblico spazientito e deluso dai 90’ minuti disputati della due formazioni. Troppa la paura di perdere per la Samp, arrivata eccezionalmente, ma non per caso, in fondo alla Coppa più importante di tutte. Troppa la voglia di vincere del Barcellona, ancora in attesa dal suo primo trionfo nella manifestazione che ha sempre visto gioire gli odiati rivali del Madrid.

Potremmo soffermarci sui tentativi dei catalani neutralizzati da un super Pagliuca o di come uno spento Vialli abbia fallito una colossale palla gol solo davanti a Zubizarreta, ma quello che veramente rimase nella mente dei tifosi fu il siluro di Koeman al minuto 112’. La finale fu decisa da un lampo accecante, dalla prodezza di un fuoriclasse, un libero in grado di impostare il gioco e di gestire i ritmi del match come il miglior mediano. La Samp Tricolore di Vialli e Mancini concluse il suo ciclo con una sconfitta, dolorosa, indimenticabile e leggendaria alla stesso momento…

#GliAgentiRaccontano: Sampdoria-Barcellona 0-1, la fine di un sogno!

A cura di Vito Lecce e Gianluca Zanfi