Cos’è una partita perfetta?

Cari lettori, cos’è per voi una gara degna di tale nome? È chiaro che non esiste una sola partita perfetta nella storia del calcio. Nell’immaginario collettivo, la partita perfetta è, senza ombra di dubbio, una gara giocata con il cuore, un match sofferto o dominato dal primo al novantesimo minuto, una vittoria epica ed eroica. È stato un plebiscito, la vostra scelta indiscussa, #GliAgentiRaccontano vi presenta Milan – Manchester United 3-0, tempesta perfetta.
Una delle notti europee più incredibili per i tifosi rossoneri, un vero e proprio mercoledì da leoni in cui il diavolo, guidato da Carlo Ancelotti, sotto una pioggia torrenziale, diede una vera e propria lezione di calcio a Sir Alex Ferguson. Lo United di Rooney, Giggs e Cristiano Ronaldo, di Ferdinand, Vidic e Scholes, uscì sconfitto e con la coda tra le gambe da San Siro.

Chi l’avrebbe mai detto?

Forse è questa la frase più azzeccata per l’ultimo trionfo continentale dei rossoneri. Una squadra orfana di Shevchenko, passato al Chelsea, costretta ad inseguire in campionato già alla prima giornata dopo lo scandalo Calciopoli e ripescata in extremis in Champions League ai danni del Chievo privo della licenza per giocare gare in campo europeo. Eppure, nonostante le mille difficoltà, i rossoneri, partendo dal preliminare e trascinati da un Kakà versione Extraterrestre, salirono per la settima volta sul setto d’Europa.

Tempesta Perfetta

Troppo ghiotta l’occasione per Carlo Ancelotti, troppo ghiotta l’occasione per il Milan, a due anni di distanza dalla disfatta di Istanbul, ad Atene, ad attendere la vincente della seconda semifinale, ci sarà ancora una volta il Liverpool di Rafa Benitez. Tra i diavoli e la vendetta più desiderata si pone però un ostacolo durissimo, i Red Devils di Sir Alex Ferguson, una squadra fortissima che avrebbe vinto la Champions appena 12 mesi più tardi. Prima di tutto ciò, però, c’è da recuperare uno svantaggio accumulato nel match d’andata all’Old trafford: sconfitta amara per 3-2, arrivata al 91’ minuto ad opera di Rooney. Per il Milan è sufficiente una vittoria con un gol di scarto per assicurarsi il passaggio, o quantomeno i supplementari, ma i Rossoneri non si limiteranno a questo passivo…
Sotto una pioggia biblica, ma con un campo in buone condizioni, nonostante tutto, gli 80mila del Meazza vedranno dal primo minuto: Dida – Jankulovski, Nesta, Kaladze, Oddo – Gattuso, Ambrosini, Pirlo – Kakà, Seedorf – Inzaghi, nella squadra di casa, mentre Van Der Sar – O’Shea, Brown, Vidic, Heinze – Fletcher, Scholes, Carrick – C. Ronaldo, Giggs – Rooney, negli ospiti. E non solo. Parteciperanno ad una delle pagine più belle che questo sport può regalare.
Il Milan parte all’ arrembaggio e solamente nei primi 10 minuti di gioco crea 4 grattacapi al portiere avversario, bravo a mantenere il risultato in parità. Minuto undici, lancio di Sandro Nesta, Seedorf si inserisce e spizza di testa per l’arrivo di Kakà, il brasiliano fa rimbalzare la sfera ed incrocia al volo con un sinistro chirurgico. E’ già 1-0, è già il vantaggio desiderato, lo stadio esplode e si carica ancora di più.

 

Si gioca in una bolgia, Ferguson cerca di trovare le contromosse giuste ma il primo tempo dei ragazzi di Ancelotti è da dieci in pagella. Le occasioni si susseguono e alla mezz’ora arriva il colpo del K.O. Pirlo mette in mezzo dalla destra, Vidic respinge ma al limite dell’area c’è un uomo che non ha mai fallito gli appuntamenti con la storia, un giocatore che non ha mai sbagliato partite del genere: “Il Professore” Clarence Seedorf. L’olandese stoppa il pallone, tocco sotto sublime ed elegante per eludere la chiusura disperata di Fletcher, destro al volo, stesso angolo di Kakà e stesso risultato. Milan implacabile e spietato, all’intervallo è 2-0.

 

Il secondo tempo è pura accademia, Ferguson sa già che la rimonta è un sogno quasi impossibile, Ancelotti predica calma e attenzione per gestire il doppio vantaggio. Lo United cerca di impensierire Dida ma senza prendere il controllo del match. Venti sul cronometro, Carletto comanda: ”Fuori Inzaghi dentro Gilardino!”. Da questo momento possesso palla e verticalizzazioni. La ricetta, ancora una volta, è quella giusta. 33’ Pirlo laincia Seedorf, palla ad Ambrosini che di prima imbecca Gila. Controllo e volata solitaria verso la porta di Van Der Sar, destro a giro dal limite dell’area ed è Game Over.

 

Per il Milan è finale, ancora una volta contro il Liverpool, anche se questa partita avrà un epilogo a lieto fine. I Rossoneri conquisteranno ad Atene la Champions League, e Ricardo Kakà vincerà il pallone d’oro. Una stagione indimenticabile segnata da una partita indimenticabile. Milan- Manchester United, tempesta perfetta.

Gli inglesi hanno inventato il calcio, i francesi l’hanno organizzato, gli italiani l’hanno messo in scena.

Serge Uzzan

 

 

A cura di Vito Lecce e Gianluca Zanfi

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