Pian piano ci avviciniamo all’epoca moderna. Finiti gli anni ’60, finita l’era della rivoluzione del calcio, si apre un altro decennio che in realtà risulterà del tutto simile al precedente, con lievi cambiamenti in termini sociali, politici, di comunicazione, e ovviamente, sportivi.

 

Gli Agenti Raccontano… Alla Conquista dell’€uro: Belgio 1972

 

 

La quarta edizione

 

Rimaniamo a 32 squadre iscritte(fuori solo Lichtestein e Islanda), ormai sempre più conferme arrivano sulla necessità della competizione, giunta alla quarta edizione. La formula non cambia, 8 gironi all’italiana da 4 squadre, la prima si qualifica ai Quarti di Finale. Le 4 vincenti di questa sorta di preliminare accedono alla finale a 4, o rubando un termine da altri sport “Final Four”, che si disputerà in una nazione tra le 4 finaliste.

Ai blocchi di partenza le nazionali che sono considerate favorite sulla carta sono 2: Italia Germania Ovest. Negli ultimi 4 anni sono le squadre che più hanno convinto in Europa, la prima ha vinto questo trofeo nella precedente edizione ed ha sfiorato la vittoria del Mondiale ’70 in Messico contro il Brasile, battendo proprio i tedeschi in semifinale nella partita del secolo. I teutonici hanno comunque una squadra giovane ma comunque esperta e che sa giocare molto bene insieme, siccome è composta principalmente dal blocco del Bayern Monaco che dalla stagione successiva incomincerà a conquistare coppe e riconoscimenti in tutto il mondo.

Nei gruppi, oltre alle sopracitate che vincono il girone con facilità, passano Inghilterra, URSS, Belgio(già partecipante agli ultimi Mondiali), Jugoslavia e, un po’ a sorpresa, Romania(davanti alla Cecoslovacchia per differenza reti) e Ungheria(davanti a Bulgaria e Francia). Altra sorpresa è l’eliminazione dell’Olanda di Cruijff e del calcio totale, la quale non passa il raggruppamento, ma che sta sorprendendo tutti a livello di club con il grande Ajax che domina l’Europa da tre anni, ma che ancora fatica ad affermarsi come nazionale nonostante, appunto, sia composta da molti giocatori provenienti dalla compagine di Amsterdam.

Gli accoppiamenti dei Quarti di Finale saranno questi:

  • Inghilterra – Germania Ovest
  • Italia – Belgio
  • Ungheria – Romania
  • Jugoslavia – URSS
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La partita Inghilterra-Germania Ovest con i tedeschi in maglia verde.

 

La prima sfida si chiude all’andata grazie al risultato di 3-1 per i tedeschi ai danni degli inglesi, che non riusciranno nell’impresa della rimonta al ritorno, subendo un’eliminazione come negli ultimi Mondiali, sempre a questo punto della competizione. Russi che conquistano l’ennesimo europeo(sempre presenti alla fase finale) contro i cugini slavi grazie ad una fantastica prestazione nella partita del ritorno a Mosca, vinta per 3-0 dopo il triste pareggio per 0-0 dell’andata. Il derby balcanico tra le due sorprese della competizione, si decide al replay, siccome entrambe le sfide si concludono con un pareggio e, non esistendo i rigori, occorre la ripetizione della sfida. Questa partita sarà vinta dai magiari con il risultato di 2 a 1 nel campo neutro Partizan, casa dell’omonima squadra serba, a Belgrado. Italia, infine, che viene eliminata dal Belgio, ma di questo ne parleremo più avanti…

 

Al centro dell’€uropa: si vola in Belgio!

 

Prima della final four furono definite 3 nazioni che fossero in grado di ospitare la competizione, tutte per diversi motivi: Belgio, Inghilterra e Italia. Ovviamente, vista l’eliminazione di quest’ultime due, la scelta ricadde sul piccolo stato nell’Europa centrale. Un po’ anche per quello che sarà l'”europeo” in senso politico: infatti proprio il Belgio è uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea, e a Bruxelles è presente una sede del Parlamento Europeo.

Dopo questa breve parentesi tocca alle semifinali: i padroni di casa affronteranno ad Anversa la Germania Ovest, mentre il derby tra i comunisti ungheresi e russi, si disputerà all’Émile Versé Stadium di Anderlecht. La prima partita si conclude, senza troppa fatica, con la vittoria dei teutonici per 2-1 grazie alla doppietta di Müller e la rete di Polleunis per i padroni di casa. L’altra semifinale regala poche emozioni vista la grande abilità difensiva dei russi(grazie al blocco della Dinamo Kiev) e i magiari che sprecano tanto e sbagliano un rigore alla fine.

 

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Una delle due reti segnate da Muller contro il Belgio.

 

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Quindi, Ungheria-Belgio la finale 3/4 posto a Liegi, mentre la finale sarà tra Germania Ovest e URSS all’Heysel di Bruxelles, impianto che sarà tristemente famoso qualche anno dopo.

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La finalissima

 

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Uno scatto dell’atmosfera che si respirava quel giorno all’Heysel.

 

Di fronte la Germania Ovest e l’Urss. Come visto tante volte si scontrano diverse ideologie, popolazioni, società, culture, etnie, ma forse siamo arrivati all’epicentro della Guerra Fredda, forse solo il derby, manteniamoci entro i confini europei, tra le “Germanie” può essere superiore. Partita forse più sentita sulle fastose poltrone governative che in campo dopo che, il mese precedente, le due squadre si affrontarono in amichevole per inaugurare in nuovo Olimpiastadion di Monaco in occasione delle Olimpiadi che si terranno a metà Luglio(quelle tristissime dell’attentato palestinese).

 

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La partita ha poco da dire. Tedeschi nettamente superiori e russi che ormai non hanno più i pilastri dei precedenti successi. I primi dominano in tutte le azioni, attuando un gioco “totale” che copre tutte le zone del campo e mette in crisi in sistema catenacciaro dei sovietici, poi Gerd Müller è qualcosa di sublime!

Minuto 27. Avanza il capitano Beckenbauer palla al piede, palla a Netzer che con un’acrobazia tira e centra la traversa, palla a Heynckes che stoppa col petto e tira al volo mirando all’angolo lontano. Ottimo Rudakov che respinge con una prodezza, ma la sfera capita lì dove onnipresente c’è Gerd Müller che, rapace, insacca. Germania Ovest 1Urss 0.

 

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Il primo tempo prosegue sempre sulle stesse corde, nonostante i russi provino a ribaltare il risultato, senza però mai scaldare i guantoni di Maier, unico spettatore non pagante della giornata. E per quanto riguarda la ripresa, non fornisce cambiamenti all’inerzia della gara se non per il cambio attuato dalla formazioni dell’Est Europa nell’intervallo. Nei primi 10 minuti della seconda frazione, la Germania risolve la pratica. Progressione centrale sempre di Heynckes, passaggio filtrante per l’ottimo inserimento di Wimmer che preciso la insacca sul palo lontano di un non perfetto Rudakov. Germania Ovest 2Urss 0. 6 minuti più tardi sempre lui, il Bomber, la ciliegina sulla torta di questa macchina perfetta, che segna dopo un uno-due al limite dell’area con il centrale di difesa Schwarzenbeck. Germania Ovest 3Urss 0.

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La GERMANIA OVEST è Campione D’Europa!

La Germania Ovest di Schön domina la competizione e verrà ricordata come una delle più forti nazionali che il mondo abbia mai potuto osservare addirittura, a detta di alcuni esperti, la più forte nella storia.

 

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E l’Italia?
La vittoria casalinga agli Europei del 1968 e il secondo posto al Mondiale Messicano del 1970 consegnano nelle mani esperte di Valcareggi una nazionale ormai scarica, acciaccata e poco brillante. Il girone di qualificazione non è particolarmente difficile ma nasconde comunque delle insidie, con Austria, Svezia e Irlanda. Le prove esaltati degli ultimi anni furono un’arma a doppio taglio per Ct e Federazione. Tutti sapevano che quella Nazionale era arrivata al limite e aveva bisogno di un sostanzioso ricambio generazionale ma nessuno aveva il coraggio di lasciare a casa i campioni che avevano scritto la storia. Episodio emblematico del girone di qualificazione è l’infortunio di Gigi Riva che rimediò una frattura al perone durante il match contro l’Austria a Vienna. Rombo di tuono riuscì a recuperare e riprese il posto al centro dell’attacco qualche mese più tardi segnando una grande doppietta agli svedesi. Ai quarti però arrivò una della nazionali emergenti più forti e difficili da affrontare: il Belgio!

Il declino della nazionale era ormai inevitabile, Valcareggi tentò di cambiare qualche giocatore la una brutta sconfitta in amichevole contro la Grecia la convinse a insistere con gli stessi uomini. La gara d’andata, disputata a San Siro, terminò con uno scialbo 0-0, gli azzurri scesero in campo con otto undicesimi dei giocatori scendi in campo nel. Campionato del 1968. Il ritorno sancì la definitivi sconfitta della nostra Nazionale, il Belgio dominata partita e vinse per 2 reti ad 1.

I Campioni
Tra i principali campioni di questa edizione ricordiamo il leggendario blocco della Germania composto da Beckenbauer, Overath, Breitner e il formidabile attaccante Gerd Muller. L’altra stella, uscita forse troppo presto, fu sicuramente Johan Cruijff, farò del grande Ajax vincitore di tre coppe dei campioni e della nazionale olandese.

 

A cura di Vito Lecce e Gianluca Zanfi

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