Già, come tutto ebbe inizio. Essendo il punto di partenza, l’origine, la sorgente del nostro primo appuntamento abbiamo deciso di ripercorrere la storia del calcio fino agli albori. Il momento storico in cui l’uomo si accorse dell’innata bellezza di questo sport.

E allora come nacque il calcio?

Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce.
Osvaldo Soriano

In realtà le origini del calcio esistono eccome. L’uomo ha giocato a pallone fin dai tempi più antichi. Ne sono stati trovati riscontri in Cina, Giappone, Europa e persino Sud America. Giochi con palloni di vario materiale, dimensione forma, che prevedevano diversi scopi secondari e che non avevano un regolamento ben definito e scritto. Con l’arrivo del Rinascimento si arrivò ad un vero e proprio “calcio”, o meglio come venne definito all’epoca ”Giuoco Del Calcio”.

Denominato anche “Calcio fiorentino” da noi contemporanei, fu il primo gioco con una palla che si avvicina al nostro football per il fatto che le squadre avversarie erano composte da un numero fisso di giocatori (ma variabile in base alle dimensioni del campo) e che venivano posizionati sul campo da gioco in base a particolari compiti che dovevano svolgere durante il corso della partita. La modernizzazione che fecero i fiorentini, capeggiati dai loro signori, i Medici, è la creazione del mecenatismo sportivo: se avessimo vissuto nella Firenze rinascimentale avremmo sicuramente visto decine di giocatori, che oggi chiameremo professionisti, essere pagati per presenziare agli incontri che si organizzavano regolarmente sia contro le diverse contrade cittadine, che anche contro città vicine. Una sorta di Serie A antica…

Da qui l’evoluzione proseguì lenta, finché gli inglesi decisero, finalmente, di regolamentare questo “gioco”, che, da questo momento in poi, dovremo necessariamente chiamare SPORT. Era molto praticato a livello di college, dove decine di studenti praticavano giochi con la palla usando i piedi o le mani: la differenza porterà alla creazione dei due tra gli sport più praticati al mondo. Nel college di Rugby, 1842 venne ufficialmente sancita la nascita dell’omonimo sport, mentre solo qualche anno più tardi venne istituito il “Football”, probabilmente solo per rivalità tra le diverse scuole della penisola britannica. Da questo punto in poi si ebbe una ascesa vertiginosa per questi due sport: mentre il primo acquistava successo soprattutto nelle colonie della Regina, il secondo venne praticato sempre più assiduamente dalle classe più povere della Gran Bretagna, arrivando nel 1857 alla creazione del primo club privato di calcio, lo Sheffield Football Club. La squadra è attualmente riconosciuta come il “Più antico club di calcio” dalla FIFA, anche se milita nei campionati inferiori inglesi(la nostra Eccellenza).

 

 

E fu così che il 26 Ottobre 1863, venne creata la Football Association, la prima federazione che riuniva tutti i club, allora, di Londra e che aveva il compito di definire un regolamento effettivo per questo nuovo gioco, nonostante non ci fosse ancora un distacco netto dal fratello della palla ovale. Arrivò anche il tempo della prima partita “internazionale”: si disputò in Scozia e vedeva affrontarsi due rappresentative di Scozia e Inghilterra, la quale però deluse le aspettative dei tifosi, accorsi in 4000 per assistere al “Derby” coi cugini inglesi, terminando a reti inviolate. Successivamente, nel 1885, con il continuo aumento di interesse per il calcio, gli inglesi introdussero il professionismo riconoscendo ai club la possibilità di “ricompensare” in denaro le prestazioni sportive dei tesserati in quanto era un post-lavoro per loro. L’anno successivo venne istituito l’IFAB (International football association board), l’organo che tuttora vigila, modifica e applica il regolamento del calcio a livello internazionale. Parallelamente a questo, venne anche istituito PFA (Professional footballer’s association), ovvero il sindacato dei calciatori, affinché anche questi possano vedere i propri diritti riconosciuti al pari delle altre categorie di lavoratori. D’ora in poi il calcio si espanse in tutto il mondo. Il brevetto inglese del calcio venne esportato in tutto il mondo dalle navi che battevano bandiera britannica. Sud America, Europa, Asia e persino Africa, qui il calcio si diffuse: LeHavre, Genova, Huelva, passando per Buenos Aires, San Paolo, Montevideo, per concludere il viaggio intorno al mondo in Egitto, al Cairo e, per concludere, con la creazione della federazione internazionale di calcio, la FIFA. Non si limitò al mare. Pian piano si diffuse a macchia d’olio nell’entroterra e attraverso le nazioni, le culture e le persone, entrando nel cuore di tutti. E da questo punto della storia, nacque il calcio come lo conosciamo oggi. Noi siamo qui per raccontarvi, quello che è successo nel frattempo, esattamente da quella sera in cui una decina di persone discutevano in un pub tra un boccale di birra ed un altro di un gioco, di quel gioco che poi avrà la fortuna di esibire calciatori, allenatori, squadre e personaggi che hanno costruito mattone per mattone il muro della storia del calcio, ancora prima di vedere gli Ibrahimovic, i Messi, i Ronaldo…

 

Il calcio unisce, il calcio divide, il calcio è EMOZIONE, il calcio è vita. Nel corso dei decenni regole, schemi e pseudo-scienziati hanno tentato e tentano tuttora di rendere meccanico e senz’anima, uno sport del tutto irrazionale ed emotivo. Forse ci sono riusciti, forse ci riusciranno, ma il vero Calcio rimarrà per sempre nel cuore dei VERI sportivi. Le “battaglie” sui campi innevati, gli stadi caldi come una pentola a pressione pronta a esplodere, la gioia indescrivibile di un gol segnato allo scadere o la rabbia per un torto arbitrale. Il calcio non morirà mai perché…

Tutte le mattine, in ogni angolo del mondo, dalla praterie dell’Islanda ai confini della Terra del Fuoco, dalla Siberia più orientale al Brasile, il calcio abbraccia i cuori di miliardi di uomini che si svegliano.

René Frégni

 

“Gli Agenti raccontano…” torna Giovedì prossimo.

 

A cura di Gianluca Zanfi e Vito Lecce

 

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