Giovanni Simeone non sta disputando di certo la sua migliore stagione in Serie A.

Nonostante la Fiorentina disti solo 3 punti dalla zona Europa League e si sia qualificata per le semifinali di Coppa Italia, l’apporto in zona gol del Cholito è stato tutt’altro che esaltante. Ben 26 partite disputate in stagione, appena 7 i gol segnati, ma il suo percorso di risalita è appena cominciato, a detta delle statistiche.

L’arrivo a Firenze di Luis Muriel a gennaio lo aveva di fatto ufficialmente relegato al ruolo di riserva, ma forse era proprio questo ciò che l’argentino classe 1995 ex Genoa stava cercando. Dall’arrivo del collega di reparto colombiano, infatti, Simeone è andato in gol 3 volte e ha fornito 2 assist per i compagni.

Da titolare fisso, prevedibile e spesso inutile alla manovra, il figlio del Cholo è diventato un closer, uno “spaccapartite” in grado di ribaltare l’inerzia del match entrando in campo a partita in corso.

Era successo contro la Roma in Coppa Italia ed è successo ancora, due giorni fa, contro la Spal. Il numero 9 è subentrato e ha segnato, permettendo alla sua squadra di giocare la parte finale di gara in totale tranquillità. In Coppa gli erano bastati 17 minuti totali, nello scorso weekend uno in più.

Il calcio moderno, specie quello italiano, vive di giocate individuali, episodi e prodezze dei singoli. Il ruolo della “riserva d’oro”, termine ormai d’annata, quindi, sta diventando, oggi, sempre più importante.

Lo era stato Douglas Costa durante la trionfale scorsa stagione della Juventus, lo era stato Kevin Prince Boateng nel primo Milan di Allegri.

Il tecnico toscano è senza dubbio stato uno dei primi allenatori italiani a cucire su misura di uno dei suoi calciatori un ruolo inedito. Ad avere un asso nella manica, un dodicesimo uomo che potesse sempre permettergli di mettere in ghiaccio risultati in bilico o di sbloccare partite ostiche.

Pioli è diverso da Allegri, certo; Simeone è diverso dai suoi due predecessori sopracitati. Senza voler azzardare paragoni affrettati e fuoriluogo, però, possiamo dire che il Cholito sta tornando e, per i sogni di gloria dei tifosi viola, questa è un’ottima notizia.

Giuseppe Lopinto