Venivo da una serie di infortuni, che mi avevano lasciato mezzo e mezzo. Non ho rinnovato, sono stato con la mia famiglia, ma il calcio mi mancava“. Miguel Veloso, 32 anni, racconta al Secolo XIX e alla Gazzetta il suo terzo matrimonio con il Genoa dopo la risoluzione estiva del contratto.

Avevo bisogno di una pausa – continua Veloso – di staccare un po’ dal pallone. Mia figlia è nata a marzo, è ho trascorso un po’ di tempo con suo fratello e mia moglie, ma il calcio mi mancava. C’è stata anche qualche altra offerta, ma non si è concretizzata, non c’erano le condizioni. Non pensavo sarei più tornato al Genoa, ma dopo la partita con la Lazio mi ha chiamato Preziosi chiedendomi se ero disponibile a rientrare. Ora sono di nuovo carico“.

Il Genoa non vive un momento facile, dopo la cacciata di Ballardini e le sconfitte con Milan e Inter. “Non eravamo abituati a giocare tre gare in una settimana – ammette il portoghese -, non è neanche stato facile per Juric proporre le sue idee in così poco tempo“. E sabato a Marassi arriva il Napoli, “squadra solida e compatta, con grandissima qualità, contro il Paris Saint Germain hanno fatto una grandissima partita. Piatek? Ci può stare un po’ di stanchezza. Non ha segnato con l’Udinese e può darsi che ci sia rimasto male, ma non ha bisogno di tante occasioni per segnare“.

Miguel Veloso è cresciuto nello Sporting Lisbona, che lo prese a soli tredici anni dalle giovanili del Benfica. Nel 2010 per 9 milioni inizia la prima avventura con la maglia genoana, che dura due anni. Passa agli ucraini della Dinamo Kiev per 7,5 milioni e alza due scudetti e due Coppe d’Ucraina, per poi tornare a parametro zero al Genoa nell’estate 2016. A giugno aveva deciso di non rinnovare il contratto biennale che lo legava al club.

Stefano Francescato