Una sconfitta arrivata in rimonta, due gol all’Olimpico non sono bastati al Genoa per battere una Roma tutt’altro che fuori dalla crisi.

In crisi, però, sembra essere il Var e in discussione sono, ormai da tempo, le modalità del suo corretto utilizzo.

L’ultimo a lamentarsi del mancato o sbagliato uso del Video-Assistant-Referee in ordine di tempo è stato Enrico Preziosi, presidente della squadra rossoblu, ieri sera alla Gazzetta dello Sport:

Il Var è un’arma impropria. Non è più possibile tacere, così non si può andare avanti“.

L’episodio incriminato è quello avvenuto nel finale di gara, con Florenzi reo di aver spintonato Pandev all’interno dell’area di rigore giallorossa.

Com’è stato possibile che l’arbitro non abbia visto un rigore così solare a nostro favore? – ha proseguito il numero uno del Grifone a Roma c’era la contestazione e il problema dell’ordine pubblico, perciò dovevano vincere loro. Con questo arbitro loro hanno vinto dieci partite su dieci, noi ne abbiamo perse nove su dieci.
Questa è malafede, perché un arbitro non può rifiutarsi di andare a rivedere al Var un’azione dolosa come questa. Pandev è stato spinto con due mani dall’avversario alle sue spalle al momento del colpo di testa. Bisogna cambiare tutto il sistema, ma anche e soprattutto le persone. Questa è una vergogna“.

Il patron genoano è apparso infuriato davanti ai microfoni, dichiarandosi, così come il suo allenatore Prandelli, defraudato dalla cattiva condotta della squadra arbitrale presente ieri sera all’Olimpico.

Tempi duri per la tecnologia in campo, che solo un anno fa sembrava aver finalmente messo a tacere le polemiche relative alle sviste arbitrali ma che ha finito, inevitabilmente, per crearne di nuove e sempre più accese.

Giuseppe Lopinto