La notizia è arrivata nella giornata come un autentico fulmine a ciel sereno, tant’è che molti hanno pensato che si trattasse di un pesce d’aprile fuori periodo e fuori stagione. ”Esonerato Ballardini, il Genoa si affida a Juric”. Juric, il tecnico allontanato l’anno dopo scorso dopo soli 6 punti in 12 gare per affidarsi a… Ballardini, nonchè colui che avrà un compito pressochè impossibile. Perchè è impossibile non far rimpiangere un tecnico che ha ottenuto 12 punti in 7 gare, portato il Genoa in zona-Europa League con una gara in meno e ottenuto una media-punti di 1.72. Ma cosa c’è dietro all’esonero di Ballardini e a quella che sembra un’assoluta follia autunnale (e la è)? Le ragioni potrebbero essere molteplici, oppure nulle: è difficile, difficilissimo leggere le mosse di Enrico Preziosi, ma ci ”tocca” fare un tentativo.

BALLARDINI-GENOA: QUALI SONO LE RAGIONI DELLA SEPARAZIONE?– Dopo aver esonerato quello che, dati alla mano, è stato il suo miglior tecnico con Gasperini, Enrico Preziosi ha preso a ”picconate” l’immagine di Ballardini: ”È  scarso, in carriera ha collezionato 13 esoneri in 14 anni. Sa gestire situazioni complicate, ma non fa fare il salto di qualità e non sa mettere i giocatori in campo. Ho sbagliato a confermarlo, ha subito 14 gol e perso col Parma. Con Juric faremo tanti punti”. Il rapporto tra il Balla e Preziosi non è mai stato totalmente idilliaco, ma in ogni avventura ballardiniana il signore dei giocattoli (vi dice nulla il marchio ”Giochi Preziosi”?) si è dovuto arrendere all’evidenza e a un copione scritto nelle stelle: Ballardini prende in mano un Genoa ridotto al lumicino e vicino alla retrocessione, lo salva con tranquillità e risultati di altissimo livello e viene confermato (quasi sempre) per la stagione successiva. Solitamente riprende sulla stessa falsariga, ma la frattura con Preziosi diventa insanabile per le divergenze di vedute tra un tecnico che sogna sempre di fare il passetto in più e un presidente che vive di continue plusvalenze e turnover di giocatori: è successo anche stavolta, e questo forse è il maggior motivo alla base dell’addio di Ballardini.

Il tecnico del Grifone ha vinto quattro partite e altrettanti scontri diretti, e perso contro un Sassuolo in grande forma (5-3), una Lazio rinata (4-1) e un Parma bravo nelle ripartenze (3-1), subendo 14 reti in 7 partite, ma soprattutto 12 in questi tre ko: per lui 12 punti in 7 gare, la valorizzazione di una rosa costruita sul suo 3-5-2 e scelte coraggiose. La centralità e valorizzazione di un Piatek autore di 8 reti in 7 match, la scelta di Kouamé (veloce, mobile e ficcante) o Medeiros (tecnico e intelligente) come partner del polacco o come supporto dei due in un più offensivo 3-4-1-2, e una squadra che in generale non si limita al classico difesa e contropiede. Insomma, quello che Ballardini prova a fare da sempre, e che a Preziosi piace solo a tempo determinato: tecnico e patron si erano scontrati sui rinforzi difensivi chiesti e non ottenuti, e si sono scontrati nuovamente perchè secondo il presidente il Genoa subisce troppe reti, fino alla rottura definitiva. La sensazione, però, è che le troppe reti subite e il ko contro il Parma siano solo un pretesto: Preziosi voleva cacciare Ballardini già dopo il Sassuolo, l’ha tenuto a furor di popolo, e poi l’ha esonerato dopo la sconfitta col Parma, col Genoa stabilmente in top-10 e certamente sopra le aspettative.

Proprio questo potrebbe essere uno dei motivi alla base dell’addio: ormai i rossoblù da anni veleggiano nel mezzo di una ”dolce mediocrità”, che consente a Preziosi e alla società in generale di effettuare continue rivoluzioni tecniche. Il meccanismo è consolidato e ”funziona” dal post-Gasperini, e un Genoa con 12 punti in 7 gare rischiava di diventare ”scomodo” e di ritrovarsi a gennaio con l’obiettivo-Europa ben fisso in testa e coi tifosi pronti a sognare (e dunque a non accettare eventuali addii invernali): l’esonero di Ballardini, invece, sembra destinato a generare un caos che riporterà i rossoblù nella pancia del gruppo (se ne parlerà diffusamente sotto). Dunque, tutti felici, parzialmente mediocri e contenti. E poi ci sono questioni tecniche: Preziosi spingeva con Ballardini affinchè schierasse Favilli (acquistato per 5mln dalla Juventus) e non l’utilissimo Kouamé al fianco di Piatek, ricevendo continui no. Preziosi voleva un assetto più difensivo e non veniva ascoltato, eccetera eccetera. In sostanza, il rapporto non poteva andare avanti, ma a questo punto viene spontaneo chiedersi perchè Ballardini sia stato confermato a giugno (visto che l’ombra di Davide Nicola era vivissima, e lo sarà ancora: è stato contattato prima di Juric). Per quel che riguarda i commenti che tirano in ballo ”l’ombra di Moggi”, chi scrive si rifiuta di commentare barzellette e/o inutili sensazionalismi.

GENOA-JURIC: SIAMO DI FRONTE A UN FALLIMENTO ANNUNCIATO?– La sensazione sul Juric-ter è che ci si trovi di fronte a un fallimento annunciato. Non per le scarse doti del tecnico croato, esaltato e ”sputato” dal Genoa negli scorsi mesi ed esonerato dopo una brutta serie di risultati negativi, ma per le modalità (traumatiche) dell’addio di Ballardini e per il calendario che gli si prospetta. Juric si troverà a schierare il Genoa col 3-5-2 (e, verosimilmente con Favilli) per diktat presidenziale, utilizzando un modulo che non gli è mai andato giù, visto che è un fanatico del 3-4-3 gasperiniano. E inoltre, dovrà mantenere la media-punti di Ballardini e la media-gol di Piatek. Insomma, ci sono più possibilità che fallisca, che altro. Anche perchè il calendario non è certamente dalla sua: Preziosi cambia tecnico ora, quando alla ripresa si troverà ad affrontare Juventus, Udinese, Milan, Inter, Napoli e Sampdoria, e la Roma dopo tre partite. Concorderete con noi che il rischio del fallimento annunciato, di un Genoa che sprofonda in classifica e di un nuovo cambio in panchina è altissimo, e non ce ne voglia Juric (che era stato ottimo nella prima esperienza genoana). Una cosa è certa, stavolta Ballardini (a meno di clamorose sorprese) non tornerà: troppo dure e infamanti le parole di Preziosi, che ha dato dello scarso e dell’incapace a un tecnico che è accorso sempre al suo capezzale e alle sue (ri)chiamate. Non si fa così, e chissà quale sarà ora il futuro del Genoa: sicuramente Preziosi ha attirato su di sè l’ira dei tifosi dopo il cambio di tecnico, e vedremo se la squadra (come crediamo) risentirà di questo avvicendamento.

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.