“Chiedo complicità…”. Così esordì il 10 giugno 2011 Walter Sabatini alla sua prima intervista da DS della Roma. Da quel giorno iniziò a prendere forma la parte tecnica della società giallorossa passata dai Sensi alla cordata americana capitanata da Di Benedetto prima, e da Pallotta poi. In quasi 10 anni tra dirigenza e tifoseria può esserci stato tutto ma certamente è mancata la complicità. Tra i sostenitori della Roma e la nuova dirigenza infatti non è mai scoccata la scintilla dell’amore che, anzi, ha spesso e volentieri lasciato posto a contestazioni e odio.

Considerando ormai inesistente l’aspetto romantico del calcio che vuole il presidente di una società tifoso, vulcanico e senza timore di affrontare chiunque pur di difendere la propria squadra, fin da subito si era capito che l’acquisto della Roma da parte degli americani era per lo più di motivo imprenditoriale. A leggere i numeri sembra proprio che il giochetto sia riuscito. Nell’aprile del 2011 infatti la Roma fu ceduta per una cifra vicina ai 150 milioni di euro, la quota che oggi Pallotta sembra richiedere al nuovo acquirente è invece molto più alta: 800 milioni!

Nella serata di ieri la società capitolina ha confermato, tramite un comunicato, i contatti preliminari con potenziali investitori. Ma cosa è successo realmente in questi giorni? Come riporta Il Tempo il miliardario californiano Dan Friedkin è venuto a Roma nei giorni scorsi e ha avuto un incontro con il CEO giallorosso Fienga ed altri collaboratori. I primi approcci sembrano promettenti e potrebbero portare subito ad un’iniezione di liquidità da parte di Friedkin che andrebbe a coprire l’intero aumento di capitale del prossimo anno di 150 milioni di euro. Operazione che gli consentirebbe di entrare immediatamente come socio di minoranza. Pallotta dal canto suo vorrebbe vendere per intero la società (ne detiene l’86%, il restante spetta agli azionisti) inserendo dentro anche lo stadio, altro argomento caldissimo nelle ultime settimane. Le fasi che burocraticamente bloccano la costruzione dell’impianto di Tor di Valle sembrano infatti sciogliersi e questo potrebbe essere un importante acceleratore per la cessione.

Ma chi è Dan Friedkin? Nato a San Diego nel 1965 è padre di 4 figli e presidente e CEO di The Friedkin Group, holding messa in piedi dal padre Thomas (scomparso nel 2017) che ha come esclusiva la vendita di Toyota in 5 stati americani. Oltre a questo possiede altre 12 società impegnate tra cinema, alberghi e non solo che fanno lievitare il fatturato della holding a oltre 9 miliardi annui. Secondo Forbes il californiano ha un patrimonio personale che supera i 4 miliardi di dollari, più del doppio di James Pallotta. L’attuale patron della Roma non ha la necessità di vendere in questo momento. E’ ovvio però che se si presentassero le condizioni per un passaggio di consegna (parziale o totale) non si tirerebbe indietro e i primi contatti sembrano proprio andare in quella direzione…

Gianmarco Ricci (@RicciGianm)