Youtube, Sporting Life

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Sam Allardyce, Jimmy Floyd Hasselbaink, Tommy Wright e Massimo Cellino, ma non solo, perchè com’è ormai noto la lista dei soggetti coinvolti nell’inchiesta #Football4sale, portata avanti per mesi dal Telegraph e destinata a sconvolgere il calcio inglese e britannico, è solo destinata ad allungarsi: il quotidiano ormai dedica una puntata al giorno alle rivelazioni riguardo a quello che sta diventando il caso mediatico dell’ultimo periodo, ed è volto a mostrare la corruzione imperante nel sottobosco della Premier League e dei campionati sottostanti.

Se inizialmente aveva fatto scalpore il coinvolgimento di Sam Allardyce, che consigliava (pur essendo già ct) agli esponenti del sedicente fondo come aggirare le norme sulle TPO (cosa ripetuta anche da Cellino, presidente del Leeds) e non lesinava insulti e commenti beceri sulla FA e sui reali, chiedendo 4mila sterline per la sua consulenza, in seguito l’attenzione si era spostata sul Championship e su quelle tangenti intascate dai già citati Wright ed Hasselbaink per acquistare giocatori del fondo (in realtà inesistente, gli esponenti che s’interfacciavano coi manager erano giornalisti sotto copertura), ed ora il tutto si sposta verso la Premier League ed il malaffare che coinvolge i tecnici del massimo campionato inglese.

Il Telegraph era stato chiaro, parlando di 8 allenatori coinvolti nell’inchiesta, e nella notte ha svelato il primo dei nomi interessati: si tratta di Eric Black, ex attaccante e simbolo dell’Aberdeen che vinse la Coppa delle Coppe 1982-83, noto per le recenti esperienze da traghettatore dell’Aston Villa (nel travagliato 2016 dei Villans, culminato con la retrocessione), e da assistant manager del Southampton negli ultimi mesi, che l’hanno visto lavorare al fianco del neotecnico Claude Puel.

Come per Hasselbaink e Wright, che è già stato licenziato dal Barnsley, gli elementi a carico di Black sono schiaccianti, e corroborati da un video che lascia ben poco spazio all’immaginazione: il viceallenatore dei Saints non si espone in prima persona riguardo ai giocatori che il fondo fa intendere di voler piazzare in Premier per lucrare sui diritti economici (o, in un movimento contrario, riguardo a quei giocatori dei quali il fondo vorrebbe acquisire una partecipazione), ma spiega con cinismo e totale disinvoltura quanto sia agevole instaurare un sistema di questo tipo nel Championship, soprattutto rivolgendosi ad un club che ha per assistant manager un amico suo e dell’agente McGarvey, che ha organizzato e preso parte all’incontro.

Il viceallenatore in questione viene nominato ed il suo nominativo è oscurato (e dunque viene facile pensare che non si tratti di Wright) perchè ancora al centro di indagini, ma il messaggio è chiaro: replicando ad una frase dell’emissaria del fondo (in realtà una giornalista, lo ribadiamo), che inizia ad immaginare possibili cifre da offrire a questo soggetto accondiscendente all’acquisto di giocatori ed all’avvio di una collaborazione col fondo asiatico, Black risponde con seraficità che ”non ci vuole molto per convincere questi elementi a collaborare, di fatto non hanno spropositate quantità di denaro e sono facilmente avvicinabili anche con meno di 2mila sterline, per poi chiudere con una frase che lascia ben poche repliche ed un ”molto probabilmente non dovrete sborsare neppure un centesimo”.

L’ennesimo schiaffo alle norme della FA, che vietano a tecnici e membri dello staff di incassare commissioni sui trasferimenti o apparentarsi ai fondi d’investimento, ma a quanto pare vengono scarsamente rispettate dai tesserati, che addirittura si ritrovano a fare da consulenti per coloro che vogliono entrare nel mercato britannico e sfruttare ugualmente il sistema delle TPO e dei fondi d’investimento nonostante il ban federale: il coinvolgimento di Black, anche per la sua lunga esperienza nel calcio britannico ed il ruolo avuto in passato nell’Aston Villa, ha fatto molto scalpore, ed ha portato il presidente del Southampton Ralph Krueger a definirsi ”scioccato e sconvolto”, e pronto ad ”impegnarsi per ripulire il club da questo fango”.

Nel frattempo, mentre l’Inghilterra calcistica trema al pensiero degli altri 7 allenatori di Premier League (ex o manager ancora in carica, sono stati fatti i nomi di Bruce, Pardew, Hughes, Giggs, Pulis, Redknapp e Moyes, tutti da confermare nei prossimi giorni), e la polizia di Londra annuncia di voler avviare un’inchiesta penale parallela a quella interna della FA, basandosi sui dati del Telegraph, ecco arrivare le prime reazioni interne al mondo del calcio a questi continui coinvolgimenti di allenatori nello scandalo-corruzione del british football.

Ed in particolare è assai rilevante quella di Chris Coleman, attuale ct del Galles che è stato accostato a svariate panchine ultimamente: ”Se ci sono prove di assoluta colpevolezza per questi soggetti coinvolti nell’inchiesta Football4sale, dovremo liberarci di loro e far sì che non rientrino più nel calcio con nessun ruolo. Servono squalifiche a vita per questi soggetti, la corruzione non dev’essere tollerata”.

E chissà che le autorità del calcio inglese non diano ascolto a Coleman, una volta che saranno usciti allo scoperto tutti i nomi coinvolti ed i video che li riguardano: vi aggiorneremo giorno dopo giorno sugli sviluppi di questa travolgente inchiesta, continuate a seguirci.
(di Marco Corradi)