Dimitri Ryblovlev, patron del Monaco, negli ultimi giorni è stato al centro di un discusso scandalo di corruzione che coinvolgerebbe le più alte istituzioni del Principato. Proprio lui, è protagonista degli ultimi documenti di Football Leaks, ottenuti da Der Spiegel e pubblicati domenica dall’Espresso.

L’inchiesta giudiziaria del magistrato Edouard Levrault ha portato alla luce un sistema di favori e regalie che vede nel magnate russo il centro di tutta la ragnatela. Rybolovlev è accusato di “corruzione attiva”, cioè di aver pagato, in varie forme, pubblici ufficiali per ottenere favori e informazioni di vario tipo, a cominciare da notizie coperte da segreto sugli sviluppi delle indagini a carico del mercante d’arte Yves Bouvier, arrestato nel febbraio del 2015 a Monaco proprio in seguito alla denuncia contro di lui presentata dal suo ex cliente russo. Ryblovlev, dopo essere stato fermato e interrogato a lungo il 6 novembre scorso, è sparito lunedì 12 novembre, prendendo su un areo con direzione Mosca.

Chi è Dimitri Ryblovlev?

Ryblovlev costruisce la sua fortuna, dopo la dissoluzione dell’URSS, attraverso la Uralkali, una società che produce fertilizzanti a base di potassio, estratto dalle miniere degli Urali. Il 17 ottobre 2006, dopo il collasso di una sua miniera a Berezniki, crolla in seguito ad un’inondazione, creando un cratere di 170 metri per 90. Yury Trutnev, suo vecchio amico nominato da poco ministro dell’ambiente, assolve la Uralkali da ogni responsabilità. Dopo essere stato accusato come mandante di un omicidio di un manager di un’azienda farmaceutica e, dopo 11 mesi di carcere, si trasferisce in Svizzera. Nel 2011, poi, Ryblovlev decide di vendere la sua azienda e, dopo aver messo al sicuro parte del suo patrimonio in alcuni conti off-shore di Cipro, decide di traslocare a Montecarlo. Qui, acquista il Monaco, che arranca in Ligue 2 ed è sull’orlo del fallimento. Dopo aver prelevato il club per la cifra simbolica di 1 Euro, il russo investe circa 300 milioni di Euro per rinforzare la squadre che, sotto la guida di Claudio Ranieri, si guadagna la promozione. Nel 2016, poi, arriverà anche il titolo di Campioni di Francia, al termine di una lungo testa a testa contro il Paris Saint-Germain. Ora, come ben sappiamo, la squadra sta attraversando una lunga e profonda crisi di risultati.

Favori, regalie e amicizie altolocate: siamo di fronte ad un caso di corruzione?

Dai documenti di Football Leaks, comunque, scopriamo come il Monaco sia stato utilizzato da Ryblovlev per acquistare i favori dei potenti locali, tramite abbonamenti gratuiti offerti a funzionari del governo e poliziotti. Abitudine, questa, molto diffusa in tutti i club del mondo, se non fosse che, tuttavia, nel caso del club monegasco, questi regali erano grande fonte di perdite. A ciò, si aggiungono anche diversi “passaggi” gratis, per le trasferte. Ad esempio, l’allora primo ministro del Principato, Serge Telle, nel 2016, viene ospitato sul jet privato di Ryblovlev per la trasferta di Lione. Nel 2014, poi, il russo raggiunge anche il Principe Alberto I: nel 2014, lo ospita nell’isola di Skorpios, comprata dal magnate per circa 113 milioni di dollari; poi, lo ospita sul suo yacht al largo della Corsica e nella sua villa di Maiorca. Ciò, ovviamente, non ha rilevanza penale, ma mostra la volontà del russo di rifugiarsi nel Principato. Ryblovlev che, tuttavia, pochi mesi prima dell’inizio dell’indagine, si vede rifiutare la richiesta di cittadinanza monegasca. Che forse Alberto e famiglia, nonostante la frequentazione, non abbiano ancora cancellato i loro sospetti sull’ascesa del russo?

Yves Bouvier, 55 anni: il mercante d’arte fatto arrestare da Ryblovlev.

L’indagine che ha portato alla luce il tutto, però, nasce dai sospetti portati  sul rapporto fra il patron del Monaco e il broker francese Yves Bouvier, e il loro giro di compravendita di opere d’arte, che ha coinvolto diversi membri delle alte istituzioni del Principato. Il ministro della Giustizia monegasco, Philippe Narmino, ad esempio, coinvolto nell’indagine, è stato costretto alle dimissioni nel settembre dell’anno scorso, quando cominciarono a circolare le prime indiscrezioni, con tanto di mail e sms passate alla stampa francese, sui suoi rapporti col patron del Monaco. Indagati anche diversi alti funzionari di polizia, che avevano un’intensa frequentazione con i più stretti collaboratori dell’oligarca russo: proprio da alcuni di questi, fra il commissario a capo delle indagini e l’avvocato di Ryblovlev, Tatiana Bersheva, emerge come, in segno di ringraziamento per il lavoro svolto, il magnate russo abbia assunto nel club, come stagista, il figlio dell’insegnate di russo dell’agente e, poi, come osservatore, Louis Ducruet, figlio della principessa Stephanié, il quale percepirà circa 3.000 Euro al mese.  Ora, spetta alla giustizia monegasca capire quali di queste azioni costituiscano reato.

Come Ryblovelv ha truffato il FFP

Sempre da Mediapart, poi, emerge come l’oligarca russo avrebbe truffato l’UEFA e il FFP. Infatti, con un’operazione con la quale Ryblovlev avrebbe fatto entrare nelle casse del club 140 milioni di Euro l’anno dai propri fondi, tramite una sponsorizzazione fittizia con AIM Digital Imaging, una società offshore a Hong Kong che a sua volta riceveva pari importo più 2,2 milioni di commissioni annui proprio dal patron del Monaco stesso. Saltato l’accordo con questa società, Rybolovlev si è visto costretto a trovare un accordo con l’UEFA, allora guidata da Michel Platini, che ha optato per una mano insolitamente morbida: solo 2 milioni di Euro di multa a fronte di un buco di bilancio da 167 milioni di euro in tre anni, tre volte superiore al limite consentito. I conti sarebbero poi stati aggiustati con le maxi cessioni degli anni seguenti: Kylian Mbappé (180 milioni), Tomas Lemar (70 milioni), Benjamin Mendy (57 milioni).

La speciale clausola nel contratto del vicepresidente

A ciò, vanno aggiunte le notizie riportate da Der Spiegel, secondo cui, da contratto, Vadim Vasilyev, il vicepresidente, riceve il 10% delle plusvalenze su tutte le vendite di giocatori da parte del club.Ciò equivale a 5,3 milioni di euro nel 2015-2016 e 5,4 milioni di euro nel 2016-2017. L’anno fiscale 2017-2018 dovrebbe portare ancora di più all’uomo fidato del proprietario Dimitri Rybolovlev con le vendite di Tiémoué Bakayoko al Chelsea, per 45 milioni di euro; da Kylian Mbappé a PSG, per 180 milioni o Benjamin Mendy e Bernardo Silva a Manchester City, per, rispettivamente, 47,5 e 50 milioni. Lo stesso diretto interessato ha confermato i fatti.

Vadim Vasilyev, 53 anni: vicepresidente del Monaco.

Quei contratti finiti sotto inchiesta: Falcao e l’amichevole fantasma

Inoltre, la Lega francese avrebbe avviato un’indagine su alcuni contratti stipulati nelle stagioni passate dal Monaco. Sotto inchiesta, i contratti con Radamel Falcao, Eric Abidal e Ricardo Carvalho. L’attaccante colombiano, acquistato dall’Atletico Madrid per 60 milioni di euro, sarebbe stato messo a bilancio per 43 milioni di Euro e anche sul suo passaggio al Manchester United furono registrate violazioni delle norme sul Fair Play Finanziario. Fra di esse, spiccano i quasi 4 milioni di Euro incassati per un’amichevole fantasma fra i monegaschi e i Red Devils nel settembre 2014. Falcao, pronto al rientro in campo dopo la rottura del legamento crociato subita nel gennaio 2014, era reduce da una stagione con 22 presenze e 13 reti tra Ligue 1 e coppe con la maglia dei monegaschi. Nonostante i dubbi sulla tenuta fisica dell’attaccante, allora 28enne, lo United decisi di acquistarlo con la formula del prestito oneroso, pagando la cifra in due rate: 6 milioni di Euro, subito, mentre, il resto, a fine stagione, ma ad una condizione: che il club chiudesse il campionato entro le prime quattro posizioni. Tale formula di pagamento, tuttavia, non è accettata dalla LFP, quindi, viene considerata come una violazione del FFP.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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