Da sorpresa nella scorsa stagione, a leader indiscusso della Fiorentina targata Stefano PioliJordan Veretout si è preso la maglia da titolare ormai più di un anno fa e non l’ha più lasciata. Dopo il primo anno da mezz’ala però, il tecnico emiliano ha ribaltato il centrocampo viola, cucendo attorno alla figura del francese il ruolo di regista. Ruolo che, domenica dopo domenica, Veretout sta facendo sempre più suo.

Oggi, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, il centrocampista francese ha rilasciato una lunga intervista toccando tematiche importanti. Ecco alcune dichiarazioni del numero 17 viola. “Il cambio di ruolo è stato un progetto tattico che mi è piaciuto sin da subito. Devo imparare tante cose ma per fortuna ho un maestro come Piolibravo e severo. Spero di rimanere ancora tanto con lui. Per migliorare guardo anche tante partite di Kanté, cerco di rubargli qualche segreto: lui è il simbolo della Francia che ha vinto il mondiale. L’obiettivo stagionale della squadra è quello di tornare in Europa, senza fare calcoli ma con il nostro stile e il nostro modo di vivere le partite. Nessuno dei nostri avversari può immaginare da dove arriva il pericolo. Tutti possono segnare: attacchiamo e difendiamo in dieci così come ha fatto la Francia di Deschamps. Del calcio italiano mi piace tutto: la cura della tattica, il calore della gente, la presenza di tanti grandi giocatori. Ronaldo ha dato il via all’arrivo di grandi campioni, ne sono sicuro. Noi tanti francesi? È vero, abbiamo tanti giocatori francesi e molti giornalisti ci vogliono intervistare. Inoltre le nostre partite sono anche trasmesse in Francia e veniamo seguiti con simpatia. LafontHa personalità e ci fidiamo di lui, sa quando fare una cosa piuttosto che un’altra. Chiesa e Simeone? Giocatori straordinari ma tutto l’attacco è forte. Domani giochiamo con la Lazio, spero di fare un gol e vincere invece che tre e perdere come lo scorso anno. Andremo convinti di fare una gran partita. Scudetto? La Juve è la più forte ma molte squadre sono interessanti, vedremo. Il rinnovo del contratto? Il calcio è uno sport che si vive alla giornata, il pensiero che ho oggi potrebbe essere diverso fra otto mesi. Io comunque sto bene a Firenze.”

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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