Con Kalinic sempre più vicino all’addio, in casa Fiorentina è ormai caccia aperta per individuare il profilo del suo sostituto. Le ultime indiscrezioni rivelano infatti come la società viola abbia già iniziato a sondare diverse piste, con l’obiettivo di trovare la punta più adatta ad affiancare Khouma Babacar nei prossimi anni.

Quali sono i nomi sul taccuino di Corvino?

Già in un recente passato, per quanto riguarda il mercato, si è spesso accostato alla società toscana il nome di Mattia Destro (classe 1991, attualmente al Bologna), nome che potrebbe a questo punto tornare in auge anche se, al momento, il giocatore non sembra possa garantire un numero di reti così elevato da poter giustificare un grande investimento. Il ragionamento potrebbe essere lo stesso anche per Leonardo Pavoletti, passato a gennaio dal Genoa alla corte del Napoli al fronte di un investimento da ben 18 milioni di euro (difficilmente quindi verrà svenduto da De Laurentiis), ma fino ad ora risultato incapace di dimostrare il proprio valore in terra partenopea, complice anche il poco spazio trovato. Per questo motivo, nel momento in cui la Fiorentina decidesse di puntare sul livornese, l’unica formula plausibile potrebbe essere quella di un prestito biennale con un riscatto prefissato ma da monetizzare più avanti nel tempo. Il terzo nome sulla lista di Corvino parrebbe essere quello del macedone Ilija Nestorovski (punta classe 1990, di proprietà di un Palermo ormai prossimo alla retrocessione), il cui prezzo sarebbe sicuramente più accessibile rispetto a quello dei primi due, ma su cui stanno vigilando anche diverse altre squadre. L’ultima idea del ds gigliato porta invece il nome del Cholito Giovanni Simeone, esploso quest’anno in quel di Genova sponda rossoblù: la Fiorentina ci sta seriamente pensando, conscia però del fatto che Preziosi, una volta fiutato l’affare, si trasformi in un osso durissimo con cui trattare.

Ad oggi questi sono i possibili scenari per il post-Kalinic. In ogni caso alla Fiorentina tutti sono comunque a conoscienza del fatto che per sostituire degnamente la punta croata bisognerà reinvestire buona parte del denaro scaturito dalla sua cessione…

A cura di Giacomo Lattuada (Twitter: @LattuadaGiacomo)

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