È uno Stefano Pioli a tutto campo quello che ha parlato ai microfoni di Radio Anch’io.

Il tecnico viola ha concesso una lunga intervista in cui ha passato in rassegna la difficile situazione delle ultime settimane, il presente molto positivo e l’immediato futuro della squadra toscana, che sogna un piazzamento in Europa League.

“Astori ci aveva visto lungo, credeva in questa squadra ed è stato il primo a credere nel nuovo progetto che abbiamo iniziato quest’anno. La squadra nelle ultime settimane è cresciuta tantissimo e ha imparato a soffrire, i calciatori hanno cominciato ad aiutarsi a vicenda e a giocare l’uno per l’altro, ma dobbiamo restare concentrati e ragionare partita per partita se vogliamo raggiungere traguardi importanti”.

Protagonista di una crescita esponenziale durante le ultime gare è stato sicuramente Riccardo Saponara, nei confronti del quale Pioli non lesina parole di elogio: “Ha avuto tanti infortuni uno dopo l’altro, ma ora sta bene, sia fisicamente che a livello mentale. È molto sensibile, ha bisogno di sentirsi importante e di avere fiducia. A 26 anni sta raggiungendo la piena maturità calcistica, in Italia ce ne sono pochi con le sue qualità”.

Sulle ultime travagliate settimane, l’allenatore emiliano ammette: “È stato difficile da accettare. Ciò che è successo circa un mese fa è stato un qualcosa di molto più grande di noi. È mancato il nostro uomo simbolo, il nostro capitano, il ragazzo con cui mi confrontavo di più, ma i suoi compagni hanno tratto un grande insegnamento, sono ripartiti e hanno mostrato uno spirito che prima non riuscivo nemmeno a intravedere. Quest’anno è cambiato anche il mio modo di approcciarmi al gruppo, di ascoltarlo e apprezzarne le qualità morali oltre che quelle tecniche”.

Dopo il filotto di 6 vittorie consecutive e un sesto posto che dista soltanto 2 punti, non può mancare una domanda relativa ad una eventuale qualificazione in Europa League, alla quale Pioli risponde con diplomazia: “Ci sono ancora 7 partite, pensarci adesso è inutile, la classifica la guarderemo più avanti, perché i momenti positivi e negativi sono sempre pronti ad alternarsi. I prossimi 3 incontri saranno molto difficili per noi, ma dobbiamo arrivare a fine campionato con la certezza di aver dato il massimo. Ci sono 6 squadre superiori a tutti e poi ci sono Atalanta, Sampdoria e Torino, costruite con un budget superiore rispetto al nostro ma con cui dobbiamo giocarcela grazie ai nostri grandi talenti e promesse”.

A proposito di promesse, inevitabile una battuta sul gioiellino Federico Chiesa: “Non so se diventerà il simbolo della Fiorentina, ma di certo quest’anno è cresciuto molto e sta cominciando a mostrare le sue grandi potenzialità”.

Sul rapporto con la società, il 52enne nativo di Parma è sereno: “I Della Valle mi sono sempre vicini, mi fanno sempre sentire la loro fiducia e l’hanno fatto specialmente nell’ultimo periodo. Condividiamo lo stesso obiettivo, ovvero quello di riportare in alto la Fiorentina. Io ho ancora un anno di contratto e sono tranquillo, anche se tranquilli non si deve mai stare”.

Infine, pensieri sparsi sul passato in nerazzurro: “L’ Inter è una grande squadra e tornerà, prima o poi, a far bene. Una serie di vittorie l’avevamo fatta anche noi, ma non sempre basta”;

e sul futuro del calcio, con il VAR protagonista assoluto: “È uno strumento che può aiutare. Lo vedo in maniera serena, ovvio che può ancora migliorare ma ho già avuto modo di vedere buone cose dopo la sua introduzione. Essere più tranquilli in campo è una situazione che può aiutare tutti quanti”.

Giuseppe Lopinto