Il Donnarumma transalpino: è questo il soprannome che in molti hanno dato ad Alban Lafont, portiere francese classe ’99 che in estate ha lasciato il Tolosa dopo 106 presenze (!) per raggiungere la colonia francese sulle sponde dell’Arno. Il giovane numero uno della Fiorentina ha impressionato tutti per la sicurezza e la personalità, ed oggi si è confidato ai microfoni di Tuttosport. Gli obiettivi stagionali, la sfida contro il Torino di sabato sera e le sue ambizioni: tanti sono i temi toccati da Lafont. Ecco le sue parole: “Il mio impatto con la Serie A è stato tosto. Il campionato è veramente difficile e tutti giocano pressando a mille e con organizzazione. Bisogna essere sempre sul pezzo, non ci sono squadre deboli. Ho dovuto cambiare le mie abitudini per ambientarmi al meglio, ed anche gli allenamenti sono molto diversi. Cerco però sempre di imparare in fretta e sono molto contento di essere qui a Firenze, dove potrò crescere sempre più per arrivare anche in Nazionale. La miglior parata? Quella su Joao Pedro domenica è stata molto bella, anche se avrei preferito vincere. Siamo la squadra più giovane in Europa, ma non dobbiamo nasconderci: puntiamo al sesto posto. Domenica ci sarà già uno scontro diretto contro il Torino, squadra forte con le stesse ambizioni nostre. Faremo il nostro meglio per vincere fuori casa, visto che abbiamo raccolto solo un punto fino ad ora. Ci è mancata un po’ di compattezza e di fiducia, anche se non abbiamo mai meritato appieno di perdere. La sfida contro Zaza Belotti? Sono due attaccanti molto forti che ho studiato tramite i video. Spero che non tornino al gol proprio contro di noi, anche se i grandi attaccanti possono segnare da un momento all’altro. Duello a distanza con Sirigu? È un grande portiere, molto esperto e che ha vinto molto: per noi giovani è un esempio. Il paragone con Barthez? Mi piace! È tra i portieri che ho sempre stimato anche per i successi con la nazionale. Mi ispiro però anche a Lloris, Mandanda e Frey, che qui ha fatto la storia. L’ho sentito e mi ha dato dei consigli. Io il Donnarumma francese? Non mi dà fastidio come paragone, però lui è lui ed io sono io. Sono contento di essere nel vostro Golden Boy per gli under 21, mi riempie di grande soddisfazione e premia il lavoro che sto facendo. Come sono diventato portiere? Fino a 12 anni ero attaccante, poi un giorno sostituii il portiere titolare e da allora ho sempre fatto il portiere. Le mie qualità migliori? Avere una volontà di ferro e tanta tranquillità. Devo migliorare ancora dal punto di vista tecnico ma sono sicuro che grazie alla Fiorentina migliorerò. Il razzismo? A me è successo una sola volta in Corsica, ma passai oltre senza dargli peso. Bisogna fare così. Come vivo il ricordo di Astori? Appena sono arrivato ho capito che Davide è ancora qui con noi, come sono con noi gli insegnamenti che ci ha lasciato. I miei compagni mi trasmettono poi tanta sicurezza, c’è una grande intesa. I portieri più forti oggi? Buffon, Ter Stegen e Alisson. MI sarebbe piacito affrontare Gigi in Italia.”

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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