Alla vigilia della finale di Coppa Italia di domani sera contro la Juventus, il capitano del Milan, Leonardo Bonucci, e il tecnico rossonero, Gennaro Gattuso, si sono presentati in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.

A cominciare, è proprio il numero 19 rossonero, grande ex della sfida: “E’ sempre bello giocare gare di questo livello, soprattutto delle finali, il Milan per la storia che ha merita di giocare queste partite. Il valore aggiunto non sono io ma è la squadra, Bonucci può fare ben poco se il resto della squadra non si dimostra all’altezza della situazione. Faremo una grande partita.”

Sulla partita: “Sarebbe importante per il Milan come società che come squadra alzare questa coppa, domani sera avremo davanti una grande squadra ma sono fiducioso e sicuro che il Milan venderà cara la pelle.”

Su come vincere: “Se in quelle due o tre occasioni che ci capiteranno saremo cinici, domani sera dobbiamo fare la partita perfetta per portare a casa la Coppa.”

Sul gol di Torino: “Una gioia personale, negli anni passati ho sempre fatto gol importanti, quest’anno sono fermo a due ma la cosa che più mi preme è vincere il primo trofeo con la maglia del Milan.”

Ancora sulla gara: “Vorrei giocare una grande partita e portare la Coppa a casa, abbraccerò  Gigi [Buffon ndr] ma anche tutti gli altri compagni. Sono contento di giocare contro una grande squadra perché ci confronteremo con la squadra più forte d’Italia.”

Sulle differenze tra Milan e Juventus: “Ho avuto la fortuna di giocare per la Juve e so cosa vuol dire non mollare mai. Al Milan invece sto vivendo valori importanti, mi ha trasmesso grandi emozioni fin da quando sono entrato nel museo il primo giorno. Ho la fortuna di essere allenato da Gattuso e sto scoprendo il mondo Milan poco alla volta. Quest’anno per noi è importante.”

Sulla svolta che la Coppa potrebbe dare alla squadra: “I cicli iniziano sempre con una vittoria, speriamo che questo ciclo inizi domani sera, venderemo cara la pelle domani sera.”

Sulle differenze fra Gattuso e Massimiliano Allegri:  “Ci sono punti in comune nella gestione dello spogliatoio, attenti agli equilibri e far sentire importante dal primo all’ultimo giocatore della rosa.”

La parola, poi, passa a Gennaro Gattuso“Per noi, la Coppa Italia vale come la Coppa del Mondo.”

Sulla Supercoppa di Doha: “Se non sbaglio l’ho vista su Milan Tv. Ho festeggiato, perché il Milan erano anni che non vinceva un trofeo importante. Abbiamo una squadra giovane, c’è stato un entusiasmo incredibile in estate e si tocca con mano la voglia di vincere dell’ambiente. Basta poco, manca la scintilla per vedere un bel fuoco d’artificio. I ragazzi non li ho caricati, si caricano da soli. Giochiamo contro una squadra che ha fatto due finali di Champions, ha una grande mentalità e grandi giocatori. Per vincere dobbiamo provare a fare qualcosa di straordinario. Se riusciamo a superare questo ostacolo molto difficile, possiamo fare qualcosa di molto importante.”

Sulla partita: “Penso a noi. Dobbiamo fare due tipi di partita. Concedere poco e nulla alla Juve, perché a livello di singoli ha una qualità incredibile e hanno vinto partite con quella qualità. Poi dobbiamo fare il nostro gioco, non dobbiamo avere paura. Non dobbiamo avere il braccino e avere grande coraggio. La Juve è una grandissima squadra, ma anche loro hanno qualche difettuccio. Spero sia una partita bella e speriamo di non commettere gli errori che abbiamo fatto negli ultimi 15 minuti di Torino. Cuadrado, Douglas Costa sono bravi a creare superiorità numerica. Dobbiamo fare fatica e la testa fa fare cose impensabili, sia nello sport sia nella vita. Domani, per noi, è qualcosa di importante. C’è bisogno che scatti qualcosa nella testa. Dobbiamo andare alla ricerca di quel qualcosa in più che ci può far fare una vittoria importante.”

Sul come vive la partita: “Da giocatore ero un pazzo scatenato, facevo tutte delle cose strane. Avevo un modo particolare di prepararle. Oggi sento una pressione pazzesca addosso. Sento i tifosi sulle mie spalle. La cosa che mi fa rilassare di più è quando alleno. Li mi sfogo e non ci penso. Poi quando inizio a preparare le partite, inizio a smanettare e non dormo.”

Sulla storia della lumaca mangiata viva raccontata da Andrea Pirlo: “Ho fatto anche di peggio. Ho sempre creduto che, per essere una grande squadra, ci vuole un grandissimo spogliatoio. E’ il gruppo che ti fa vincere le coppe e i campionati. Il singolo ti fa vincere 1-2 partite. Siccome non mi fa schifo nulla, in quel momento, era il giorno di Milan-Manchester e veniva giù un’acqua pazzesca. Tutti a dirmi che non avevo coraggio e ha aiutato a sdrammatizzato la cosa.”

Sulla mentalità: “Quando si entra sul rettangolo di gioco si deve dare il massimo. Se l’avversario è più forte e merita di vincere, allora gli si devono fare i complimenti. Non dobbiamo avere rimpianti. Abbiamo fatto tutto quello che c’era bisogno di fare. Quando parlo alla mia squadra, parlo in questi termini. E’ la partita più importante delle mie 150-160 panchine. Qualche delusione è arrivata, qualche soddisfazione anche. Speriamo che arrivi una grandissima soddisfazione. Se non dovesse arrivare, bisognerà metterci ancora più lavoro.”

Su Lucas Biglia e Manuel Locatelli “Lucas deve essere d’esempio e un valore aggiunto. Mi piace parlare di Biglia perché ha fatto delle cose disumane. Ha messo in difficoltà uno staff medico. Dalle 8 del mattino alle 7 di sera ha fatto di tutto per tornare a disposizione e dobbiamo andare alla ricerca di questi atleti. Non è al massimo, se dovesse prendere una botta potrebbe farsi male in maniera più grave, ma tutti dobbiamo apprezzare un uomo così. Perché ha fatto un gesto incredibile. Manuel l’ho visto bene.”

Sulla rivalità fra Milan e Juventus: “La Juve, da giocatore, mi dava la sensazione – che è la stessa che ho da allenatore – di avere una grande mentalità. E’ una squadra che ha giocatori orgogliosi di indossare quella maglia. Sono avvelenati. Il mondo Juve mi ha impressionato la disciplina, la compattezza, lo spirito battagliero. L’ho sempre toccato con mano questo anche se il Milan ha avuto giocatori più tecnici. Il Milan, in Europa, ha portato qualcosa di diverso nel gioco. Vincere come vince la Juve, con mentalità, forza fisica e qualità tecniche non è facile. Si tocca con mano tutto questo. Vincere è difficile ovunque. Se vuoi fare un paragone, a livello di prestigio e di storia, la Champions ha un suo fascino. Arrivare in finale di Champions è come vincerla.”

Sulla Juventus:  “Quando una squadra fa quattro finali di coppa consecutive, vuol dire che non gli fa né caldo né freddo. Loro si allenano giocando. Tante volte ho la sensazione che i loro giocatori non siano nemmeno sudati. Noi domani dobbiamo fare una grande partita se vogliamo fare qualcosa di importante. La Juve ha sempre quella corsa in più per il compagno e domani dobbiamo farlo anche noi. Quando non ci arriviamo con la qualità, ci dobbiamo arrivare.”

Su Suso:  “Mi aspetto un giocatore che ci aiuti in tutte e due le fasi. So che gli stiamo chiedendo un qualcosa in più, ma non ne possiamo fare a meno. Quando saremo una squadra che si potrà permettere di non far lavorare gli attaccanti, sarà un’altra storia. Lo sappiamo che tante volte lo mettiamo in difficoltà. Poi la sua qualità è importante. Noi domani dobbiamo sfruttare al massimo quelle 3-4 giocate che avremo e dovremo concretizzarle.”

Su cosa farebbe in caso di vittoria: “Ci saranno i miei figli e mia moglie. Mi farò un bicchiere di vino con i miei ragazzi. Più di uno se si riuscisse a vincerla. Vorrei stare con le persone che mi hanno visto poco.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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