Ajax Champions League

Calcio offensivo, coraggio e tecnica d’altissimo livello. Con queste tre armi l’Ajax di Erik ten Hag ha incantato l’Europa, disputando una Champions League da raccontare ai posteri: nel girone i Lancieri sono riusciti a rimanere imbattuti contro il Bayern, e poi hanno fatto la storia dagli ottavi in poi, rinverdendo la storica tradizione del club di Johan Cruyff, a cui è stata dedicata l’Amsterdam ArenA dopo la morte. Gli eredi del 14 hanno interpretato al meglio il mantra del miglior interprete del calcio totale, una frase che ha fatto la storia: ”Perchè dite che non si può battere una squadra ricca? Non ho mai visto una borsa piena di soldi fare gol”.

L’Ajax, praticando il nuovo calcio totale (con sprazzi di guardiolismo prima maniera, d’altronde ten Hag allenava il Bayern II nell’era-Pep) con Tadic falso nueve alla Cruyff, le geometrie e i recuperi di Frenkie De Jong, le giocate di Ziyech e Neres, gli inserimenti di van de Beek e la solidità di De Ligt, ha incantato il mondo intero: dopo aver perso in casa contro il Real Madrid, ha rimontato vincendo 4-1 al Bernabeu e demolendo le merengues. Ha vinto con la Juventus dominando contro CR7 e compagni, e sembrava messo in cammino la qualificazione alla finale, vincendo nel nuovo stadio del Tottenham e andando sul 2-0 alla Johan Cruyff ArenA. A quel punto, sono subentrate stanchezza e paura, che hanno fatto andare in tilt i Lancieri di fronte a Lucas Moura e al rientro arrembante del Tottenham: l’Ajax, che dal canto suo ha sprecato almeno un paio di occasioni buone per chiuderla con Ziyech (quel palo…), era riuscito a difendere il 2-2, ma al 95′ ecco l’imponderabile e la rete last-minute di Lucas (tripletta) a spezzare il sogno ajacide. L’Ajax ha reagito pubblicando un bellissimo video per ripercorrere le proprie imprese e rigalvanizzare l’ambiente, ma dovrà anche gestire le conseguenze dell’eliminazione. E, paradossalmente, pur essendo arrivato in semifinale non ha un posto garantito nei gironi della Champions League 2019-20.

CHAMPIONS LEAGUE, IL PARADOSSO-AJAX: DALLA FINALE SFIORATA AI PRELIMINARI 2019/20- Nel 2018-19 l’Ajax ha realizzato probabilmente qualcosa di irripetibile: mai nella storia un club partito dal 2° turno preliminare aveva raggiunto le semifinali. Per accedere alla fase a gironi, là dov’è iniziato tutto, i Lancieri hanno dovuto infatti eliminare Sturm Graz, Standard Liegi e Dinamo Kiev. In tutto, la loro campagna in Champions League è durata 18 match. 10 vittorie, 6 pareggi e due sconfitte, entrambe all’ArenA: l’andata contro il Real Madrid prima del ”calippone” al Bernabeu e della sontuosa gara di Tadic, il ritorno contro il Tottenham nella serata dell’eliminazione. Il tutto, mentre lottava per il titolo in Eredivisie dando vita a una lotta a due col PSV: ancora oggi i due club sono a pari merito con 80 punti in 32 match, e l’Ajax per la differenza reti complessiva (111 gol fatti e 30 subiti, +81). Nelle ultime due l’Ajax affronterà l’Utrecht e il De Graafschap, che rievoca i fantasmi del 2015-16: anche allora Ajax e PSV erano a pari merito, e il pareggio contro il De Graafschap costò il sorpasso ai danni degli odiati rivali griffati Philips. Da quella delusione e dall’addio di De Boer (sostituito da Bosz) nacque la rosa che conquistò la finale di Europa League persa contro il Man U, e in quella rosa giocava o debuttava gran parte dello zoccolo duro di questo Ajax che ha fatto sognare tutti gli appassionati di calcio: la speranza è di non ripetere l’esperienza, e capitalizzare il primato in Eredivisie conquistando il bis nazionale (campionato e KNVB Beker, già vinta col poker al Willem II).

Ma, vada comunque vada, l’Ajax sa già che dovrà sudarsi nuovamente la qualificazione alla fase a gironi della Champions League 2019-20. Il ranking UEFA non fa sconti a nessuno, neppure alla semifinalista dell’edizione precedente. Nella proiezione 2019-20 del ranking UEFA per nazioni, l’Olanda è 12a alle spalle di Spagna, Inghilterra, Germania, Italia, Francia, Russia, Portogallo, Belgio, Ucraina, Turchia e Austria. Questo perchè i tantissimi punti dall’Ajax (oltre 25, andando a memoria) vanno a sommarsi con quelli delle altre quattro qualificate, e poi vengono divisi per cinque: l’apporto, così facendo, diventa minimo, e condanna l’Olanda a rimanere fuori dalla top-8 europea. Nessuna squadra dell’Eredivisie accederà dunque alla fase a gironi della Champions League 2019-20 in maniera diretta, e l’Ajax dovrà partire nuovamente dai preliminari. Se vincerà il campionato, chiudendo dunque la sua fantastica annata con due trofei (Eredivisie/KNVB Beker), partirà a inizio agosto col 3° turno preliminare nella sezione-campioni, se invece ripeterà lo shock del 2019-20 e chiuderà secondo, ripeterà quanto ha fatto nell’estate 2018: tre turni preliminari da superare per accedere alla ”vera” Champions League e partenza dal 2° turno (23-24 luglio), col rischio di iniziare il suo nuovo ciclo nell’anno che vedrà la rosa ajacide cambiare molto in sede di mercato.

Ha già lasciato Frenkie De Jong (Barcellona), lo farà Matthijs De Ligt (Barcellona?), sarà difficile trattenere Ziyech, van de Beek e David Neres e c’è l’incognita-Tadic. Il serbo ha disputato un’annata indimenticabile, che per ora lo vede arrivare a quota 34 gol e 23 assist (6 gol in UCL) alternando la posizione da falso nueve ”europea” e quella più arretrata (ala sx o trequartista) in Eredivisie, dove ha trovato tantissimo spazio anche Huntelaar (22 gol stagionali), e potrebbe avere la sua ultima chance di approdare in una big da protagonista. Hanno rinnovato con la promessa di restare un altro anno, invece, Onana e Tagliafico, che saranno due dei pilastri del nuovo ciclo: l’Ajax ha già preso Razvan Marin (Standard Liegi) come incursore per il centrocampo e Kik Pierie (Heerenveen) da lanciare come nuovo De Ligt, e insegue Lisandro Martinez (Defensa y Justicia) per rinforzare ulteriormente la difesa e comporre una batteria di centrali forti e tecnici con Pierie, Magallan e Blind. Insomma, ten Hag si ritroverà a gestire un nuovo progetto e farlo partire dai preliminari. Perchè il ranking UEFA e le regole della nuova Champions League non fanno sconti a nessuno, neppure alla squadra che ha incantato l’Europa intera arrivando in semifinale (ne sa qualcosa il Salisburgo, semifinalista EL 2017-18). L’Ajax ci regalerà un nuovo miracolo ad altissimo tasso tecnico, oppure incontrerà qualche difficoltà? Lo scopriremo tra qualche mese, quando assisteremo alle battute iniziali della Champions League 2019-20, ma intanto ”testa alta e petto in fuori”, come dicono dalle parti di Amsterdam…

View this post on Instagram

"E quindi è andata così, il nostro sogno è finito. Spezzato nell'attimo finale. Eravamo così vicini, a pochi secondi dalla storia, a pochi secondi da una finale meravigliosa. Il nostro viaggio è stato lungo, è stato selvaggio, ma più di ogni altra cosa il nostro viaggio è stato storico. Abbiamo mostrato al mondo cosa possono fare i sogni. Questo è quello che siamo. Questo è quello che amiamo. Questo è quello che facciamo: dare speranza ai sognatori. Oggi siamo arrabbiati, oggi piangiamo. Ma risorgeremo, risorgeremo come abbiamo sempre fatto. Combatteremo come abbiamo sempre fatto , combatteremo per la gloria, combatteremo perché è quello che facciamo, e perché la nostra stagione non è ancora finita. Testa alta, petto in fuori" Un bellissimo messaggio, quello dell'Ajax: i ragazzi terribili di ten Hag hanno fatto sognare tutti, cadendo all'ultimo respiro. Purtroppo, pochi resteranno in Olanda. Appuntamento alla prossima generazione d'oro #Ajax #ChampionsLeague #youngsters #dreams #deJong #deLigt #ajacied #football #calcio #sogni #tenHag #ajaxtottenham #ucl #uefachampionsleague

A post shared by Marco Corradi (@corradone91) on

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.