Dopo il Consiglio Federale di questa mattina, Carlo Tavecchio non è più il presidente della FIGC. Intervenuto in conferenza stampa, l’ormai ex presidente ha voluto spiegare i perché delle sue dimissioni.

Ho rassegnato le dimissioni e ho chiesto anche quelle del consiglio federale, ma nessuno l’ha fatto. La Serie B eleggerà il presidente di Lega giorno 26, la Serie A il 27. Campionati assenti, io non ho fatto il presidente per interesse. E’ inevitabile che resti commissario fino alle elezioni. Sono stato incaricato con la fretta, ogni mese doveva essere quello successivo”.

Nella riunione della scorsa settimana mi era stato inviato un documento programmatico che avrei dovuto allegare e in assoluta buona fede avevo interpretato questo fatto come positivo. Dopo la riunione di mercoledì credevo che qualcosa fosse cambiato, ma oggi ho visto che la Lega D ha fatto considerazioni che non promettevano sostegno. L’ho capito e mi sono dimesso per un atto politico. Non sportivo. Per non aver conquistato il Mondiale sono più disperato com e Carlo che come Presidente Federale. Se quel palo fosse entrato sarei stato lo stesso, non sarei diventato un campione. Ventura l’ha scelto Lippi, non ve l’avrei mai detto ma l’ha fatto Malagò. Ovviamente la colpa del CT è ricaduta su di me. 

Un atto di debolezza diventa una tragedia? E’ questa la filosofia alle spalle di un popolo, di gente che lavora per produrre? Le riforme non possono essere fatte per un campo di calcio ma a livello generale di sistema. Quali sono i risultati delle altre Federazioni? Ditemi dove siamo. Chi mette gli ulivi, coglie i frutti dopo otto anni. Chiedete a chi parla di Tavecchio, piangono tutti. Chi è andato a Istanbul per organizzare Uefa e Fifa? L’Italia è rappresentata come prima nazione d’Europa che sostiene il calcio europeo. Quattro squadre in Champions sono venute perché Tavecchio ha una giacca blu? Michele Uva è vicepresidente della Uefa perché è bello? E’ anche bello… Chi ha fatto queste operazioni? Gli gnomi dietro le scrivanie? Non penso di aver fatto male a livello generale: abbiamo attivato i Centri Federali, sviluppato il calcio femminile. Abbiamo un equilibrio di bilancio che fa invidia a chi è quotato in borsa. Abbiamo preparato bilanci amministrativi, etici e sociali. Chi ha lavorato in Federazione è gente di valore, che lavora nell’interesse del sistema. Le quattro squadre in Champions, gli investimenti sulla parte amministrativa, la ristrutturazione completa di Coverciano che può far giocare anche l’Under 21 con la Nazionale. Abbiamo introdotto la VAR: nel 2014 per primo in Europa ho scritto a Blatter per la tecnologia in campo. Il primo era Biscardi, secondo Tavecchio. Penso di aver fatto bene anche a livello giovanile.

Io non mi dimetto perché non ho trovato subito un grande allenatore: giochiamo le prime partite a marzo, le ufficiali della Nation League a settembre. C’era bisogno del grande conduttore prima di queste date? Non potevamo tenere i nostri tecnici disponibili per fare due partite amichevoli? Avete tutti bisogno di scrivere pagine con chi ci va? Ho parlato con 4-5 grandi allenatori. Sono tutti impegnati. Potranno dire la loro e nessuno dica che non venivano per Tavecchio. 

C’è stato sciacallaggio politico? Io non giudico più nessuno, non parlo di tradimenti e ognuno fa le sue scelte che hanno vari risvolti. Senza fare altre considerazioni, pensavo ci fosse la maggioranza per essere eletto: LND, AIAC, il sottoscritto, AIA, Lega di A e di B. Le altre erano sempre state opposizioni, non pensavo che la LND si potesse schierare con l’opposizione. Non è un tradimento, sono scelte politiche legittime. Forse la mia colpa è quella di non aver esonerato Ventura nell’intervallo di lunedì sera. Ripeto, per il resto non penso di aver fatto male e ho deciso di dimettermi a mezzogiorno meno un quarto.

Se mi ricandido? Alessandro Manzoni aveva una filosofia della provvida sventura: in ogni sventura c’è una piccola parte di provvidenza. Questa, se viene interpretata e sfruttata, non si sa mai. Se mi fa capire qualcosa, non la respingerò. E’ inevitabile però che resti commissario. Sono stato incaricato con la fretta, ogni mese doveva essere quello successivo. Uva e Nicoletti mi hanno aiutato, dovevamo raggiungere tanti obiettivi tra bilancio e organizzazione, poi i diritti tv: siamo passati da 190 a 450 milioni come fossero caramelle. Abbiamo preso decisioni epocali aprendo i diritti tv al mondo, portando avanti l’Italia in strategie internazionali. Avremo quattro squadre in Champions. Fino all’11 dicembre sarò lì e ci sarà l’apertura dei diritti tv nazionali, molto appetiti e ne sono assolutamente certo. Se raccogliamo 1,4 miliardi, voglio capire un sistema che si rifiuta di concedere dieci giorni di tempo a una componente fornitrice del massimo impegno economico al sistema calcistico italiano. Qualcuno, non certo io, dovrà spiegarlo quando ci sarà una nuova presidenza di A e idem in B. 

Malagò commissarierà la FIGC? È grave, ma l’ha deciso lui. Io posso dirvi che ho dato tutto me stesso, più di così non potevo fare. Non è che potevo giocare contro la Svezia: so fare qualche tiro, qualche cross che non arriva in area e non so tirare i rigori. Di me resterà solo l’aver fallito il Mondiale. Adesso però dobbiamo guardare al futuro.”

A cura di  Gabriele Burini (@burini32)

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