La proposta che riguarda un allargamento della partecipazione al Mondiale per club è stata accolta, durante una riunione del Consiglio FIFA svoltasi a Miami, da 25 voti favorevoli. ”Solo” 7 membri si sono schierati contro. La riforma riguarderebbe, appunto, una modificazione dei criteri di partecipazione alla competizione mondiale, in virtù di un maggior coinvolgimento delle squadre dei cinque continenti. Si dovrebbe passare, infatti, dalle 7 attuali a ben 24 società, così da rendere la competizione più ”sentita” dai tifosi e maggiormente appetibile dagli sponsor.

Mondiale per club a 24 squadre: quando si comincia e chi partecipa?

La nuova edizione dovrebbe avere inizio nel 2021. In base a come è stato pensato il format – più complesso e dilatato nel tempo del precedente -, potrebbe essere definitivamente eliminata la Confederations Cup, proprio per lasciare spazio al nascente torneo mondiale. Anche se la FIFA lascerà carta bianca alle singole federazioni riguardo i criteri di qualificazione, ha comunque stabilito le ”caselle” disponibili da assegnare a ciascun continente. Nello specifico, l’Europa porterà 8 squadre; 6 saranno i club provenienti dal Sud America, mentre i 10 ticket restanti saranno spartiti tra le altre organizzazioni continentali.

Si inizia a parlare, inoltre, di quelle che potrebbero essere le cifre destinate alle squadre partecipanti: circa 20 milioni di dollari ad ogni società, più 120 milioni al club vincitore.

Tutti contenti? Più o meno…

La proposta di rinnovamento sta facendo alzare un grande polverone di polemiche, provenienti soprattutto dall’ECA (European Club Association). L’organismo, formato dai maggiori club europei, ha inviato una lettera di protesta alla FIFA, minacciando il boicottaggio del nuovo Mondiale per club. Un problema non da poco, visto che tra i firmatari risulterebbero esserci Juve, Real Madrid, Benfica, Ajax, Bayern Monaco, Barcellona, PSG e Manchester United.

La prospettiva di eventuali assenze simili potrebbe portare la FIFA ad una forte rivalutazione della proposta, cercando di venire incontro alle richieste dei top club europei.

La situazione, tuttavia, è tutt’altro che semplice da gestire e ci sarà da attendere prima che si trovi una soluzione in grado di accontentare tutti.

A cura di Samuel Giuliani (9Giuliani)