Il FFP (Fair Play Finanziario), termine ormai diffusissimo fra chiunque sia anche minimamente interessato al mondo del calcio, nasce come strumento in grado di appianare le disparità fra i diversi club, molto spesso dovute a questioni di natura economica piuttosto che sportiva, obbligandoli ad auto-sostenersi dal punto di vista finanziario. Il tutto è volto ad evitare spese folli sul mercato da parte delle società più abbienti che, come già precisato e d’altra parte logico che sia, mettono fra se e la concorrenza un divario irriducibile.

Eppure, a sentire le cifre che circolano in merito alle operazioni di mercato dei soliti noti, Real e Psg su tutti, qualcosa, di questo FFP, sembra non essere chiaro. Se si pensa che fu forse l’acquisto di Ronaldo da parte del Real Madrid per 94 milioni di euro, nel lontano 2009, a sollecitare Platini e Co. ad alcuni cambiamenti, e si da una rapida occhiata alle cifre del mercato attuale, ci si rende inevitabilmente conto che probabilmente il cambiamento ancora non è avvenuto o forse non del tutto.

222 i milioni che il Psg potrebbe spendere nell’operazione Neymar, 733 quelli spesi dallo United dal 2013 e solo 12 in meno quelli investiti dal City sempre a partire dal 2013, senza contare gli ultimi colpi messi a segno di recente dalle due società inglesi. Cifre spropositate che si cerca di giustificare tirando in ballo i fatturati astronomici di queste società e le loro plurime sponsorizzazioni, palesemente volte ad eludere i parametri del FFP. Sempre nel 2013, per sottoporre alla critica un esempio e restare in tema, il Psg dello sceicco Nasser Al-Khelaifi sottoscrisse un contratto di sponsorizzazione con la Qatar Tourism Authority, per una cifra pari a 700 milioni in quattro anni).

E’ dunque arrivato il momento che la Uefa prenda iniziative serie e concrete modificando i parametri del FFP. In tal senso, Aleksander Ceferin, attuale numero uno del calcio continentale, prevede l’introduzione di nuove regole sportive e finanziare: dal punto di vista sportivo si parla di tetti alle rose, limiti agli acquisti nelle finestre di mercato e regolamentazione dei prestiti, mentre per quanto riguarda gli aspetti finanziari, potrebbe essere introdotta la luxury tax (una percentuale che i club dovranno pagare su stipendi e trasferimenti che sforino un determinato importo) o la salary cap (il tetto agli stipendi per i club).

Si attendono fatti, e anche al più presto.

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di Edoardo Mechelli (@doc22inter)