“Non tutti ricevono una lettera da Sir Alex Ferguson quando sono infortunati. Sono davvero onorato” Steven Defour parla della lettera inviatagli dall’ex manager del Manchester United.

Steven Defour non può essere considerato un personaggio “nella media”, banale o scontato. La sua carriera, giocata per la maggior parte nei campi del Belgio, ha conosciuto alti ma soprattutto bassi. Ma procediamo con ordine.

Defour nasce calcisticamente nel Mechelen, dove cresce nel settore giovanile. La vera prima esperienza nel mondo dei grandi, però, è quella che il giovane Steven ha con la maglia dello Standard Liegi. Defour ne diventa subito un simbolo anche perchè, forse anche  causa della scarsa concorrenza, è la stella della squadra. Ne diventa anche capitano: è l’idolo dei tifosi, ad ogni giocata il pubblico si scalda e si esalta. Insomma, a Liegi viene quasi mitizzato. Però, e Steven lo sa, non si può rimanere nell’ombra tutta la vita: decide quindi di trasferirsi al Porto, per mettersi in mostra su palcoscenici più importanti rispetto all’anonimo campionato belga. L’avventura in Portogallo non va esattamente bene (per usare un eufemismo) e Steven, un po’ con la coda tra le gambe, torna in Belgio.

Commette forse l’errore più grande che potesse fare: si trasferisce ai rivali del suo Standard, il più blasonato Anderlecht. I suoi ex beniamini non la prendono per nulla bene: le sue maglie vanno al rogo, Defour viene boicottato e, a Liegi, ogni occasione è buona per fare un coro contro l’ex idolo delle folle. L’apice, però, viene toccato quando Defour torna a Liegi con la maglia viola, quella dei rivali. La superstar è lui, la curva dei suoi ex tifosi gli dedica una coreografia. Perdono? Macchè, sembra un film horror.

“Red or dead”, “Rosso o morto”. Non esiste un’alternativa: in Belgio, Defour può vestire solo la maglia dello Standard.

“Sono venuto in Inghilterra. La pressione era troppa, i media non mi lasciavano in pace. L’Anderlecht a secco di trofei a causa di Defour, ogni occasione era buona per attaccarmi”. Queste sono le parole che accompagnano il suo trasferimento al Burnley, condito da qualche presenza e qualche gol, senza mai convincere fino in fondo. Poi, il grave infortunio, con annessa lettera di Sir Alex. Un po’ di pace e una bella notizia per la travagliata carriera di Steven.

Tanti auguri a Defour, idolo rinnegato dai suoi ex tifosi.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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