Quando vedo Maradona parlare in tv sono costretto a cambiare canale” Roman Riquelme sul Pibe de oro, evidenziando il loro burrascoso rapporto.

Un ragazzo con il Boca nel cuore. Potrebbe riassumersi così l’essenza di Roman Riquelme, ultimo diez. Il piccolo Roman nasce nel quartiere de La Boca e, manco a dirlo, quella camiseta blu e oro ce l’avrà tatuata per tutta la vita. Ed ecco che, molto giovane, Riquelme si trova davanti al grande salto: dalla strada al grande fùtbol. Boca o River? Riquelme dovrà anche ringraziare suo papò perchè, anche scherzosamente, l’ha reso una bandiera del Boca. “Roman, tu vai al River e io non verrò mai a vederti“.

Quel 10, ereditato da Maradona, non gli peserà mai, anzi. Sembra quasi lo alleggerisca: non rapido e confusionario, raramente lo abbiamo visto partire palla al piede e scartare tutti. Questo non è Roman: Riquelme è classe, tecnica, velluto e traiettorie dalla forma di un arcobaleno.

Ma se forse in Sudamerica è forse sullo stesso piano di Maradona, non si può dire lo stesso della sua avventura in Europa: prelevato dal Barcellona, non scoppia l’idillio con Van Gaal che lo esclude dalla rosa in quanto “palla al piede sei uno dei migliori al mondo, senza palla ci fai giocare in dieci“. Passa quindi al Villarreal dove, al momento decisivo, cade: è la semifinale di Champions, rigore per il submarino amarillo. Sul dischetto el diez: parte e Lehmann para. La più grande delusione della carriera di Riquelme.

Non importa se el ultimo diez non ha trovato fortuna nel nostro continente: a noi, amanti del fùtbol sudamericano, rimarranno negli occhi le gesta del mudo con la maglia blu e oro.

Tanti auguri Riquelme, el mudo che con la palla al piede ha fatto innamorare tutto il Sudamerica.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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