Paulo Dybala, un gioiello. L’argentino, simbolo di questa Juve.

Una storia triste quella di Paulo, con un sogno nel cassetto: diventare calciatore professionista per rendere orgoglioso il babbo. Diventare un calciatore non per presunzione o arroganza, bensì per rendere felice chi ha fatto tanti sacrifici e ora è volato via lasciandolo da solo. A soli 15 anni.

L’umiltà, il sapersi rapportare con i compagni sin dalla giovane età, questo il marchio di casa Dybala. Il gioiellino della Juve, col Palermo alle spalle – e sempre ringraziando la spedizione rosanero – ha un qualcosa che in pochi hanno. Il saper giocare la palla con creatività, tecnica e forza d’animo. Ha sempre giocato da veterano, e nella sua Juve ora, indossa il “dieci”. Numero magico per tutto il mondo bianconero. Lui, talento tutto sudamericano, l’ha sempre detto: “mi sarebbe piaciuto giocare con Axel”: Il 10 della Juventus.

La Joya, spettacolo in campo e fuori. Ragazzino dal cuore d’oro. Semplice ragazzo da calcio con la testa sulle spalle. Proprio come il suo calcio. Un calcio genuino. Anche fuori dal campo, Dybala, regala emozioni: come la notte durante le feste di Natale, come le foto che regala ogni santa volta che arriva ed esce da Vinovo, la sua seconda casa.

Feliz cumpleaños, Joya. Che sia di buon aspucio per il futuro, per alzare quella Coppa dalle grende orecchie.

Onorio Ferraro