Riyad, ti abbiamo venduto al Leicester, in Inghilterra” “Mister, ma scherzi? Mica gioco a rugby

No, non è uno scherzo. Si tratta della conversazione ufficiale tra il mister del Le Havre e Riyad Mahrez, prima del suo passaggio al Leicester. Sembrerà anche paradossale, ma il buon Riyad ignorava completamente che le foxes avessero anche una società di calcio. Leggendo questo aneddoto, uno non darebbe due lire ad un tale svampito che sembra vivere in un mondo parallelo. Ecco, due lire: esattamente il prezzo per cui è stato acquistato: 500mila euro per assicurarsi un esterno di destra leggerino con un mancino niente male.

Riyad Mahrez nasce in Francia da mamma francese e papà algerino il 21 febbraio 1991. Grazie proprio al padre si innamora subito del gioco del calcio, o “le fut” come lo chiamano al di là delle Alpi. Quel pallone, quella sfera mistica che permette ad un piccolo ragazzino magro magro di correre veloce e divertirsi, lasciandosi per un po’ alle spalle tutti qui problemi che, agli sgoccioli del secondo millennio, un bambino può avere. Il pallone gli permette anche di distrarsi dall’evento più tragico nella vita del giocatore: la morte del padre, che rende Riyad  “uomo di casa” a soli 15 anni. Ed è proprio questo evento che porta Mahrez a optare per la nazionale algerina: “Ho scelto la nazionale di mio papà: voglio giocare per la nostra nazionale, onorare la sua memoria e realizzare il suo sogno“.

Riyad gioca, fa ammattire i bambini più grandi e attira l’attenzione del Le Havre, squadra che saltella tra Ligue 1 e Ligue 2. Mahrez inizia a giocare nella squadra B, perchè catapultare un bambino così fragile in prima squadra sarebbe stato controproducente. Ah, la fragilità… Il suo allenatore, ai tempi proprio del Le Havre, gli dirà: “Riyad, tu non hai il fisico per diventare giocatore, non vincerai mai un contrasto. Ma c’è un rimedio: devi correre più veloce degli altri: non devono vedere il pallone quando ce l’hai tra i piedi“. E così fu. Riyad diventa uno specialista in slalom gigante a velocità supersoniche: i difensori non lo prendono mai. Con il Le Havre disputa grandissime stagioni. La caratteristica principale? Oltre alla velocità, il mancino di Mahrez disegna traiettorie spaziali: sinistro a giro NON a scavalcare il portiere, ma che aggira l’estremo difensore.

Mette su di lui gli occhi un certo Nigel Pearson, che cerca uno che possa spaccare a metà la partita e contribuire alla salvezza del suo Leicester. E, una volta staccato un assegno, ecco che Riyad arriva in Inghilterra. Impatto straordinario: alternato nelle posizioni di ala destra e trequartista, contribuisce alla salvezza del Leicester. E lì trova la sua consacrazione: l’anno dopo è il protagonista dello storico scudetto. Per concludere un 2016 da sogno, Mahrez vince anche il pallone d’oro Africano (tutto il resto è storia nota).

Spegne 26 candeline Mahrez, esterno leggerino con un mancino che dipinge arcobaleni.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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