L’idillio fra il Milan e Ruud Gullit è iniziato nel 1986 quando i rossoneri assieme al Psv (squadra dove militava l’olandese) e il Barcellona disputarono il trofeo Gamper, Berlusconi appena insediatosi al trono si innamorò calcisticamente di lui.

Nell’estate 1987 al Milan venne attuata una sorta di rivoluzione copernicana, Sacchi fu  messo a dirigere l’orchestra, arrivano: Ancelotti,Mussi,Bianchi,Bortolazzi,Van basten e Gullit (acquistato per 13 miliardi dal Psv). Il suo arrivo nella galassia rossonera è stato un richiamo mediatico prepotente, le sue treccine e i baffi hanno fatto di Ruud Gullit un personaggio da copertina. In campo un leader assoluto, devastante in progressione con la palla al piede, una forza della natura, di testa implacabile nel mettere la palla in rete, basta chiedere a Tacconi che venne impallinato nel gennaio 1988 grazie ad una sua frustata, permise al il Milan dopo 18 anni di tornare  a vincere contro la Juve in trasferta. Sempre nel gennaio 1988, si aggiudicò il pallone d’oro che dedicò a Mandela che all’epoca era in carcere, per la lotta che stava combattendo contro l’apartheid. Il 1988 per l’olandese fu un anno di grazia, oltre al prestigioso premio istituito da France Football, vinse lo scudetto con il Milan e l’Europeo con l’Olanda.

Dopo lo scudetto bissò per due volte il successo in  Coppa dei Campioni (1989,1990) realizzando una doppietta nella finale di Barcellona contro lo Steaua di Bucarest, oltre a partecipare alla festa del gol nel 5-0 in semifinale contro il Real Madrid con una rete su colpo di testa. Per il numero 10 milanista, arrivarono anche tempi duri, come la stagione 1989/90 saltata per intero causa continui problemi al ginocchio, rientrando giusto in tempo  per la finale di Vienna. Con Sacchi si era creato un’ assioma perfetto, il mister di Fusignano lo ha sempre elogiato per il suo strapotere fisico, ma nel 1991 il Milan passa di mano da Sacchi a Capello.

Il rapporto fra Gullit e Capello fu controverso spesso si arrivò agli scontri anche fisici, nonostante diverse esculusioni, il numero 10 realizzò anche gol importanti come il gol del pareggio nel derby della stagione 92-93 che valse il 13° scudetto, sempre nella stessa stagione grazie a  un suo diagonale, permette al diavolo di sbancare l’Olimpico e di battere la Roma.

Il 26 maggio 1993 a Monaco di Baviera si giocò la finale di Coppa dei Campioni fra Milan e Marsiglia, all’epoca potevano giocare solo tre stranieri. Cosi’ l’olandese fu estromesso dalla sfida,  i rapporti fra i due si incrinarono definitivamente venendo  ceduto alla Samp nell’estate dello stesso anno. Gullit si prese la rivincita contro Capello nella sfida fra Samp e Milan, i blucerchiati vinsero 3-2 con un gol di Gullit contestato poichè c’era il dubbio che si fosse aggiustato la palla con il braccio al momento del tiro. La vendetta dell’ex  venne consumata alla perfezione,  nella sua esperienza genovese indossò la maglia numero 4 e non piu’ la 10, come in gioventù ai tempi del Psv e dell’Ajax.

Capello si convinse di rivolerlo in rossonero nella stagione 94/95, ma l’idillio durò poco, tempo di fargli vincere un Supercoppa Italiana contro la Samp, per poi ritornare a Genova in quanto Capello non lo reputava integro e con una parte di spogliatoio entrò in conflitto in quanto non aveva accettato la sua prima fuga a Genova.

Dopo otto anni, nel 1995 lascia l’Italia per andare al Chelsea assieme a Vialli, Gullit ha rappresentato il prototipo del calciatore copertina, in quanto ha anche inciso un disco facendo parte di un gruppo reaggae, nel 1989 ha anche fatto uno spot pubblicitario per una famosa macchina italiana, con lo slogan: piace alla gente che piace. Infatti lui piaceva per il suo modo scanzonato sempre elegante e sorridente, senza dimenticare la sua classe e potenza dentro il rettangolo di gioco.

M.Anobile

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUITECI SU AGENTI ANONIMI