Emmanuel Adebayor è un personaggio tutt’altro che banale. Anzi, in Inghilterra ma soprattutto nel “suo” Togo, è una vera istituzione. Basti pensare all’ultima Coppa d’Africa: Adebayor l’ha giocata da leader e capitano, pur non essendo tesserato in nessuna squadra di calcio professionistica. Che personaggio questo Adebayor, gigante e showman rinnegato dalla famiglia.

Nato in Togo il 26 febbraio 1984 con origini nigeriane, nasce in un distretto estremamente povero di Lomè, in cui il calcio è l’unico passatempo e svago. Fortunatamente, nella sua città c’è una società di calcio che lo nota e lo accoglie nelle sue strutture. A 15 anni la grande occasione: la chiamata del Metz, in Francia con il quale, due anni dopo, firma il suo primo contratto. In una lettera pubblica su Facebook, Adebayor racconta cosa ha fatto con quel primo stipendio francese: “All’età di 17 anni, con il primo stipendio, ho costruito una casa per la mia famiglia in Togo e ho fatto in modo che restassero al sicuro”. Questo è un gesto forse fin troppo maturo per un ragazzino della sua età, ma senz’ombra di dubbio una dichiarazione di amore verso la sua famiglia (anche se questo sentimento non viene esattamente ricambiato).

Ma la consacrazione e gli eventi più “divertenti” della carriera di Adebayor avvengono in Inghilterra, dove viene anche etichettato come “The most entertainig striker”, come fosse un attaccante-showman. In breve tempo, sotto la corona della Regina, diventa una colonna portante dell’Arsenal di Wenger (anche se non vincerà mai trofei con la maglia dei Guners) e nel 2008 vince il premio come miglior calciatore africano. Ma a far finire Adebayor sulle copertine dei tabloid è il suo passaggio ai rivali del Manchester City: cambio di maglia mai perdonato dai tifosi, che non gli risparmiano fischi e sfottò. Ma Emmanuel non è mai banale: chi se la scorda la sua pazza corsa di circa 100 metri all’Ethiad, per correre sotto il settore ospiti e festeggiare in faccia ai suoi ex-tifosi il suo gol contro l’Arsenal?

Dopo la travagliata avventura ai citizens arriva la parentesi spagnola, al Real Madrid. Avventura che vale la pena di ricordare solo per il singolare numero di maglia vestito: il 6. Al di là di questa singolare scelta, nulla di eclatante in Spagna.

Torna poi in Inghilterra e passa al Tottenham, dove viene persino fischiato dai suoi stessi tifosi per il passato all’Arsenal. Dopo una breve parentesi tra le fila del Crystal Palace, Adebayor oggi gioca in Turchia, nel Basaksehir.

La vita di un ragazzo africano, che arriva dall’estrema povertà e fa carriera, venendo ricoperto di soldi, non è mai completamente felice. Adebayor è stato più volte rinnegato (ingenerosamente) dalla sua famiglia, che ha tagliato tutti i ponti con lui. Adebayor ha anche rischiato grosso, nella Coppa d’Africa 2010: gli spari contro il pullman del suo Togo, attimi di follia e terrore. Adebayor non ha mai negato di aver temuto per la sua vita in quel momento.

Tanti auguri ad Emmanuel Adebayor, gigante togolese giramondo e showman.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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