Rapid Vienna

L’Inter partiva da testa di serie nel sorteggio dei 16mi di Europa League, dopo l’eliminazione nel girone di Champions League con 8 punti conquistati: i nerazzurri sapevano di poter conquistare un sorteggio agevole, visto che le insidie dell’urna di Nyon erano sostanzialmente ridotte al minimo (Shakhtar e Sporting, poi poco altro), e sicuramente avranno gioito quando hanno visto comparire il Rapid Vienna. L’Inter ha così evitato le lunghe e durissime trasferte in Russia/Ucraina (località che, a febbraio, presentano temperature polari), e dovrà recarsi nella vicina Austria per giocare a Vienna, nel modernissimo Allianz Stadion (24mila posti). Non faremo finta di sapere tutto sul Rapid Vienna (che comunque abbiamo visto all’opera nel girone di Europa League), ma vogliamo comunque presentarvi la rivale dell’Inter. E lo faremo procedendo per punti e tematiche: ecco tutto ciò che sappiamo sul Rapid SportsKlub.

IENA IN EUROPA LEAGUE, ”GATTINO” IN CAMPIONATO: RAPID VIENNA A DUE VOLTI

Il Rapid Vienna visto in Europa League ci è sembrato una buona squadra: ben organizzato, senza eclatanti individualità, ma con un’idea calcistica pragmatica ed efficace in quello che era un girone equilibrato, ma non impossibile. Gli austriaci hanno chiuso con 10 punti, sigillando a due mandate la qualificazione all’ultima giornata e con la vittoria contro i Rangers: il Rapid, però, ha conquistato la qualificazione con le due vittorie contro lo Spartak Mosca (2-0 e 2-1), fondamentali per mettere ko la rivale più insidiosa. Con quelle, e con la vittoria per 1-0 contro i Rangers, hanno ”azzerato” l’impatto dei passi falsi: gli austriaci avevano perso 3-1 contro gli stessi scozzesi e 5-0 col Villarreal, pareggiando poi 0-0 in un ritorno coraggioso. 

Così facendo, il Rapid Vienna è passato ai 16mi di Europa League da seconda alle spalle del Villarreal, ma le buone gare europee non cancellano un campionato sin qui disastroso. Il Rapid ha perso uno dei suoi pilastri (Schaub, ora al Colonia), ma sta vivendo un’annata drammatica per un club che ha vinto 32 titoli nazionali (l’ultimo nel 2007-08, l’anno scorso ha chiuso secondo) e… una Bundesliga nell’epoca dell’Anschluss e di Adolf Hitler. Attualmente, i viennesi sono ottavi in campionato con 20 punti in 18 giornate, frutto di 5 vittorie, 5 pareggi e 8 ko: contando che le squadre sono dodici e che, a fine regular season, le formazioni dal 7° al 12° posto si giocano la poule-retrocessione, potete capire come il Rapid stia vivendo un mezzo dramma sportivo.

Il Rapid Vienna si trova alle spalle di Red Bull Salisburgo (48, 15V-3P e imbattuto), LASK Linz (34), St. Polten (29), Wolfsberger e Austria Vienna (27), Sturm Graz (26), Hartberg (23): nelle 20 partite sopraccitate, ha segnato solo 17 gol e ne ha subiti 25. Nel mezzo, un cambio di allenatore: da inizio ottobre Dietmar Kuhbauer è subentrato a Djuricin, senza riuscire a dare la svolta necessaria. Basti pensare che il Rapid ha ottenuto cinque punti nelle ultime 6 gare, vincendone solo una e subendo un’autentica umiliazione nel derby viennese: 6-1 dell’Austria Vienna e tutti a casa con le ossa rotte. Ci sarà tempo per riprendersi da questa batosta, visto che dopo la sconfitta il campionato austriaco si è fermato per la pausa invernale. Una pausa invernale che potrebbe incidere molto su una gara che vede l’Inter favorita d’obbligo: si giocherà il 14 e il 21 febbraio. E il Rapid Vienna giocherà le sue prime gare ufficiali del 2019 proprio in Europa League: il campionato riprenderà infatti il 23 febbraio. Ergo, gli austriaci potrebbero essere tremendamente imballati per il ”richiamo” di preparazione, oppure molto più freschi e riposati dell’Inter.

Diciamo che l’esito dei 16mi dipenderà molto dall’atteggiamento nerazzurro: un turnover eccessivo o una gara giocata con sufficienza rendono difficile ogni match. E chissà se ci saranno cambi nella lista-UEFA: le limitazioni restano, ma potrebbe essere inserito un giocatore a centrocampo (Joao Mario più di Gagliardini), magari al posto di Candreva. 

UN EX, UN PAIO DI VOLTI NOTI E QUALCHE ”EX BABY-BOOM”: ECCO IL RAPID VIENNA

Cosa sappiamo del Rapid Vienna? Innanzitutto che gioca con un 4-2-3-1 che è più un 4-4-1-1, e poi conosciamo i suoi uomini-chiave: Dibon in difesa, capitan Schwab in mediana con Mocinic, Schobersberger in fascia. Ma è sulla trequarti che troviamo un volto nuovo: se vi ricordate di Christoph Knasmullner, allora siete degli autentici nerd calcistici. Arrivò all’Inter nell’epoca del Triplete con le stimmate di nuovo Schweinsteiger, venendo strappato a zero al Bayern, ma negli anni ha solo fatto passi da gambero fino a finire al Rapid Vienna: a 26 anni gioca da trequartista ”sottopunta” ed è uno dei giocatori chiave degli austriaci.

Ruolo che divide coi giocatori sopraccitati, tra cui c’è appunto Mocinic: qualche anno fa veniva definito il nuovo Modric e se lo contendevano Inter e Milan, poi è finito al Rapid Vienna e lì è rimasto, non riuscendo a rispettare le attese. Attese che non ha rispettato neppure Veton Berisha, attaccante che sembrava fortissimo in tenera età nel Viking e poi ha veleggiato tra la Zweite Bundesliga tedesca (Greuther Furth) e l’Austria, e vorrebbe rispettare Andrei Ivan: a più riprese è stato segnalato come il prossimo fenomeno del calcio rumeno, ma dopo le sfavillanti prestazioni in patria ha giocato in Russia e Austria. Poco per segnalarsi ai grandi club, ma ha 21 anni e vuole rifarsi: è una certezza della Bundesliga austriaca invece il centravanti Deni Alar, anni  nello Sturm Graz. E i veri nerd citati poc’anzi si ricorderanno il nome di Boli Bolingoli-Mbombo, un passato in EL col Bruges. Avrete capito anche voi che il Rapid Vienna, dopo aver perso Schaub e Joelinton (rientrato all’Hoffenheim, si sta imponendo), non ha grandi nomi. E si spiegano anche così i risultati: i migliori marcatori stagionali (Murg, Sonnleitner e Alar) hanno fatto 3 gol. Fine delle trasmissioni. 

INTER-RAPID VIENNA, IL PRECEDENTE

Inter e Rapid Vienna non si affrontano per la prima volta. L’unico doppio confronto risale al 1990-91, e al 1° turno della Coppa UEFA. Il Rapid vinse 2-1 in casa, l’Inter rimontò grazie alla doppietta di Berti e trionfò ai supplementari a San Siro: rete decisiva di Klinsmann per una squadra che schierava Zenga, Bergomi, Brehme, Paganini, Serena e Lothar Matthaus, oltre a Klinsmann, e aveva come tecnico il Trap. Tra i pali del Rapid, invece, Konsel: partì da lì per poi approdare alla Roma, e con ottimi risultati. Uno a uno dunque nei confronti diretti tra i club, ma l’Inter giocherà questa gara da favorita, e cercando di andare avanti in Europa League. 

(di Marco Corradi, @corradone91)

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