Dopo aver viaggiato nel tempo raccontando le imprese degli azzurri nel 1970 e nel 1982, torniamo quasi ai giorni nostri e più precisamente al 4 Luglio 2006. Siamo in terra tedesca, a Dortmund, dove si svolge la semifinale dei mondiali tra gli azzurri, diretti da Marcello Lippi e i padroni di casa della Germania, guidati dal “sergente” Jürgen Klinsmann.

Rosa Italia 2006

L’avvicinamento dell’Italia a questo mondiale tedesco non è certo dei migliori visto lo scandalo “Calciopoli”, che aveva investito e minacciato la credibilità del calcio italiano. L’inchiesta non aveva risparmiato nessuno, coinvolgendo diverse tra le più importanti società del Bel Paese, grandi dirigenti, oltre ad alcuni arbitri e assistenti.

La Nazionale di Marcello Lippi così arriva in Germania con lo sfavore dei pronostici: in pochi avrebbero scommesso su un’Italia, colpita dallo scandalo calciopoli. Gli azzurri però si sa, danno il meglio quando sono sottovalutati e partono da sfavoriti. Anche gli italiani sembrano crederci e, come sempre, quando gioca la Nazionale tutta Italia è sintonizzata sulla televisione per non perdere neanche un passaggio. Inoltre le radio continuano a passare le canzoni che accompagneranno gli azzurri lungo tutto il mondiale: oltre al classico “po popopo popopo”, anche la canzone “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone.

Il cammino della Nazionale di Lippi è a dir poco spumeggiante: girone passato in scioltezza grazie alle vittorie per 2-0 con Ghana (Pirlo, Iaquinta) e Repubblica Ceca (Materazzi, Ingaghi), intervallate dal pareggio 1-1 con gli Stati Uniti (Gilardino, aut. Zaccardo). L’ottavo di finale con l’Australia è da brivido fino alla trasformazione del rigore di Totti in pieno recupero. I quarti con l’Ucraina sono, invece, senza problemi: 3-0 secco (Zambrotta, 2 Toni) e approdo in semifinale.

Marcello Lippi 2006

Al Westfalenstadion (ora Signul Iduna Park , ma noi preferiamo ricordarlo così) si affrontano Italia e Germania. C’è ovviamente una maggioranza di bandiere tedesche e solo una piccola parte di tifosi italiani che, orgogliosamente, sventolano la nostra bandiera senza timore.

Stadio semifinale mondiale 2006

La partita, lo ammettiamo, è bruttina. La posta in palio è alta e le due squadre hanno paura di scoprirsi troppo. Fin dai primi minuti le due rivali si studiano a vicenda non colpendo mai, sia per bravura delle due difese, sia per paura di subire un possibile e decisivo contropiede.

La semifinale si protrae così ai tempi supplementari, dove le due squadre non riescono ancora a scalfire la parità. Il match sembra destinato ad essere deciso ai rigori, ma accade l’impensabile.

Per raccontare l’emozioni di quella partita e di quei minuti finali non potevano non usare le parole di Fabio Caressa, celebre cronista del Mondiale 2006, la cui voce in quelle partite è ancora impressa nella mente di tutti gli italiani.

“C’è Pirlo, Pirlo ancora, di tacco, tiro, goalllll”

Siamo al 119′ minuto, Del Piero si appresta a battere un angolo dalla destra per provare a scardinare il fortino tedesco. La palla arriva a centro area, la difesa la respinge, ma finisce tra i piedi di Pirlo appostato fuori area. Il regista azzurro vede uno spiraglio e serve la palla dentro a Fabio Grosso. Il terzino non ci pensa due volte e fa partire un mancino a girare sul secondo palo. Lehmann è battuto e l’Italia va avanti ad un solo minuto dalla fine. Tutta la panchina si alza in piedi, Gattuso corre ad abbracciare Lippi e tutta l’Italia intera si ritrova a correre al fianco di Grosso per festeggiare l’insperato vantaggio.

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“Cannavaro, ancora Cannavaro, Cannavaro via il contropiede con Totti, dentro il pallone per Gilardino, dentro a Del Piero, Del Piero goalllll”

Due minuti dopo si manifesta l’impensabile: la Germania prova con la forza della disperazione a rovesciarsi in avanti per trovare il goal del pareggio. Un stoico Cannavaro ferma per due volte l’avanzata dei tedeschi e fa ripartire il contropiede con Totti. Il capitano della Roma serve in profondità Gilardino, tutta Italia  prega che il “Gila” tenga la palla sulla bandierina, ma gli azzurri hanno dei piani diversi. L’attaccante azzurro si avventa nell’uno contro uno e apre la fascia all’inserimento di Del Piero, Gilardino lo vede e lo serve in “no-look”. Alex Del Piero ha il tempo di prendere la mira e freddare per la seconda volta Lehmann. Un contropiede orchestrato alla perfezione e concluso magistralmente da Del Piero, che poi si fionda sotto lo spicchio riservato ai tifosi azzurri per festeggiare la fantastica vittoria.

Alex Del Piero, goal semifinale 2006

“Andiamo a Berlino, andiamo a prenderci la coppa, chiudete le valige amici si va a Berlino Beppe!”

L’urlo di Caressa al termine del match si rivelerà azzeccato perché l’Italia il 9 luglio del 2006 conquista la sua quarta Coppa del Mondo. La finale è al cardiopalmo e viene decisa solo ai calci di rigore da una traversa di Trezeguet, dopo che i 120′ minuti erano terminati sul 1-1 (Materazzi, Zidane). E’ ancora Grosso a decidere le sorti degli azzurri, grazie alla trasformazione del quinto rigore decisivo e alla corsa, che ricorda tanto quella della semifinale con la Germania e che rimarrà impressa nel cuore di tutti gli italiani.

“Il cielo è azzurro sopra Berlino”

La Nazionale Azzurra, depressa e indebolita dallo scandalo “Calciopoli”, arrivata al Mondiale con lo sfavore dei pronostici, è riuscita a rialzare la testa e a farlo nel mondo migliore. Il capitano Fabio Cannavaro ha alzato la Coppa del Mondo a Berlino, insieme a tutta Italia.

di Valerio Pennati e Michael Procopio

Cannavaro Berlino 2006