Romulo

MILANO, dal nostro inviato all’Aspria Harbour Club Marco Corradi

Nella serata di ieri abbiamo assistito al Romulo Day e alla presentazione del nuovo logo e del nuovo sito del centrocampista del Genoa, che si è raccontato in tutto e per tutto. Non ci siamo limitati ad assistere, ma abbiamo anche intervistato Romulo, che si è raccontato ai microfoni di Agenti Anonimi: la nostra intervista spazia su vari temi, a partire dal Romulo Day, per arrivare al Genoa e non solo. Ecco le parole del centrocampista italo-brasiliano ai nostri microfoni.

Romulo, partiamo dal motto che aprirà il tuo sito: ”Sacrificati oggi, vincerai domani”. Direi che questa frase riassume alla perfezione la tua carriera: hai sempre lavorato duramente per raggiungere grandi obiettivi.

”Io dico sempre che quello che semini, prima o poi raccoglierai. Che se facciamo dei sacrifici oggi, domani raccoglieremo dei buoni frutti: è questo il mio motto, il tema che porto avanti e che fa parte del mio logo. È una cosa bella, ho vissuto seguendo quel motto, e mi ha portato dei grandi risultati”.

La homepage del sito di Romulo: romulocaldeira.com

Romulo gioca e convince in Serie A, ma fa anche attività di beneficenza: raccontaci questo lato di te.

”Abbiamo creato questo progetto del sito e del logo Romulo, che abbiamo presentato oggi, ma il progetto che abbiamo costruito con un’associazione come Live Onlus è più bello e importante: essere collegato a un’associazione così, che aiuta tante persone, mi rende orgoglioso. Mi fa piacere far parte di questo progetto che esiste da dieci anni: ora vogliamo farlo crescere, e aiutare chi ha veramente bisogno”.

Veniamo al calcio giocato, e a un Genoa che non sta vivendo un momento facile: il calendario vi riserva il derby della Lanterna, come ci arrivate e quali sono le vostre aspettative?

”È un momento difficile, anche perchè abbiamo affrontato le più forti d’Italia, giocando contro Juventus, Milan, Inter e Napoli. Sapevamo tutti che ci saremmo trovati di fronte un calendario molto complicato, che non ci ha sicuramente aiutato, però adesso possiamo fare la partita della svolta: vincere il derby ci darebbe la carica per ripartire, e dobbiamo farlo. Dobbiamo dare tutto, dobbiamo svoltare per il mister e per i tifosi: dobbiamo regalargli un po’ di gioia, visto che ci sostengono sempre con grande calore”.

I tifosi del Genoa non avevano accolto di buon grado il cambio di allenatore. Qual è il clima della piazza adesso? Immagino che tutto sia passato in secondo piano, vista la tensione per il derby…

”Posso assicurarvi che stanno pensando solo e soltanto al derby. Bisogna vincere questa partita, perchè la città vive da giorni questo derby: ovunque io vada mi parlano sempre di questa partita e mi fanno capire quanto sia sentita la rivalità. Dobbiamo conquistare il successo ad ogni costo”.

Hai vissuto il derby di Verona, quello di Torino e ora vivi quello di Genova: immagino che quella della Lanterna sia quasi una rivalità ”sudamericana”, per l’intensità e per come viene sentita.

”È completamente diversa dalle altre rivalità che ho vissuto in Italia. A Verona, la tifoseria dell’Hellas è enorme, e quella del Chievo è piccola. A Torino, la Juventus ora è talmente forte che non si può paragonare al Torino. Diciamo che, per come vengono sentiti da una delle due squadre, quelli non sono veri e propri derby. Mentre a Genova c’è un derby vero: molto sentito e con due squadre molto equilibrate”.

Il trono su cui si è seduto Romulo: se l’è portato a casa come ricordo di questa serata milanese

Hai vissuto in prima persona, dallo spogliatoio, l’esordio straripante di Piątek: 9 gol in 7 partite e un impatto strepitoso sulla Serie A, prima di fermarsi nelle ultime giornate (non segna da cinque gare). Cosa puoi raccontarci di lui?

”È un giocatore davvero forte, fortissimo: da quel che ho visto, posso dire che diventerà uno degli attaccanti più forti al mondo. È il capocannoniere del nostro campionato, anche se non segna da cinque partite: abbiamo affrontato le più forti del campionato e si è prevedibilmente fermato, ma sono sicuro che si sbloccherà presto e crescerà ancora. Io lo vedo almeno tra i primi tre della classifica cannonieri, e forse anche come capocannoniere: è un giocatore molto forte, che fa un grande lavoro per la squadra anche quando non segna”.

C’è un giocatore di questo Genoa che ti ha sorpreso, per le doti tecniche e/o caratteriali? Escludendo Piątek, visto che ne abbiamo già parlato.

”Dico senza dubbio Kouamé. Si tratta di un giocatore davvero forte, ha solo 21 anni e ha una velocità pazzesca. Salta di testa come nessun altro in Serie A e si sta facendo notare: credo che sarà la grande rivelazione di questo campionato”.

Sei stato uno dei primi oriundi dell’era moderna della Nazionale. Hai scelto l’Italia e hai sfiorato i Mondiali, e ora assisti da esterno alle tante critiche nei confronti degli oriundi che stanno vestendo la maglia azzurra (Grifo, Jorginho, Emerson Palmieri ecc): qual è il tuo pensiero a riguardo?

”Innanzitutto devo dire che sogno ancora la maglia azzurra, e spero in una nuova chiamata di Mancini. Tornando al discorso-oriundi, è vero, io ero uno dei pochi oriundi di quella Nazionale: c’ero io e c’era Paletta, solo noi due. È una scelta, quella di convocare giocatori nati fuori dall’Italia, che il ct fa, e va rispettata: il commissario tecnico non deve guardare solo le origini, ma anche i bisogni della sua nazionale. Mi ha fatto veramente piacere la chiamata per difendere i colori della Nazionale italiana: le polemiche ci saranno sempre, con voci a favore e voci contrarie, ma l’importante è che il giocatore dia tutto per l’Italia. Così facendo, zittirà le voci contrarie”.

Chiudiamo col tuo Brasile: per quale squadra tifa Romulo?

Gremio, sempre Gremio”.

Hai avuto parecchio da festeggiare l’anno scorso con la Libertadores, allora…

”Sì sì, è stato davvero emozionante (sfodera un sorriso a 32 denti, ndr). Quest’anno, purtroppo, non è andata altrettanto bene”.

Romulo col nostro Marco Corradi

(di Marco Corradi, @corradone91)

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