Ferreira Pinto si racconta alla redazione di Agentianonimi

Ferreira Pinto si racconta a 360 gradi in esclusiva per la redazione di Agentianonimi.com. L’ex giocatore dell’Atalanta ha svelato anche un retroscena di mercato ed ha parlato del suo passato in nerazzurro. Attualmente il brasiliano è al Pontisola, squadra bergamasca che milita nel campionato di Serie D.

Sei stato 7 anni all’Atalanta: qual è il ricordo più bello che hai?

“Il ricordo più bello con l’Atalanta è l’esordio in Serie A: ho coronato un sogno. Altri ricordi belli sono i gol fatti a Inter e Napoli: i più belli. Anche segnare ed esultare sotto la curva dell’Atalanta è un ricordo che porto sempre con me: momenti che non si scorderanno mai.”

A quale allenatore sei più legato?

“Il mio miglior campionato l’ho fatto con Delneri. Colantuono l’ho avuto sia a Perugia sia all’Atalanta e Castori al Lanciano e poi al Cesena, ma quello che mi ha fatto diventare quello che sono è Delneri. E’ riuscito a farmi tirare fuori il 100%. Quando è andato alla Juventus io ero infortunato e lui mi ha chiamato per chiedermi come stavo.”

In 7 anni di Atalanta non ti sono mai arrivate offerte importanti?

“Ho avuto tante possibilità di lasciare l’Atalanta. Un anno c’era la Roma che avrebbe fatto carte false per avermi. Il club, parlando con me, mi ha detto che ero troppo importante e non volevano cedermi. La scelta di rimanere all’Atalanta è stata anche per amore nei confronti della piazza e riconoscenza per chi mi aveva fatto esordire in Serie A. Nel 2009 ci eravamo messi d’accordo che se fossero arrivate altre offerte importanti ne avremmo parlato insieme, ma l’infortunio mi ha impedito di cogliere queste opportunità. Nella mia carriera all’Atalanta ho vissuto momenti felici: partire dalla Serie C e poi esordire in Serie A per me è come vincere un trofeo.”

Cosa pensi del percorso che sta facendo l’Atalanta da ormai due anni con Gasperini?

“Sono due o tre anni che l’Atalanta dà soddisfazioni. Ha l’allenatore giusto che crede nel vivaio, la società giusta che è disposta a vendere ma anche ad investire. Noi tifosi e tutta la gente di Bergamo siamo super felici di questi ragazzi e dei miei compagni e amici (Freuler e Masiello). Mi fa piacere per loro, ma soprattutto per la piazza che se lo merita molto.”

Hai giocato insieme a Valdifiori nel Cesena. Perché ha faticato a trovare spazio sia al Napoli sia al Torino?

“Già al Cesena si vedeva che aveva numeri da buon giocatore. Secondo me non è mai riuscito a trovare un allenatore che credeva veramente in lui. Al Napoli non è stato facile. Non è semplice andare in una squadra pronta a vincere e mettere in mostra tutto il tuo valore. Nel Torino pensavo che sarebbe potuto andare meglio. Non è stato sfruttato il suo talento. E’ un giocatore valido e mi auguro che possa fare un campionato che lo vede tra i protagonisti. Baselli e Grassi sono cresciuti partendo da Bergamo. Deve trovare una squadra che punti su di lui. E’ un mio consiglio. Io quando sono andato in Serie A ho voluto scegliere una squadra di media classifica per confrontarmi con me stesso.”

Chi era il tuo idolo da bambino?

“Io ho sempre tifato per Ronaldo il fenomeno. E’ il giocatore più forte che io abbia mai visto da quando ho iniziato a seguire il calcio. Dispiace per l’infortunio che ha avuto. Un brasiliano che vede un giocatore con quei numeri non può far altro che innamorarsi. Ha avuto molta sfortuna.”

Sei fiducioso per il Brasile ai prossimi Mondiali?

“Sono molto fiducioso. Abbiamo giocatori importanti e che possono dare molto. Mi spaventano Spagna e Germania, ma possiamo dire la nostra assolutamente.”

La redazione di Agentianonimi.com ringrazia Ferreira Pinto per la disponibilità.

Marco Pirola