Di storie calcistiche narranti le imprese di giocatori italiani all’estero ne conosciamo tante, e alcune sono del tutto particolari e curiose. Una di queste è attualissima, e ha come protagonista Alessio Lava, attaccante classe 1990.

Dopo una prima parte di carriera trascorsa prevalentemente tra la Promozione e l’Eccellenza toscana – che lo ha visto indossare le casacche di Real Cerretese, San Piero a Sieve, Vaianese, Rignanese, Sangiustinese e Grassina -, dalla scorsa estate il centravanti ha deciso di ripartire dalla Costa Rica.

Un ruolo molto importante in questa scelta lo ha avuto la sua fidanzata Daniela Quirós, di nazionalità costaricense, la quale, una volta terminati gli studi a Firenze, è voluta tornare nel Paese centro-americano. Alessio decide di seguirla, e così, a giugno 2016, inizia questo nuovo percorso calcistico.

Il centravanti si accasa all’Asociación Deportiva Juventud Escazuceña, club di “Liga de Ascenso”, la seconda divisione locale. Al termine della stagione, Lava colleziona 22 presenze e 20 gol, numeri che gli consentono il salto nella “Liga Unafut”, ovvero la massima serie: lo scorso 8 agosto è infatti divenuto ufficiale il suo passaggio al Municipal Liberia.

All’esordio ufficiale in giallonero, avvenuto domenica 13 agosto contro il Guadalupe, va subito in gol. Un debutto, dunque, assolutamente positivo.

Agentianonimi.com ha contattato l’attaccante nativo di Bagno di Ripoli, paese in provincia di Firenze, per conoscere meglio questa particolare esperienza e per alcune curiosità sul calcio costaricense.

In primo luogo, Lava non dimentica le emozioni provate all’inizio: “Da quando sono arrivato in Costa Rica ho provato una sensazione di adrenalina, un mondo nuovo visto dai miei occhi, una nazione – per lingua (che ho imparato in quasi due mesi), cultura, tradizioni e mentalità – totalmente differente da quella in cui sono nato e ho vissuto per circa 25 anni della mia vita. Se devo essere sincero, non ho avuto paura, più che altro non sapevo cosa mi aspettava. Prima di approdare qui non avevo mai fatto un’esperienza così lunga e importante, ma soprattutto lontana dall’Italia, che è casa mia. Ringrazio Dio per avermi dato questa possibilità, non mi pento di nulla“.

Dopo che, nell’estate 2014, la Costa Rica era riuscita ad arrivare ai quarti di finale del mondiali in Brasile, senza dimenticare la vittoria sull’Italia nella fase a gironi, il livello del calcio locale è molto migliorato. A confermarlo è lo stesso centravanti: “Sì, il calcio costaricense è cresciuto tantissimo. Ci sono giocatori forti provenienti da tutta l’America settentrionale, dall’America centrale e dal Sud America, come brasiliani e argentini. Ma oltre a questo, ci sono stadi bellissimi e il materiale per giocare e allenarsi bene non manca. Personalmente, non mi sono mai allenato così forte prima di venire qui in Costa Rica e ora posso dire di sentirmi un giocatore professionista al 100%: oltre ad allenarmi al massimo faccio anche una vita sana e ho un’alimentazione altrettanto sana. Ho sentito dire che qui ci sono scuole calcio di River Plate, Atletico Madrid e, credo da poco, anche della Juventus. Probabilmente ce ne sono altre“.

Riguardo all’appeal del calcio italiano in Costa Rica, un’influenza non secondaria l’hanno avuta Gilberto Martinez, che conta molte annate in Serie A e in Serie B con la maglia del Brescia, oltre a un triennio in Lega Pro col Lecce, e Giancarlo Gonzalez, che è da poco passato dal Palermo al Bologna: “Sicuramente loro due sono i calciatori costaricensi più rappresentativi che hanno giocato in Italia, ma anche tanti altri giocano in Europa e sono veramente forti, uno su tutti Keylor Navas del Real Madrid“.

Alessio racconta anche un episodio particolare, accaduto poco tempo dopo il suo sbarco nello Stato confinante con Nicaragua e Panama: “Di episodi e aneddoti da raccontare sa quando sono in Costa Rica ne ho tanti, ma ce n’è uno in particolare che ricordo con grande piacere. Un anno fa, appena ero arrivato, feci un provino con una squadra di “Liga de Ascenso”, l’equivalente della Serie B, e in uno dei primi allenamenti che avevo sostenuto ero molto emozionato e tutti mi osservavano. Le cose non mi riuscivano bene come al solito, e alcuni giocatori iniziarono a prendermi in giro e a parlarmi un po’ male alle spalle. Questa cosa mi diede un’adrenalina e una forza interiore talmente grandi che forse è proprio grazie a questo che sono riuscito a entrare nella storia calcistica della Costa Rica: come primo record, nessun altro giocatore italiano prima di me aveva segnato al debutto nella prima partita in “Liga de Ascenso” dopo soli 5 minuti. Inoltre, e questo è il mio secondo record, in una sola partita ha realizzato 4 gol e 1 assist. Mentre pochi giorni fa ho subito segnato nella massima serie dopo 12 minuti: una gran bella soddisfazione per me, direi un sogno che diventa realtà“.

Non può, però, mancare un pensiero e uno sguardo all’Italia: “La cosa che più mi manca è stare vicino alla mia famiglia e godermela fino in fondo. All’inizio non è stato facile abituarsi a questo, ma grazie a Dio qui ho la mia ragazza che mi ha sempre appoggiato, soprattutto nei momenti tristi o quando le cose non andavano bene. Devo ringraziare di cuore lei e la sua famiglia che mi ha sempre trattato come un figlio. La cosa che meno mi manca sull’Italia sono gli autovelox (ride, ndr), qui ancora non esistono”.

Come accennato sopra, all’inizio della carriera Lava ha giocato per diversi anni in Promozione e in Eccellenza toscana. Ecco cosa servirebbe per migliorare a queste due categorie: “Le società dovrebbero lasciare maggiore libertà ai giovani calciatori davanti a richieste provenienti da campionati superiori, per fargli provare a vivere il loro sogno. Qui posso parlare in prima persona, perché a 18 anni sono stato bloccato da una società calcistica avendo firmato senza saperlo un contratto che mi legava fino a 25 anni, e nonostante le richieste da categorie superiori non mi lasciarono andare facendomi perdere delle grandi opportunità. Il cartellino me lo sono dovuto comprare io con i miei soldi a 22 anni con tutti i risparmi fatti fino a quel momento. Per me è stato un grande investimento. Purtroppo questa è una cosa che capita sempre più spesso nel calcio di oggi nei dilettanti e la maggior parte delle volte finiscono nel peggior dei modi, ovvero che molti giocatori smettono. Personalmente ne ho conosciuti tanti. Però credo che la vita sia una ruota che gira e se uno lavora duro facendo sacrifici per realizzare i propri sogni, alla fine il treno che passa una volta nella vita è possibile prenderlo, ed è quello che è capitato proprio a me, perché non ho mai mollato.”

Infine, un ultimo pensiero alla stagione che lo aspetta con la sua nuova compagine, il Municipal Liberia: “L’obiettivo principale è quello di fare un buon campionato, la squadra è formata da giocatori esperti importanti che hanno giocato in passato nei migliori club della Costa Rica e da giovani di talento. E giocare davanti a migliaia di tifosi che gridano il tuo nome e tifano per la tua squadra è sicuramente un qualcosa che ci potrà aiutare durante il campionato… Si Dios los quiere!!!“.

Tutta la redazione e tutto lo staff di Agentianonimi.com ringraziano Alessio Lava per la grande disponibilità.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)

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