A partire dalla storica giornata di ieri, in cui è stato annunciato l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus, in molti hanno cominciato a parlare di un eventuale effetto-calamita pronto a scatenarsi in Serie A grazie all’arrivo del fuoriclasse portoghese.

Lo sbarco del pallone d’oro in bianconero potrebbe infatti spingere tante big italiane a pensare a nuovi acquisti in grado di infiammare il calciomercato estivo e aumentare, di conseguenza, il prestigio e il tasso tecnico del campionato italiano.

Una tra le squadre maggiormente accreditate ad effettuare il prossimo botto da prima pagina è sicuramente il Napoli.

Nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento da parte del club di De Laurentiis nei confronti dell’argentino Angel Di Maria, ma l’ultimo nome spuntato fuori per il centrocampo degli azzurri è quello dello spagnolo Cesc Fabregas.

Classe 1987, al Chelsea dal 2014 dopo una prestigiosa carriera trascorsa tra Arsenal e Barcellona, ha un ingaggio che oscilla tra gli 8 e i 9 milioni di euro l’anno ed un’esperienza in grado di renderlo una tra le nuove stelle della Serie A.

Questa cifra, però, è ritenuta eccessiva dal Napoli, che proverà a convincerlo ad accettare un contratto da 3 milioni netti a stagione grazie ad un progetto tecnico serio e stimolante, guidato dal neo allenatore Carlo Ancelotti.

La chiave per convincere il Chelsea, invece, potrebbe essere proprio l’ex tecnico Maurizio Sarri, liberato nelle ultime ore dal club campano, ma anche Jorginho, che dopo essere stato corteggiato a lungo dal Manchester City di Guardiola, ha trovato l’accordo con il club di Abramovich e si trasferirà a breve dalle parti di Stamford Bridge.

Non si sa ancora se verrà imbastita una maxi-operazione tra il Napoli e il club londinese in grado di coinvolgere Sarri, Fabregas e Jorginho ma, qualora si decidesse di dividere in diverse parti l’accordo, proprio Sarri potrebbe porre il suo veto su un’eventuale cessione di Fabregas, pedina di assoluto valore all’interno dello scacchiere tattico dei blues.

Giuseppe Lopinto