Dopo l’amara eliminazione dalla Champions League e la festa per l’ottavo Scudetto consecutivo, riecco Paulo Dybala, reduce non da una delle sue miglior stagioni in bianconero ma punto fermo della Juventus del futuro. Partito dall’Instituto di Cordoba, ha dovuto affrontare sfide complicate non solo sul prato verde; la morte del padre ha segnato in maniera indelebile la gioventù dell’argentino: “Papà mi portava al campo tutti i giorni e quando è mancato – racconta l’argentino in un’intervista rilasciata a Style Magazine – non volevo più andare: volevo stare a casa. Il primo periodo fu durissimo, sono stati mamma e i miei fratelli a spingermi a continuare. Nei suoi ultimi mesi diceva che sarei diventato un calciatore e quello è stato un messaggio molto forte per me”.

Giunto in Italia ad appena 18 anni, la Joya a Palermo trova un ambiente nuovo ed anche un inedito nomignolo che l’accompagnerà per tutti i suoi anni in Sicilia: u picciriddu. Lì il giovane Dybala si mette in evidenza, tanto da esser notato ed acquistato per 40 milioni di euro dalla Juventus, club che da qualche anno gli ha concesso anche l’ambita casacca numero 10: “Quando i dirigenti me l’hanno proposta ci ho pensato un pò su ma un’offerta del genere non si rifiuta. Per me è un onore e una responsabilità: devo dimostrare di meritarla ogni giorno. Quando sono arrivato al Palermo mi sono trovato in campo con i giocatori che vedevo in televisione. Chiedevo di scambiare la maglia e mi guardavano come dire: «Ma che vuole questo?». Oggi che indosso la dieci della Juve sono in tanti che la chiedono a me”.

In questi ultimi anni Paulo è cresciuto molto e, nonostante abbia ancora 25 anni, ha ben chiaro in mente che la vita del calciatore non è semplice, ma fatta di alti e bassi: “E’ come un otto volante: un giorno sei il migliore, quello dopo non vali niente. Trovare un equilibrio non è sempre un esercizio semplice. Succede a tutti, anche a campioni come Leo Messi e Cristiano Ronaldo”. E proprio a proposito del suo nuovo compagno di squadra, la Joya confessa di non averci creduto sin da primo momento in cui son venuti fuori i rumors riguardo al suo passaggio in bianconero: “Nessuno se lo sarebbe immaginato, nemmeno noi: pensavamo che fosse una sparata dei giornali, come succede spesso durante il calciomercato. Visto da vicino, Cristiano è un ragazzo semplice. Ha la sua immagine, il suo personaggio, il suo modo di stare in campo. Ma dentro lo spogliatoio è come gli altri e gli piace scherzare con tutti”.

Infine, una riflessione sulla questione che ha fatto tanto discutere in questa stagione, vale a dire la sua posizione in campo, il suo nuovo ruolo di raccordo che ha portato Massimiliano Allegri a descrivere Dybala come “tuttocampista” e che ha portato un pò di malumore anche all’argentino, il quale tuttavia non ha alcuna intenzione di arrendersi di fronte alle difficoltà: “Fare cose nuove, darsi degli obiettivi a breve e lungo termine: bisogna trovare il coraggio di superare i propri limiti. Avere paura è normale, io l’ho avuta quando sono andato a vivere lontano dai miei e quando mi sono trasferito a Palermo. Anche passare a 21 anni alla Juve, uno dei club più forti del mondo, è stato un rischio. Ma se non ti butti non saprai mai qual era la scelta giusta”.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)