“Da piccolino nella mia fascia d’età non c’è mai stato uno più veloce di me”

E’ un’intervista a tuttotondo quella rilasciata dal brasiliano Douglas Costa alla Gazzetta dello Sport. Per tutti, è l’uomo che ha dato quel tocco di sana follia e di imprevedibilità all’attacco della Juventus ed ora si appresta a mettere le mani su quello che sarebbe l’ottavo scudetto della sua carriera.

INIZIO – “Nei primi mesi non sono riuscito a esprimermi sui soliti livelli. Poi sono progredito anche se devo migliorare in zona-gol. La verità è che ho sempre preteso molto da me stesso, e continuo a farlo. Il più bel complimento ricevuto? La cosa più bella è che mi reputino all’altezza della Juve“.

ELIMINAZIONE CHAMPIONS – “Quando esci da un doppio confronto così, dopo aver perso a Torino e fatto una rimonta pazzesca al Bernabeu, indipendentemente da come è finita non puoi che essere orgoglioso di far parte di un gruppo di campioni che ha dimostrato di poter raggiungere l’impossibile con l’orgoglio“.

POLEMICHE POST INTER-JUVE – “Sono abituato, perché le stesse cose succedono anche in Brasile: anche lì si va avanti a discutere per giorni e giorni. E in altri paesi funziona così. Io preferisco star lontano dalle polemiche. Se sei un tifoso è un conto, ma un calciatore deve ragionare in altro modo: l’arbitro è un essere umano che può commettere degli errori, se io protesto o mi lamento il risultato non cambia. L’unica cosa su cui devo concentrarmi è il campo”.

VIRTU’ DELLA JUVE – “E’ stato un anno particolare con molti alti e bassi, situazioni favorevoli in cui la Juve poteva prendere un buon margine di vantaggio sulla seconda e altri in cui la Juve si è trovata a inseguire. Se la Juve diventerà campione sarà perché c’è un’unione straordinaria. E’ un gruppo molto compatto e impermeabile, che non fa uscire niente e non si lascia influenzare da ciò che succede all’esterno. Ecco, oltre alla forza della squadra, il nostro segreto”.

FUTSAL – “Ha influito tanto. Sono entrato nel Gremio molto presto, a 12 anni, la mattina mi allenavo e il pomeriggio quando potevo andavo a giocare a Futsal con una squadretta vicino casa. Devo tanto a questo sport, mi piace molto come tipologia: è rapido e con passaggi corti, dove il gioco non si ferma mai. Oggi in campo c’è molto di quello che ho imparato lì”.

NAZIONALE – “La mia evoluzione dal punto di vista difensivo è stata fondamentale perché io possa avere un ruolo chiave nella nuova Seleçao: abbiamo tanti giocatori che attaccano e il mio nuovo modo di giocare è molto utile all’equilibrio della squadra. Il Mondiale? Dobbiamo lavorare ma abbiamo gli ingredienti per arrivare fino in fondo“.

DYBALA ED ALEX SANDRO – Dopo il gol all’Inter sono andato ad abbracciare Dybala perché mi ha accolto alla Juve come se mi conoscesse da sempre, assieme ad Alex Sandro mi ha aiutato nell’inserimento e soprattutto mi ha convinto che avevo le qualità per poter stare in questo gruppo e far la differenza nel vostro campionato”.

a cura di Antonio Alicastro