Oggi, 10 anni dopo quella tragica scomparsa, tutta la Juve, i tifosi, gli appassionati di calcio si stringono in un caloroso abbraccio intorno alle famiglie Ferramosca e Neri. Dieci anni fa, in un grigio pomeriggio di dicembre si consumava una tragedia inammissibile. Due giovani ragazzini del settore giovanile bianconero, stavano – come di consueto fare – andando a recuperare i palloni finiti nel laghetto artificiale del centro sportivo di “Vinovo”. La grande pozza artificiale, rivestita di teloni di plastica di li a poco diventò la loro trappola mortale dopo esservi scivolati dentro. I soccorsi non riuscirono a far nulla, i giovani calciatori muoiono per ipotermia e il mondo Juve si ferma. Allo stadio si stava per giocare Juventus-Cesena ma tutto, davvero tutto si ferma. Calciatori, tifosi sugli spalti, tutti ammutoliti, tutti con uno sguardo incredulo. I loro sorrisi non sono mai stati dimenticati, ogni pallone insaccato, ogni rincorsa a un pallone che avviene sul terreno dello Juventus Center loro vengono ricordati anche grazie al campo che porta il nome di “Ale&Ricky”. I due campionissimi che seguono la Vecchia Signora da lassù oggi avrebbero 27 anni, ed è molto difficile provare a immaginare dove e cosa sarebbero diventati oggi. Campioni o giovani ventisettenni che cercano di costruirsi un futuro? Nessuno lo saprà mai, ma da una parte è meglio così, è qualcosa di angoscioso immaginare questo. Noi, la Juve e chi crede nelle favole del calcio vogliamo ricordarli come erano, Alessio Ferramosca centrocampista e Riccardo Neri portiere della Berretti juventina. Vogliamo ricordarli come due giovani calciatori che avevano un sogno, un sogno troppo grande da poter contenere in dei semplici borsoni da calcio. Nessuno ha mai voluto dimenticare gli “Holly & Benji” della Juve, in loro memoria sono nati tre tornei riservati ai giovani che si svolgono a Torino e a Castel Fiorentino. Il loro ricordo è vivo anche grazie alla fondazione creata dai loro genitori che, con raccolte di fondi ed eventi pubblici sostiene chi non riesce ad aver un futuro e insieme provano a cambiarlo. Sul sito della fondazione www.riccardoealessio.it c’è una frase toccante e in molti si rivedono in quelle semplici parole: “Ora sta a noi fare almeno in modo che della loro morte non rimanga solo una data da ricordare, ma un’emozione da portare sempre dentro al cuore e che, ogni giorno, ci possa trasmettere la passione per la vita e l’importanza di crederci e di provarci fino in fondo”. Il loro ricordo è ancora vivo nel cuore della Juve tanto che, nel posticipo della 17esima giornata contro la Roma i bianconeri avranno al braccio una patch speciale dedicata proprio ai piccoli angeli bianconeri. Stessa cosa per l’Atletico Mirafiori e il Castelfiorentino, dove sono cresciuti calcisticamente e non hanno mai smesso di ricordarli. Alessio e Riccardo se ne sono andati mentre inseguivano il loro sogno, ci hanno lasciato mentre inseguivano quel pallone che regala sogni ed emozione, ci hanno lasciato mentre, felici, guardavano il loro più grande amore, il calcio.

A cura di @OnorioFerraro

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