Nel calcio c’è chi ha estro e fantasia e di calciatori che hanno reso nobile questo sport grazie a lampi di classe a giocate imprevedibili e impossibili ce ne sono stati parecchi e ci sono tutt’ora. Ma sono fondamentali coloro che corrono e bloccano sul nascere gli attacchi avversari, per far ripartire l’azione.

Marcel Desally era uno di questi,  estirpava la palla agli avversari e faceva ripartire l’azione,  era molto abile come difensore e centrocampista centrale avendo  uno stacco imperioso di testa.

Si è fatto conoscere al grande pubblico nel maggio 1993 con la maglia dell’Olimpique Marsiglia, quando alzò al cielo di Monaco di Baviera la Coppa dei Campioni. Desailly è stato un “ripiego” nel senso che il Milan voleva acquistare Boksic, ma Braida è rimasto folgorato dal fisico e dalla prestanza di questo ragazzo nato in Ghana ma naturalizzato  francese e partì all’assalto.

Così nel novembre 93 per 11 miliardi vestì il  rossonero, la sua duttilità ne facilitò l’inserimento difatti in difesa non poteva giocare poichè Costacurta e Baresi erano praticamente intoccabili, complice l’infortunio di Boban venne avanzato davanti alla difesa come schermo e la maglia numero 8 divenne sua proprietà.

La coppia Albertini Desally a centrocampo fu fondamentale per le fortune rossonere durante la sua militanza al Milan, in semifinale di Champions il Milan sconfisse 3-0 il Monaco a San Siro e proprio dopo un quarto d’oro una capocciata del francese dagli sviluppi di un corner sbloccò la situazione. Il 18 maggio 94 ad Atene si ripetè con un gol in progressione su assist proprio di Albertini per il definitivo 4-0 con il quale il Milan stese il Barca e si aggiudicò la 4° Coppa dei Campioni, per Desailly la seconda consecutiva dopo quella dell’anno precedente.

Il centrocampista era un ragazzo molto umile, infatti spesso arriva a Milanello con una Citroen  2Cv che suscitava perplessità nello spogliatoio, ma questo sta a testimoniare la sua semplicità in un mondo dove chi ha il potere pecuniario espone la macchina potente  come se fosse un biglietto da visita.

Desailly ricorda i monologhi interminabili di Berlusconi, veniva a Milanello e parlava per ore alla squadra, dando consigli tattici, spaziando poi in argomenti personali come la politica.

Nel 98 lasciò il Milan per andare al Chelsea dove vi rimase sei stagioni, ritornando al suo ruolo d’origine il ruolo di difensore centrale facendo coppia con Frank Leboeuf suo compagno di nazionale, con la quale centrò il double mondiale ed europeo nel biennio 1998-2000.

In quegli anni la Francia era zeppa di campioni e Desailly ne era un degno interprete con lui in mezzo al campo non passava nessuno.

M.Anobile