Non sarà mai una partita come le altre. Non lo è a Torino e non lo sarà mai da nessuna parte. Il derby da sempre è una sfida cerchiata in rosso sul calendario dai tifosi di tutte le squadre anche per quelli che, come i bianconeri, hanno ormai poco da chiedere al campionato.

Tutti i derby portano con sé polemiche e strascichi che, infondo, caratterizzano e rendono speciali questo tipo di partite. Il calendario però si è divertito quest’anno a posizionare il derby della Mole alla 35esima giornata, a cavallo cioè tra il 4 e il 5 maggio, date molto particolari per entrambe le squadre. Il 5 maggio, come tutti ricorderete, corrisponde all’epilogo del campionato 2001/2002, terminato con la vittoria al cardiopalma della Juventus ai danni dell’Inter.

A far discutere è però il 4 maggio. Il derby della Mole è infatti stato fissato all’anticipo delle ore 15 del sabato, andando a combaciare con il 70esimo anniversario della tragedia di Superga. La risposta del Torino non si è fatta attendere. Il presidente Cairo ha già proposto un incontro con Lega e Juventus per concordare una data alternativa, soluzione che però non sembra semplice da trovare. I bianconeri infatti, in caso di superamento del turno ai danni dell’Ajax, si troverebbero a dover affrontare le due semifinali di Champions League a cavallo proprio del derby della Mole. Situazione che quindi complica e non poco lo spostamento della partita in questione alla domenica o al venerdì.

Ma vale la pena rovinare una così importante commemorazione, che riguarda tutto il calcio italiano, per salvaguardare l’integrità di un campionato che è per la Juventus ormai chiuso da tempo? Probabilmente si. Il Torino, trovandosi a soli 3 punti dall’Atalanta quarta in classifica, è infatti in piena corsa Champions League in quella bagarre che coinvolge 6 squadre e che può determinare il futuro prossimo delle società interessate. Tra le ipotesi proposte c’è infatti quella di una posticipazione della messa celebrativa alle ore 18.30, orario che permetterebbe ai granata di presenziare al rito.

A dar credito a questa ipotesi c’è un precedente. Il 4 maggio 2014 infatti il Torino di Ventura si trovò a disputare la 36esima giornata al Bentegodi di Verona contro il Chievo, in quell’occasione la celebrazione fu infatti posticipata alle 18.30 proprio per favorire la presenza del club granata. Che sia di buon auspicio? Forse. In quell’occasione infatti il Torino vinse 1-0 grazie ad un autogol di Sardo che fece volare verso l’Europa il club di Cairo.

Come se non bastasse tornano, puntuali come un orologio svizzero, le polemiche arbitrali. Nell’anticipo della 31esima giornata è stato il Milan ad alzare il polverone inquisitorio contro la Juventus. Il rigore clamorosamente non concesso dopo un contatto più che dubbio nell’area di rigore bianconera, ha riacceso le discussioni sui presunti favori nei confronti della vecchia signora. Pensavate che con il var si risolvesse tutto? Probabilmente non in Serie A. Prima del Milan è stato il turno dell’Inter a Firenze e prima ancora della Lazio. Insomma potremmo ridurre all’infinito l’errore arbitrale, ma dalla torta prenderemo sempre quella piccola fetta che ci farà discutere.

Gianmarco Ricci (@RicciGianm)