Al centro dei rumors di mercato degli ultimi giorni ed anche, suo malgrado, di questioni burocratiche tra Cina e Turchia concluse positivamente in extremis e che gli consentiranno di proseguire la tournée asiatica col gruppo, Merih Demiral può vantare il titolo di  primo calciatore turco ad aver vestito la maglia dalla Juventus.

Alle spalle (e sulle spalle) una tragedia familiare che ne ha segnato l’infanzia, costringendo l’allora difensore quattordicenne ad accelerare il suo percorso di crescita ed a forgiare il suo carattere; risale infatti al 28 dicembre del 2012 la scomparsa improvvisa della madre in seguito ad un grave incidente stradale. Il 28, appunto, come il numero di maglia che Demiral ha scelto di indossare alla Juventus in ricordo di Fatma, per averla, oltre che nel cuore, anche sulla pelle.

Parte dunque, a seguito di un dramma, l’avventura del classe 1998 in giro per l’Europa, forse spinto dalla volontà dare una sterzata netta alla propria carriera lontano dalla sua terra. Così, nell’estate del 2016, abbandona la comfort-zone che lo vedeva protagonista nell’Under 19 del Fenerbahce per approdare in Portogallo, precisamente nell’Alcanenese, club di terza divisione lusitana.

 

Firmato il primo contratto da calciatore professionista, il ragazzino turco viene notato dagli abili osservatori del Benfica, che nel giro di 6 mesi decidono di ingaggiarlo per aggregarlo alla squadra B,  formazione in cui permane sino all’agosto del 2018, quando vien trasferito in prestito all’Alanyaspor. Il resto è storia, con Juventus e Sassuolo che in sinergia fiutano l’affare, lo portano in Italia per un apprendistato di metà stagione agli ordini di mister De Zerbi, prima di trasferirsi definitivamente a Torino dopo aver stregato Fabio Paratici.

Demiral è un difensore solido, forte di testa, che non teme gli uno contro uno e che non disdegna neanche la fase di impostazione. Cresciuto con in mente la figura di Nemanja Vidić, che ricorda anche fisicamente, il calciatore nativo di Kocaeli ha cominciato il suo percorso di ambientamento alla Juventus, aiutato dall’amico Emre Can, tedesco ma di chiare origini turche, e sotto l’ala protettiva di Giorgio Chiellini, il quale si è già espressamente dichiarato compiaciuto delle doti del nuovo compagno di reparto.

Il destino di Merih, complice anche la condizione precaria del capitano bianconero, è quello di permanere alla Juventus; l’idea della dirigenza è quella di puntare fortemente sul centrale turco, tanto da rimandare al mittente le offensive dell’Atletico Madrid e da proporre al Milan, club seriamente interessato al difensore, una cifra astronomica (e forse persino spropositata) per il suo trasferimento, che molto difficilmente verrà soddisfatta.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)