Sono parole al veleno quelle che Jonathan De Guzman ha pronunciato nelle scorse ore in occasione di un’intervista rilasciata a volkskrant.nl.

Nel 2015, Giuntoli – tuttora direttore sportivo del Napolimi tirò un pugno in faccia. A separarci fu Zuniga“.

Arrivato sotto l’ombra del Vesuvio appena un anno prima, l’attuale centrocampista dell’Eintrach Francoforte ha raccontato di essere stato forzato dal dirigente partenopeo ad accettare le offerte di trasferimento arrivate per lui nei mesi precedenti.

Tutto era iniziato quando avevo cominciato ad accusare un problema allo stomaco. I medici mi misero a dieta e mi consigliarono semplicemente di mangiare meno carboidrati, perché dagli esiti degli esami non veniva mai fuori niente. Il consiglio di Benitez – ai tempi allenatore della squadra campana – fu quello di rivolgermi ad un altro dottore, ma noi potevo farlo perché il dottor De Nicola aveva il potere“.

Cambiata la guida tecnica del Napoli, neanche con l’arrivo di Sarri in panchina le cose migliorarono per il classe 1987:

Riuscivo a camminare ma non a correre al massimo della velocità. Mi dicevano che fosse un problema inventato da me e cominciai a dubitare del mio corpo. Da quel momento in poi, la decisione della società fu quella di cedermi il prima possibile, ma quando mi opposi al trasferimento in Premier League, Giuntoli ebbe una reazione furiosa. Mi disse che dovevo andarmene e, quando rifiutai anche una seconda offerta, l’assistente di Giuntoli mi disse di ripensarci perché altrimenti non avrei più giocato. Qualche giorno dopo, a mercato chiuso, mi arrivò un pugno e il figlio di De Laurentiis mi disse che ero come un uomo morto nel Napoli“.

De Guzman non vide più il campo fino ad un prestito al Carpi e poi si operò in Olanda:

Il dolore scomparve ma il mio corpo era ancora debole. Per fortuna oggi sto bene. Ai tempi mi ero sentito un dilettante fisicamente e mentalmente, ma adesso il capitolo nero è finalmente chiuso”.

Giuseppe Lopinto