Dopo 3 anni trascorsi in Inghilterra, quest’estate potrebbe essere quella giusta per vedere Matteo Darmian ritornare in Serie A.

Durante le scorse estati il suo nome è stato puntualmente accostato a tante big italiane, tra cui Juventus, Napoli e Inter, ma il Manchester United lo ha sempre ritenuto incedibile, nonostante lui non abbia mai avuto un posto da titolare fisso assicurato.

L’anno scorso fui vicino a tornare in Italia – dichiara il difensore ex Milan, Palermo e Torino alla Gazzetta dello Sport – ma saltò tutto perché lo United voleva puntare ancora su di me, io volevo giocarmi le mie chance e non mollare dopo un solo anno con Mourinho in panchina. Adesso mi muoverei per una soluzione migliore, che possa farmi sentire maggiormente protagonista. Juve, Napoli o Inter non sta a me dirlo, ho ancora un anno di contratto qui, ma il mio procuratore sa quello che voglio“.

Non manca una riflessione amara sul ricordo di quell’infausta Italia-Svezia a San Siro, partita che ha impedito agli azzurri di qualificarsi per i mondiali di Russia, con Darmian vicinissimo al gol ma fermato dal palo:

Se quella palla fosse entrata forse oggi parleremmo d’altro. Nel caso rigiocassimo quella partita, l’Italia vincerebbe la maggior parte delle volte. Dopo il match al Bernabeu contro la Spagna è cambiato tutto e, dalla Svezia in poi, l’ambiente è diventato ostile e sono circolate troppe illazioni da cui prendo le distanze. Il girone si è chiuso secondo le previsioni, il risultato dello spareggio è stata una macchia indelebile. Ora però basta a piangersi addosso, puntiamo a nuovi obiettivi come la Nations League e gli Europei“.

Si mostra dunque determinato e lungimirante il nativo di Legnano:

Ho letto le parole di Ventura ma non entro nel merito, non abbiamo giocato contro nessuno e abbiamo dato l’anima per riuscire a qualificarci. Mancini può essere il ct ideale, la scelta giusta. È un vincente, come Mourinho. Io cercherò di meritarmi la maglia azzurra tramite le prestazioni con il mio club“.

Infine, non manca un pensiero sulle differenze tra calcio italiano e calcio inglese, al momento la massima espressione del gioco a livello strutturale, spettacolare e di guadagni:

Tecnicamente il confronto ci sta, ma da noi mancano gli stadi. È il denaro a fare la differenza, ma penso che la strada imboccata sia quella giusta e che sia doveroso avere fiducia nel futuro dei club italiani“.

Giuseppe Lopinto